Dopo un grosso incidente al via, causato da Dunne, e diverse interruzioni, trionfa Crawford, fortunato con una Safety Car nel momento del pitstop, davanti a Fornaroli e Montoya.
Pregara e partenza col botto
È tutto pronto per la Feature Race di F2 a Monaco. Come stabilito dalle qualifiche, Dunne parte dalla pole e precede Martins e Fornaroli, mentre Minì è 8°.
Nel giro di formazione c’è già il primo colpo di scena, con Montoya che rimane fermo sulla sua piazzola e dovrà partire dalla pitlane.
Allo spegnimento dei semafori Dunne scatta male e viene subito superato da Martins, ma poi in curva 1 non ci sta e prova a riprendere la testa della corsa buttandosi all’interno, toccando però il francese di ART GP e mettendo di traverso la sua vettura.

I due, dopo essersi toccati, finiscono contro le barriere e i piloti dietro non riescono a evitarli, finendo per creare un ingorgo incredibile. Fornaroli si ritrova in testa, essendo riuscito a sfuggire subito al caos, mentre sono diversi i ritirati e i coinvolti nell’incidente.
Una lunga bandiera rossa
Viene subito data bandiera rossa e i “superstiti”, nonché quelli tornati in pitlane, sono Fornaroli, Lindblad, Crawford, Durksen, Stanek, Maini, Browning, Goethe, Villagomez, Montoya e Beganovic. Oltre alle vetture pesantemente danneggiate dei piloti coinvolti, tra cui anche Verschoor e Marti, vengono ritirate anche le auto di Minì e Miyata, nonostante sembrassero intatte e in grado di proseguite.

Finiti i lavori di riparazione delle barriere e di rimozione delle monoposto coinvolte, la gara riparte, con rolling start, intorno alle 10:30, dopo oltre 40 minuti di bandiera rossa. L’ordine di ripartenza, poiché non è stato completato nemmeno il primo settore prima dell’interruzione, sarà quello della qualifica, tenendo però conto che diversi piloti saranno assenti, essendosi ritirati a causa dell’incidente in curva 1. Le auto rimaste in gara sono solo 15, con Fornaroli che sarà in testa davanti a Montoya e Lindblad.
La ripartenza
Alla ripartenza Fornaroli tiene la testa della corsa e le posizioni rimangono congelate. La gara ricomincia a tempo: non si disputeranno quindi i 42 giri inizialmente previsti, ma la corsa durerà solo mezz’ora.

Nel corso del 1° giro Durksen, per evitare di tamponare Maini, tocca le barriere alla Rascasse ed è costretto al ritiro. Viene dunque adottata una breve Virtual Safety Car per permettere la rimozione della vettura di Durksen.

Con più di 25 minuti sul timer, si riparte nuovamente. Il terzetto di testa formato da Fornaroli, Montoya e Lindblad prende il largo su Crawford, 4°, che a sua volta ha diversi secondi di vantaggio su Browning.

Goethe, Beganovic, Bennett, Meguetounif e Shields, che come Durksen erano ripartiti con le gomme supersoft (mentre gli altri erano su soft), fanno la loro sosta, con Bennett che, con qualche rischio, prende la posizione su Meguetounif, che riceve in seguito una penalità di 5 secondi per aver superato i limiti di velocità in pit lane.
Bennett e Meguetounif passano Shields alla Chicane del Porto. Fornaroli e Montoya portano Lindblad fuori dalla zona DRS, ma devono fare attenzione al gap con Goethe che è il 1° di quelli che si sono già fermati e sta recuperando terreno con degli ottimi tempi.
Un altro incidente e un’altra Safety Car
Con 14 minuti al termine ecco un nuovo colpo di scena: Beganovic è nel muro alla curva del Casino e viene esposta subito VSC, sotto cui non si può smarcare la sosta obbligatoria.

Dopo che sono transitati Fornaroli, Montoya e Lindblad, viene chiamata in causa la Safety Car e tutti quelli dietro ne approfittano per fermarsi subito.
Il giro dopo si ferma anche il terzetto di testa, che perde però la posizione su Crawford dopo essere stato rallentato dalla vettura di sicurezza nell’inlap. Lindblad riesce a superare Montoya con le soste, mentre Maini e Stanek rischiano il contatto in pitlane.

Con 6 minuti al termine viene esposta addirittura bandiera rossa, per permettere la riparazione delle barriere tech pro. Le auto si fermano in pitlane e il tempo continua a scorrere. Intanto anche a Lindblad viene data una penalità di 5 secondi per “speeding in the pitlane”. Tuttavia, la riparazione delle barriere richiede troppo tempo e la direzione gara stabilisce che la corsa finisce con questa bandiera rossa.
I risultati
Vince quindi Crawford, fortunato col tempismo della Safety Car, davanti a Fornaroli, che aveva condotto la gara per quasi tutto il tempo, e Montoya. Browning, 4°, diventa il nuovo leader del campionato, nonostante, a causa della ridotta distanza di gara (tra il 25% e il 50% di quanto previsto), vengano assegnati punteggi più bassi. Di seguito la classifica finale.
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