Una edizione caotica, quella della Indy 500 di quest’anno dove non sono mancati gli imprevisti e i momenti salienti: vediamo chi è entrato in queste classifiche di Top e Flop in questa settimana.
Si è dovuto attendere un po’ di più per questa classifica, a causa delle recenti notizie che hanno sconquassato la griglia (vedi qui) della IndyCar proprio ad un giorno esatto della prestigiosa Indy 500, che ha visto dei recenti colpi di scena non poco importanti.
Oggi finalmente andiamo ad esplorare e a scoprire chi è entrato nella classifica dalla parte dei top e chi invece ha deluso le aspettative o chi non ha per nulla brillato in questa tappa di campionato.
TOP 3
1) ALEX PALOU
Sinceramente io non ci avrei mai scommesso una vittoria qui alla Indy 500 mi son dovuto ricedere fortemente… Questo ragazzo non ci sono parole per descriverlo, semplicemente ha sconfitto una bestia nera che lo attanagliava sin dai primi passi mossi nella IndyCar e lo ha fatto con stile: prima vittoria su un tracciato ovale proprio nella corsa più importante dell’anno. L’uniche due note negative sono state il finale un po’ “anticlimatico” dove a rovinare la corsa sono stati i due doppiati DeFrancesco e Foster che fisicamente avevano tagliato il traguardo prima dello spagnolo (pur avendo un giro di distacco dal primo classificato) e anche un po’ la monotonia che specialmente in questo ultimo campionato ha preso forma, grazie proprio al catalano. Questo però non toglie il talento sopraffino e la capacità di leggere gli eventi della corsa come nessun’altro che lo hanno portato fino ad oggi ad essere un vero e proprio mattatore della categoria.
Nessuno come lui.

2) DAVID MALUKAS
Colpo grosso per l’americano-lituano che con A.J. Foyt è riuscito ad arrivare terzo nella corsa e poi con le penalizzazioni addirittura secondo! Un risultato che conferma ancora le potenzialità del pilota specialmente nei tracciati ovali dove riesce a dare il massimo di sé. Una gara fenomenale e senza sbavature sia del pilota ma anche del muretto box, un bel lavoro di squadra e, anche se a Indianapolis non vi sono premi per il secondo e per il terzo posto loro possono andare fieri e a testa alta di questo risultato, il problema invece sarà quello di continuare per questa strada.
Piccolo passo in avanti.

3) MARCUS ERICSSON
Un altro pilota finito nel ciclone delle penalizzazioni post gara, oltre alle lacrime amare per il secondo posto a Indianapolis si aggiungono anche quelle della squalifica dalla gara. Un weekend nerissimo per lo svedese del quale si è visto tutto il lavoro svolto in un intero mese spazzato via; pensate se lo svedese avesse vinto quanto sarebbe stata forte la mazzata dovuta alla squalifica, ma con i “se” non si fanno la storia. L’unico augurio che faccio a Marcus è quello di non buttare via il lavoro svolto e di concentrarsi fortemente sulla prossima gara.
Lacrime amarissime.

MENZIONE D’ONORE: TAKUMA SATO
L’ex pilota Super Aguri, arriva qui a Indianapolis, rompe la macchina durante test, il team gliela ripara in tempo per la Indy 500, si piazza al secondo posto per la gara e domina la corsa per metà gara. Che dire: nonostante lui sia un part timer ha dimostrato al mondo intero la sua stoffa di campione e, la facilità con il quale si è adattato alla nuova vettura dotata di propulsore ibrido. Nonostante il suo calo di prestazioni verso la parte finale della corsa, egli può ritenersi soddisfatto nell’aver combattuto per la prima piazza e di aver dato prova di sé anche con un team che in questi ultimi tempi ha fatto parlare di sé per le sue conquiste (vedi il Sonsio GP), mentre nelle altre gare ha faticato moltissimo.
Grazie Takuma.

FLOP 3
1) ROBERT SHWARTZMAN
La Indy 500 per l’israeliano era iniziata nel migliore dei modi con la pole a Indianapolis, poi dal Carb Day in poi solo l’oblio e tanta fatica dovuta all’inesperienza sua e del team. Durante la corsa non è stato in grado di reggere il passo e di mantenere la pole conquistata ne lui e nemmeno il suo team, complici le caution ma anche i meccanici non brillanti al pit stop.
Oltre a questo si aggiunge anche il danno che Shwartzman ha causato durante la seconda sosta ai box, non frenando prontamente sulla casella, provocando l’investimento di un meccanico Prema e costringendolo al ritiro.
Occasione gettata alle ortiche.

2) PATO O’WARD
Decisone un po’ controversa nel metterlo tra i flop ma, si può dire che Pato O’Ward sia arrivato in questa lista “entrando dalla porta secondaria”. La sua prestazione alla Indy 500 per quanto sia stata fondamentale per lui e per Arrow McLaren in gara si è dimostrato quasi anonimo, faticando non molto per rimanere attaccato alla zona alta della classifica, se ho detto di lui che è “entrato dalla porta secondaria” è dovuto alle recenti notizie a riguardo delle penalizzazione di Ericsson, il quale lo ha fatto balzare virtualmente di una posizione.
A differenza dello scorso anno che lo si è visto con le lacrime agli occhi, il Pato O’Ward di quest’anno è maturato specialmente nel gestire le sconfitte sia dal lato umano ma anche dal lato mediatico, con un pizzico di autoironia che fa divertire.
Anonimo.

3) TEAM PENSKE
Il team del Capitano Roger Penske è quello che ha fatto parlare di sé in questi ultimi giorni ma, in senso negativo. Dopo le penalizzazioni subite ai loro beniamini Power e Newgarden, si è venuto a creare un esodo di massa di responsabili e in particolar modo di Tim Cindric, team principal di Penske; dopo lo scandalo dello scorso anno del push-to-pass, questa volta la squadra non ha dato nessuna seconda chance e i responsabili di queste azioni sono stati prontamente allontanati dalle strutture. Un durissimo colpo sia da un punto di vista organizzativo ma anche in quello mediatico dove, hanno subito due squalifiche nel loro terreno di casa, ovvero Indianapolis, di proprietà di Roger Penske. (infatti Roger Penske alla comand start per la Indy 500 non era particolarmente felice)
Autogoal in casa propria.

MENZIONE DISONOREVOLE: KYLE LARSON
Rispetto allo scorso anno dove da debuttante ha fatto parlare di sé in positivo, quest’anno invece ha fatto discutere molto la sua gara (in negativo). Per tutta la durata delle prove libere egli ha faticato moltissimo per trovare il bilanciamento giusto della vettura e gli incidenti subiti sempre in quelle sessioni non lo hanno aiutato molto.
Il nervosismo l’ha fatta da padrona su di lui a tal punto che: durante un team radio egli ha dato a McLaughlin dello “stupido” per poi commettere lo stesso errore del numero 3 Penske ma in curva 1 andando a sbattere a muro, portandosi dentro con sé Kyffin Simpson e Sting-Ray Robb.
L’ultima scena che si vede di Larson è lui che si dirige a Charlotte in elicottero per disputare la gara NASCAR della Coca-Cola 600 dove anche lì non ha concluso la corsa.
Nervosismo e impazienza.

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