Dopo oltre tre decenni di assenza dal calendario iridato, l’Africa potrebbe finalmente riabbracciare la Formula 1. E mentre da anni si parla di un possibile ritorno del Sudafrica a Kyalami o della sorprendente candidatura del Rwanda, una nuova nazione è pronta a rilanciare con un progetto ambiziosissimo: il Marocco.
Secondo quanto rivelato in esclusiva da RacingNews365, il Paese nordafricano è pronto a presentare un piano da 1,2 miliardi di dollari per la costruzione di un complesso multifunzionale a sud di Tangeri, con un circuito di Grado 1 FIA capace di ospitare F1, WEC e MotoGP, accompagnato da un parco a tema, un centro commerciale, hotel, una marina e persino un aeroporto nelle vicinanze. Il tutto a una ventina di chilometri dalla costa, in una zona strategica per il turismo e la logistica.
Il ritorno della F1 in Africa: non più un miraggio?
Durante il weekend del Gran Premio di Monaco, Stefano Domenicali ha confermato l’interesse per riportare la F1 in Africa, citando trattative in corso con tre Paesi. E ora possiamo aggiungere il Marocco alla lista. Una mossa che potrebbe rappresentare un punto di svolta, considerando che l’ultimo Gran Premio africano risale al 1993, proprio a Kyalami, in Sudafrica.
Il progetto marocchino, però, si distingue non solo per la portata economica, ma anche per la visione a lungo termine: un ecosistema indipendente e sostenibile, paragonato da Eric Boullier – ex team principal McLaren e Lotus, nonché promotore dell’iniziativa – a una “mini-Abu Dhabi”.

“Abbiamo trovato un sito che soddisfa tutti i criteri richiesti dalla F1. È un progetto strategico per il Paese, e se riceverà il via libera a livello governativo, potrà rappresentare ciò che la Formula 1 sogna per il suo ritorno in Africa”, ha dichiarato Boullier.
I punti forti del progetto marocchino
Il Marocco gioca alcune carte vincenti:
- Posizione geografica ideale: Tangeri è facilmente raggiungibile dall’Europa, e il porto industriale di Tanger Med garantirebbe una logistica ottimale per team e strutture.
- Supporto privato solido: al momento sono già stati raccolti 800 milioni di dollari da investitori privati.
- Impatto occupazionale: si stimano circa 10.000 nuovi posti di lavoro.
- Turismo e infrastrutture: con hotel, parco a tema e marina, il progetto punta a diventare una meta internazionale.
Tra ambizioni e ostacoli
Nonostante l’entusiasmo, Boullier rimane cauto: “Senza l’approvazione delle autorità più alte, il progetto resta sulla carta.” E anche in caso di via libera, resterebbero due grandi sfide da affrontare: chiudere il modello finanziario completo e ottenere l’accordo formale con la Formula 1.

Ma secondo Boullier, se tutto dovesse andare per il verso giusto, i tempi di realizzazione sarebbero rapidi: entro tre anni si potrebbe vedere la pista completata e pronta per il debutto nel calendario F1.
Marocco, Rwanda, Sudafrica: chi avrà la meglio?
Se è vero che il Sudafrica è in trattativa da tempo, le complicazioni burocratiche e finanziarie hanno frenato il ritorno di Kyalami. Il Rwanda ha già ufficializzato la propria candidatura, ma resta un’incognita in termini di infrastrutture. Il Marocco, invece, promette un pacchetto completo, sostenibile e strategicamente posizionato.

Il futuro della F1 in Africa si gioca ora su tre tavoli. Ma se il Marocco riuscirà a concretizzare quanto promesso, la nuova tappa africana potrebbe parlare arabo – con un sottofondo di motori e adrenalina.
Seguici sui nostri social
🔥 Sei un vero fan della Formula 1? Allora non perderti neanche una news! 🚀 Seguici su Instagram, Telegram e Youtube per rimanere sempre aggiornato, senza perderti analisi, curiosità e retroscena dal paddock! 🏎️💨
📲 Tutto gratis, zero costi, solo passione per la F1!
Se i nostri articoli ti piacciono, condividili con i tuoi amici e aiutaci a far crescere la community! 🙌
Buona lettura su Fuori Pista! 🏁🔎

