Max Verstappen è tornato sotto le luci dei riflettori per una mossa oltre il limite del regolamento durante il GP di Spagna. Ma siamo davvero di fronte ad un Verstappan diverso rispetto al passato?
L’episodio più controverso del GP di Spagna è stato senza dubbio quello che ha coinvolto Max Verstappen e George Russell nelle ultime fasi della corsa. In seguito alla ripartenza dopo la Safety Car, l’inglese ha sfruttato un errore dell’avversario per tentare un sorpasso in curva 1. L’olandese è stato spinto fuori, ma dopo aver lasciato la pista è rientrato mantenendo la posizione: per questo motivo, la Red Bull gli ha immediatamente chiesto di restituire la posizione al pilota Mercedes, con l’obiettivo di evitare una (possibile) penalità.
A questo punto, Verstappen dà l’impressione di rallentare all’uscita di curva 4, lasciando strada al suo rivale che lo sorpassa dall’esterno. Quando l’operazione sembra conclusa, però, il campione del mondo in carica allunga sorprendentemente la staccata, causando (volontariamente?) una collisione con Russell e riprendendosi momenteneamente la P4. Qualche curva dopo, l’alfiere Red Bull rallenta a lascia sfilare definitivamente l’avversario, ma a fine gara viene penalizzato di 10 secondi per il contatto avvenuto in curva 5. I punti interrogativi riguardanti questo episodio sono diversi: analizziamoli più approfonditamente.

Max, perché?
Riguardando le immagini, la chiara impressione è che Verstappen sia volontariamente andato addosso a Russell. Il motivo? Probabilmente la rabbia accumulata dopo il leggero contatto con Leclerc in rettilineo, ma soprattutto dopo la scelta (difficile da spiegare) della Red Bull di montargli le gomme hard per completare gli ultimi giri.
Ma questo, ed è giusto sottolinearlo, non giustifica una simile azione. Un’azione potenzialmente pericolosa, che ha prima di tutto messo a rischio un collega e che la direzione gara ha deciso di punire con 10 secondi di penalità, ma che secondo molti avrebbe meritato una sanzione più pesante.
Sarebbe bello dire che quella di Barcellona è stata solamente una singola apparizione del Verstappen giovane e inesperto, quello che non aveva paura di niente e di nessuno e che aggrediva ogni spazio senza pensarci due volte, nel bene e nel male. Ma la realtà è ben diversa: Max Verstappen non è mai davvero cambiato.

I precedenti
Da qualche anno a questa parte, la narrativa del paddock va nella direzione di un Verstappen diverso, che stagione dopo stagione ha imparato l’arte della calma, che è cambiato rispetto alle primissime stagioni, diventando così il pilota perfetto. Secondo molti, l’olandese è ormai un calcolatore e un pilota che si accontenta di arrivare secondo e di portare a casa punti importanti per il campionato.
Se da un lato è innegabile che il campione olandese sia migliorato sotto questo aspetto (se così non fosse non avrebbe quattro titoli mondiali nel suo palmarés), dall’altro è bene ricordare che ogni volta che si è ritrovato in una situazione spinosa ha sempre reagito allo stesso modo. Lo stesso di Barcellona.
Tornando indietro nel tempo la lista è lunghissima, dal famosissimo brake test su Hamilton di Jeddah 2021 ai contatti con Lewis di Budapest 2024 e di Interlagos 2022, passando per i pugni al volante di Singapore 2023 (a bordo probabilmente della vettura più dominante degli ultimi anni) o per quanto accaduto a Città del Messico nella sfida contro Norris dello scorso anno.

Di fatto, quando si è trovato a dover lottare corpo a corpo e a parità di condizioni nei suoi quattro anni di successi (2021 e 2024), Verstappen ha sempre dimostrato di essere disposto ad andare oltre il limite. In alcune occasioni lo ha anche affermato senza mezzi termini: “Mi difendo come posso”, ha detto dopo il GP del Messico dello scorso anno.
E anche questa volta, nonostante siano arrivate le scuse sui social, il campione olandese non ha risparmiato una frecciatina al suo grande amico Russell, a cui ha promesso di “portare i fazzoletti” nel caso dovesse succedere nuovamente un episodio simile.
E ora?
Passati tutti questi anni, è difficile pensare che Verstappen possa mai cambiare completamente il suo atteggiamento in pista. Sia ben chiaro, questa voglia di stare davanti al proprio avversario anche nelle situazioni in cui sembra impossibile è ciò che gli ha permesso di vincere così tante gare e titoli mondiali. Non ci sono dubbi sul suo talento, sulla sua velocità e sul suo status di miglior pilota in griglia.
Allo stesso tempo, però, il conteggio delle volte in cui è risultato sporco e oltre il limite del regolamento in pista sta aumentando anno dopo anno, e se nel biennio 2022-23 gli episodi di questo tipo sono stati più rari è semplicemente perché nessuno è mai riuscito a mettere in dubbio la sua prima posizione nella classifica mondiale.
No, Max Verstappen non è cambiato e non cambierà mai: che piaccia o no, sarà sempre contemporaneamente quello di Suzuka e quello di Barcellona, ed è anche per questo che il suo nome è tra i migliori della storia della Formula 1.
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