Dopo oltre un decennio lontano dalla Formula 1, Kamui Kobayashi è tornato a calarsi nell’abitacolo di una monoposto di F1.
Il pilota giapponese, oggi 38enne, ha infatti effettuato un test con il team Haas sul circuito francese del Paul Ricard, guidando la VF-23 del 2023 nell’ambito del programma “Testing of Previous Cars” (TPC).

Si tratta del suo primo giro in una F1 dal lontano Gran Premio di Abu Dhabi 2014, quando corse per il team Caterham. La prova è stata resa possibile grazie alla recente partnership tecnica tra Haas e Toyota, casa con cui Kobayashi ha legato gran parte della sua carriera sportiva negli ultimi anni.
Un ritorno che sa di storia
Kobayashi fece il suo debutto in Formula 1 nel 2009 con Toyota, chiamato a sostituire l’infortunato Timo Glock a fine stagione. Nonostante il ritiro del costruttore giapponese dalla categoria regina a fine anno, le sue prestazioni coraggiose gli valsero un posto in Sauber, con cui corse dal 2010 al 2012, conquistando un memorabile podio a Suzuka davanti al pubblico di casa.

Dopo una breve parentesi nel WEC, rientrò in F1 nel 2014 con la Caterham, in una stagione però difficile, segnata da problemi tecnici e prestazioni deludenti. Da allora, ha costruito una carriera di successo tra Super GT, Super Formula e soprattutto nel Mondiale Endurance, dove ha vinto sia il titolo che la 24 Ore di Le Mans con Toyota Gazoo Racing.
Il test con Haas e l’importanza del TPC
La giornata di test con Haas è frutto della nuova collaborazione tra il team americano e Toyota, la quale ha messo a disposizione risorse e know-how, inclusi simulatori e supporto tecnico. Kobayashi ha così avuto l’occasione di tornare a guidare una monoposto di F1 moderna, in linea con le recenti opportunità offerte anche ad altri piloti giapponesi.
“Un po’ di divertimento con questa bestia dopo 11 anni”, ha scritto Kobayashi sui social, aggiungendo con ironia: “Grazie per questa opportunità, Toyota e Haas! E un grande grazie al mio collo, è stato forte in questi due giorni”.
L’obiettivo: crescere insieme
Per Haas, il TPC rappresenta molto più di un semplice test per i piloti: è un’occasione cruciale per formare nuovo personale. Il team principal Ayao Komatsu ha sottolineato come, con poco più di 300 dipendenti, ogni assenza tra ingegneri o tecnici possa creare problemi operativi. Attraverso il programma TPC, il team può addestrare riserve e migliorare la propria struttura interna.

La collaborazione con Toyota ha inoltre permesso a Haas di avviare un proprio programma di simulazione, mai esistito prima nella sede di Banbury. “TGR ha le competenze, l’hardware e l’esperienza per supportarci – ha dichiarato Komatsu – e senza questa partnership sarebbe stato molto difficile avviare un simulatore efficiente.”
Una collaborazione strategica
Il ritorno di Kobayashi in F1, anche se solo per un test, rappresenta un simbolo di quanto la sinergia tra Haas e Toyota possa aprire nuove opportunità sia per i piloti che per il team. Un’unione che guarda al futuro, senza dimenticare il valore dell’esperienza.
E chissà che questo non sia solo il primo passo per nuovi progetti condivisi tra la scuderia statunitense e il colosso giapponese.
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