In conferenza stampa, Kimi Antonelli si è aperto riguardo le difficoltà incontrate negli ultimi Gran Premi
Kimi Antonelli si presenta al Gran Premio del Canada dopo un periodo piuttosto complicato: tre gare consecutive senza punti, due delle quali segnate da problemi tecnici, mentre a Monaco l’errore in qualifica ha poi compromesso l’intera gara. Il pilota italiano, nonostante le recenti difficoltà, è determinato a fare bene.
“Le ultime tre gare non sono andate come speravo” ha ammesso Kimi.
“Dal punto di vista personale non sono riuscito a dare il meglio, e in due casi ci si sono messi anche dei guasti alla vettura che hanno compromesso il risultato finale. So bene però che sono ancora all’inizio del mio percorso e che ci sono molte cose da imparare, soprattutto su tracciati tecnicamente più complessi.”
“Penso, ad esempio, a Imola, dove ho faticato a gestire al meglio ogni aspetto del fine settimana. Dopo la pausa dell’ultima settimana, però, sento di aver recuperato energie e di avere una maggiore consapevolezza su ciò che devo fare in pista.”
Un’altra sfida è stata adattarsi alla nuova mescola C6, introdotta dalla Pirelli.
“Con la C6 ho incontrato molte difficoltà,” ha spiegato Antonelli. “È una gomma complicata da portare nella finestra di utilizzo ottimale, anche nel giro secco. Questo ha fatto sì che ci fosse una mancanza di costanza tra le varie sessioni e ha inevitabilmente influenzato la mia fiducia.”

“A Barcellona ho iniziato a ritrovare un po’ di ritmo, ma le difficoltà con quella mescola sono rimaste. Anche qui a Montreal sarà protagonista, ma per fortuna la pausa ci ha permesso di analizzare bene i dati, di capire come si comporta la macchina con quel tipo di gomma e di cercare soluzioni. Montreal è un circuito particolare, con un asfalto diverso, ma credo di aver capito meglio come approcciarlo. Ho lavorato duramente e mi sento più preparato.”
Kimi Antonelli ha poi risposto a una domanda sulla lotta per il titolo di rookie dell’anno, indicando in Isack Hadjar il pilota che finora lo ha colpito di più.
“Se dovessi scegliere chi mi ha impressionato di più tra i rookies, direi Hadjar: è stato davvero sorprendente, soprattutto in qualifica. Fin dall’inizio ha mostrato grande solidità e velocità.”
Un’opinione condivisa anche da altri colleghi presenti, come Liam Lawson e Nico Hülkenberg, con quest’ultimo che ha commentato: “Stanno tutti facendo bene. È una generazione giovane ma davvero promettente.”

“Piena fiducia nel team, tocca a me fare la mia parte. Mio padre? Un punto di riferimento”
Il tema delle temperature basse, attese anche in Canada, è stato un altro punto toccato dal giovane pilota Mercedes.
“In genere, con il freddo la nostra vettura si comporta meglio. Quest’anno siamo stati competitivi anche su piste dove nel 2024 avevamo fatto molta fatica. Il segreto è riuscire a trovare la finestra di utilizzo ideale degli pneumatici e un buon bilanciamento complessivo della monoposto.”
“Non è facile, ma può fare una grande differenza. In ogni caso, ho piena fiducia nella squadra: si respira un ambiente positivo, dove tutti lavorano con impegno. Ora tocca a me fare la mia parte e trasformare questo impegno in risultati.”
Infine, Kimi Antonelli ha sottolineato l’importanza del supporto familiare in un contesto tanto competitivo quanto stressante come quello della F1, che tu sia un rookie o meno.
“La presenza di mio padre in pista per me è fondamentale. È un punto fermo, una guida. Dopo tre weekend complicati, anche dal punto di vista mentale, non è stato semplice restare concentrati. In Formula 1 è come nuotare in acque infestate dagli squali: basta un attimo per essere divorati. Avere al mio fianco una persona di fiducia come lui, con cui potermi confrontare e da cui ricevere supporto, è davvero essenziale per la mia crescita, sia come pilota che come persona.”

