Con il grande cambiamento regolamentare del 2026 ormai alle porte, il team principal della Mercedes, Toto Wolff, ha condiviso la sua visione sul futuro della Formula 1, tra aspettative tecniche, incertezze sulle power-unit e sogni di epici duelli in pista.

Ferrari, senti Toto Wolff: “Vasseur è uno dei migliori. Se non ci fossi io, lo prenderei in Mercedes”

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Toto Wolff ha difeso la posizione di Frederic Vasseur nel corso del Gran Premio d’Austria.

In Formula 1 si è spesso portati a pensare che tra team principal possa esistere solo rivalità, competizione, strategia. Ma a volte emergono legami autentici, costruiti su rispetto e stima reciproca. È il caso di Toto Wolff e Fred Vasseur. E proprio mentre il manager francese attraversa un momento turbolento alla guida della Ferrari, il boss Mercedes gli ha voluto tendere idealmente una mano, pubblicamente.

Toto Wolff ha difeso la posizione di Frederic Vasseur nel corso del Gran Premio d'Austria.

Durante il weekend del Gran Premio d’Austria – a cui Vasseur non ha potuto presenziare per motivi personali – Wolff ha colto l’occasione per spezzare una lancia in favore del collega, bersagliato nelle ultime settimane da voci insistenti su un possibile allontanamento da Maranello.

“Non troveranno di meglio”

Parlando con la stampa, Wolff non si è limitato a un commento di circostanza, ma ha pronunciato parole che suonano come una vera e propria investitura: “Fred è uno dei migliori manager di corse che io conosca. Se io non fossi qui, prenderei lui in Mercedes. Ha una grande personalità, è schietto, non fa politica e sa di cosa parla. Bisogna solo dargli fiducia.”

Toto Wolff ha difeso la posizione di Frederic Vasseur nel corso del Gran Premio d'Austria.

Una dichiarazione forte, che va ben oltre la semplice solidarietà. Un attestato di stima che assume ancor più valore perché pronunciato da uno degli uomini più vincenti e influenti della Formula 1 moderna.

Il paragone con Todt e la richiesta di pazienza

Wolff ha poi sottolineato come in Formula 1 serva tempo per costruire un progetto vincente, portando l’esempio di Jean Todt: “È entrato in Ferrari nel 1993 e ha vinto il primo titolo solo nel 2000. Ci vogliono anni. È così che vanno le cose.”

Un concetto che, secondo il manager austriaco, in Italia si tende a dimenticare troppo spesso, complice una pressione mediatica asfissiante: “In Italia gestire la Ferrari è come guidare la Nazionale di calcio. Se vinci sei un eroe, se perdi sei un fallito. Ma questa è la passione italiana, ed è anche il bello di quel ruolo.”

Toto Wolff ha difeso la posizione di Frederic Vasseur nel corso del Gran Premio d'Austria.

La stabilità come chiave del successo

Wolff ha poi criticato la tendenza – sempre più diffusa nel paddock – a cambiare rapidamente i vertici delle squadre, definendo la Formula 1 attuale come “una serie di porte girevoli” e ricordando che lui stesso, assieme a Christian Horner, è ormai tra i pochi “dinosauri” rimasti nella categoria.

“Quando le cose vanno male, nessuno in Mercedes mette in dubbio che il leader stia facendo un buon lavoro. Anche se non vinciamo il titolo, continuiamo a lavorare. È questo che serve a una squadra.”


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