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F2 | Top e Flop GP d’Austria

Tra rimonte, contatti e squalifiche sono tanti i top ed i flop che ci consegna il weekend di F2 al Red Bull Ring: vediamoli insieme

Top numero 1: Richard Verschoor

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Settima vittoria in categoria per Richard Verschoor, che complice l’ottimo 4° posto in Sprint Race e la squalifica nella gara lunga di Alex Dunne si ritrova ampiamente 1° in Classifica Piloti con un gap di ben 24 punti da gestire verso il fine settimana di Silverstone, in Gran Bretagna.

Sempre al top

Top numero 2: Sebastian Montoya

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Sebastian Montoya è probabilmente il pilota più sorprendente del weekend; partito 11° ed arrivato 5° il sabato, il meglio di sé lo esterna in Feature Race, quando nonostante un contatto e vistosi problemi alla monoposto (vedi il volante storto) riesce a sfruttare al meglio la strategia inversa per rimontare sino alla 4° posizione. Cominciano ad essere tanti i punti di vantaggio nei confronti di Minì

Combattivo

Top numero 3: Josep Maria Martí

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Più che ottimo il weekend dello spagnolo: la Feature Race l’ha visto rimontare da fuori la top-10 sino alla 6° posizione, mentre in Sprint Race è riuscito a risalire sino alla 1° posizione, portandosi a casa la seconda vittoria stagionale e diminuendo il divario in classifica dal compagno di squadra Arvid Lindblad.

Convincente

Top numero 4: Leonardo Fornaroli

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Manca ancora la vittoria, è vero, ma in questo fine settimana Leonardo Fornaroli ha mostrato un’alta dose di velocità, come confermato dalla Pole Position ottenuta il venerdì e dalla 2° posizione agguantata in Feature Race nonostante l’errore di strategia commesso dal team Invicta, che l’aveva relegato lontano dal podio.

Rapido

Top numero 5: Rafael Villagomez

Villagómez aiming for a strong 2025 Barcelona F2 Qualifying to end European  triple header on a high - Motorsport | Pit Debrief

Se da un lato i punti raccolti sono 0, dall’altro lato bisogna considerare la buona prestazione di Rafael Villagomez al Red Bull Ring: tra sabato e domenica il pilota messicano ha guadagnato un totale di 20 posizioni, sfiorando in entrambe le gare la zona punti per una singola posizione (9° ed 11° posto).

In rimonta

Menzione onorevole: Alex Dunne

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Il weekend di Dunne a Spielberg era l’ennesimo weekend positivo, condito dal podio in rimonta in Feature Race che gli permetteva di non allontanarsi dalla testa della classifica: la squalifica per irregolarità di cui lui è vittima pesa però come un macigno e lo lascia con la sola convinzione di una buona prestazione tra le mani.

Impotente

Ma non è tutto oro ciò che luccica; è il momento dei nostri bocciati!

Flop numero 1: La sfortuna di Minì

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Quello che è successo a Gabriele in Austria è semplicemente incredibile. Quando finalmente sembrava aver trovato la quadra per tornare al vertice, il palermitano è vittima di un doppio ritiro, ed in entrambi i casi è esente da colpe. Nella Sprint Race finisce addosso alla vettura in testacoda di Cordeel, mentre nella Feature Race rompe il motore dopo nemmeno un giro.

Incredibile

Flop numero 2: Arvid Lindblad

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Dopo un super weekend a Barcellona, Arvid soffre e non poco nel circuito della sua Academy. Dopo una brutta qualifica, nella Sprint Race viene messo fuori gioco dall’ingresso a dir poco sopra le righe di Meguetounif, mentre nella gara domenicale non trova mai il modo di recuperare.

Un passo indietro

Flop numero 3: Trident

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Oltre ad essere lenti, Meguetounif compie pure un errore grossolano durante la Sprint Race, rovinando la gara sia di Lindblad che di Browning.

Disastrosi

Flop numero 4: Oliver Goethe

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Ormai anche lui è un cliente fisso dei nostri flop. Altro risultato mediocre, mentre il compagno vince ancora. Poco da dire, molto da fare.

Male

Flop numero 5: Kush Maini

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Dopo qualche weekend positivo, torna a faticare come ad inizio stagione. Dopo una Sprint fantasma (dato che non riesce manco a partire), nella Feature prova una strategia che non paga.

In difficoltà

Menzione disonorevole: Amaury Cordeel

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Dopo una grande qualifica, sembra poter essere il suo weekend, ma rovina tutto con un testacoda all’ultimo giro della Sprint, che mette fuori gara, oltre che se’ stesso, anche Minì, Fornaroli e Bennett. Nella gara lunga, invece, lo abbandona il motore dopo pochi kilometri.

Peccato

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