Nel paddock, quando Raffaele Marciello prende la parola, è ormai difficile aspettarsi un commento neutro. E anche stavolta, il pilota svizzero non ha deluso le aspettative: ai microfoni durante la diretta della 24 Ore di Spa, “Lello” ha lanciato accuse pesantissime alla Ferrari, insinuando che la Casa di Maranello vinca non grazie a superiorità tecnica o strategica, ma “perché aggira il Balance of Performance”. Una frase che ha immediatamente fatto il giro del paddock, rinfocolando tensioni mai sopite tra il team ed il pilota.
“Vincono perché si nascondono prima del BoP”
Raffaele Marciello non è certo nuovo a sollevare polemiche, ma questa volta ha superato il consueto limite del sospetto per lanciare un’accusa pesantissima in diretta durante il GT World Challenge, affidata al cronista Ivan Nesta. Il bersaglio? La Ferrari.

Secondo il pilota svizzero, la Casa di Maranello sfrutterebbe una falla del sistema Balance of Performance (BoP) per ottenere un vantaggio sleale: durante le sessioni pre-gara, la 296 GT3 si “nasconderebbe”, mostrando intenzionalmente prestazioni inferiori per ricevere un BoP favorevole, salvo poi sprigionare tutta la sua reale potenza in gara, quando i parametri sono ormai congelati. “Vincono tanto perché si nascondono. Non mostrano mai tutto e così riescono ad ottenere un BoP favorevole. Poi, in gara, si vede la vera velocità”, ha dichiarato senza mezzi termini.
Un’accusa del genere, se confermata, metterebbe in discussione l’intero impianto di regolazione tecnica che dovrebbe garantire equilibrio tra vetture di categorie e architetture diverse, fondato non solo su dati oggettivi ma anche, e soprattutto, sulla buona fede dei team.
Il caso della 24 Ore di Spa è emblematico nella narrazione del pilota: la Ferrari, sostiene, avrebbe mostrato una velocità “scioccante” sul rettilineo, superando la Ford con una facilità che definisce “sospetta”. Tuttavia, come spesso accade con le uscite di Marciello, alle accuse mancano riscontri concreti: nessun dato ufficiale, nessuna analisi tecnica a supporto, solo intuizioni personali trasformate in verità assolute. È la sua cifra stilistica, nota da tempo nel paddock, quella di lanciare ombre più che fare luce.
Insomma, che “Lello” spari ad alzo zero non è una notizia. Ma il fatto che lo faccia sistematicamente ogni volta che non è davanti, sì.

Un attacco diretto anche alla direzione tecnica
Sottotraccia, le parole del pilota BMW sono anche un attacco agli organizzatori: “Se Ferrari riesce a fare questo regolarmente, allora il sistema BoP non funziona. O peggio, viene manipolato.” Un’accusa nemmeno troppo velata a SRO e FIA, che dovrebbero garantire l’equilibrio regolamentare ma che, nel sottotesto di Marciello, sembrano incapaci di impedire comportamenti scorretti.
Questo lascia due possibilità: o la Ferrari è davvero abilissima nell’aggirare i controlli senza lasciare tracce, oppure l’intera polemica è figlia dell’amarezza di chi oggi insegue. In ogni caso, a rimetterci è la credibilità del campionato, soprattutto se le istituzioni non prendono posizione.
Ma davvero è tutto così semplice?
La verità, come sempre, sta probabilmente nel mezzo. Tutti i team spingono al limite le zone grigie del regolamento. Tutti cercano di ottenere un BoP favorevole, magari “giocando al ribasso” nelle sessioni di test. Ma nessuno, o quasi, arriva a denunciarlo pubblicamente con la stessa veemenza di Marciello. Che lo faccia per senso di giustizia o per frustrazione, resta una questione aperta.

Quello che è certo, però, è che il pilota svizzero ha ormai costruito attorno a sé un personaggio: quello del fuoriclasse polemico, del solista scomodo, dell’atleta che non accetta compromessi ma che spesso finisce per alzare polveroni che offuscano il merito sportivo.
Il passato in Ferrari: Nessun ritorno, ma ricordi di tempi migliori
Marciello, sempre nel corso nell’intervento ai microfoni di Nesta, ha colto l’occasione per togliersi più di un sassolino dalla scarpa . Incalzato da una domanda sul possibile ritorno in Ferrari, la risposta è stata secca: “le possibilità sono praticamente nulle”.
Lo svizzero ha voluto spiegare a fondo i motivi di questa sua decisione, rivelando che la sua separazione dalla Scuderia Ferrari avvenne in seguito a dissapori con la dirigenza dell’epoca, ovvero Maurizio Arrivabene e Sergio Marchionne. Secondo “Lello”, questi contrasti interni non furono semplicemente episodi isolati, ma segnarono profondamente la sua esperienza all’interno della Ferrari, portandolo a scegliere di allontanarsi dalla squadra.
Tuttavia, ha voluto sottolineare che in un periodo precedente, quando a capo della Ferrari c’era Stefano Domenicali, l’atmosfera nel team era completamente diversa: più serena, più collaborativa, con rapporti umani migliori e una gestione più aperta, ben lontana dalle tensioni che, secondo lui, sono emerse con la successiva gestione di Arrivabene e Marchionne.


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