Dopo un entusiasmante debutto, Kimi Antonelli sta affrontando un momento difficile tra ritiri, contatti in pista e strategie sbagliate
Kimi Antonelli sta affrontando la sua stagione d’esordio in F1 sotto l’occhio attento della Mercedes. Tuttavia, gli ultimi GP lo hanno messo in difficoltà, ma può comunque contare sul team principal Toto Wolff.
Puntare su un diciottenne per sostituire un sette volte campione del mondo è una scelta rischiosa. Era prevedibile che il percorso di Antonelli in F1 sarebbe stato segnato da alti e bassi, tra l’adattamento alla nuova realtà, la pressione mediatica e le piste sconosciute.
Eppure, il debutto di Antonelli è stato promettente: il quarto posto in Australia ha subito messo in luce il talento del giovane bolognese. Ha poi raccolto punti in Cina, in Giappone, in Arabia Saudita e a Miami partendo dalla pole.
Il vero momento da incorniciare, è stato in Canada, dove Antonelli è salito per la prima volta sul podio, alle spalle di George Russell e del campione in carica Max Verstappen.

Strategie e affidabilità in crisi
Quella gioia sembra oggi lontana, quasi un’eccezione in una fase che si sta rivelando più difficile del previsto e che lo stesso Antonelli fatica ad accettare.
“Sembra che ultimamente le cose non girino nel verso giusto ed è complicato trovare motivi per essere soddisfatti”, ha ammesso dopo il ritiro nel GP di Gran Bretagna, in seguito a un contatto con Isack Hadjar che gli ha danneggiato gravemente il diffusore.
È quindi il momento per Wolff e il team Mercedes di trovare il modo per far ritrovare fiducia al giovane pilota, proprio mentre Ferrari, grazie agli aggiornamenti, sta guadagnando terreno.
Antonelli ha dovuto fare i conti con diversi problemi tecnici cominciati ad Imola, dove un guasto all’acceleratore lo ha costretto al ritiro. A Monaco è finito a muro in qualifica, compromettendo tutta la gara chiusa poi in 18ª posizione.
In Spagna, altri problemi di affidabilità lo hanno fermato per una perdita di pressione dell’olio. Poi è arrivato il riscatto del Canada, seguito però da un nuovo errore in Austria, con un incidente al primo giro con Verstappen.
A Silverstone, penalizzato di tre posizioni in griglia per il contatto in Austria, ha dovuto fare i conti anche con una strategia sbagliata e infine è stato coinvolto nel contatto con Hadjar che ha chiuso anticipatamente il suo weekend.

“Dopo Montreal è iniziato un periodo difficile. Abbiamo avuto due gare davvero al di sotto delle aspettative e tutti in squadra lo sentono”, ha spiegato Wolff dopo Silverstone.
“Anche per Kimi, naturalmente. Come team dobbiamo tornare alle basi. Kimi è un grande talento, c’è un motivo se abbiamo puntato su di lui. Sappiamo di cosa siamo capaci, ora dobbiamo resettare tutto, ripartire con chiarezza e cercare di reagire nelle due gare che mancano prima della pausa estiva.”
“Fino a oggi non cambierei nulla. Il primo pit stop è stato un nostro errore strategico. Non avremmo dovuto fermarlo. Ma, ad essere onesti, lui non ha l’esperienza per contestare una chiamata del team, quindi si è trovato in una situazione difficile.”
“Poi c’è stato il contatto con Hadjar e la sua gara è finita lì. La cosa più importante ora è proteggerlo mentalmente, non farlo sentire in colpa eccessivamente.”
“Non credo stia esagerando nel voler strafare. Vuole semplicemente fare bene. Sta ricevendo una quantità enorme di informazioni e sta cercando di capire come tirare fuori il meglio dalla macchina. Credo che si stia chiedendo: “So guidare, cosa devo fare per tornare a sentirmi a mio agio?”. Il lavoro nostro, come squadra e come piloti, è semplificare tutto. A volte, ci complichiamo troppo la vita.”

