Back to back e poi pausa. Prima di andare al mare, la F1 fa un salto in Ungheria. Vediamo cosa c’è da sapere sulle gomme Pirelli!
Si prospetta un altro mesetto di vacanza per la F1, non prima però del consueto appuntamento estivo del GP di Ungheria, da corrersi su un rinnovato Hungaroring. Cos’ha scelto Pirelli questo weekend? Vediamolo insieme.
Caratteristiche della pista

Il circuito dell’Hungaroring è lungo 4,381 Km e si snoda tra le curve di un terreno polveroso a nord di Budapest. Il numero, appunto, di curve è 14: 8 a destra e 6 a sinistra. Circuito molto tortuoso e tecnico dove superare è molto difficile.
È un tracciato dove la deportanza ha un’importanza altissima [5], mentre le forze laterali esercitate non sono così forti da mettere troppo sotto stress gli pneumatici [3]. Le frenate, poi, ad eccezione di quella dopo il rettilineo principale, non danno grossi problemi ai freni, e siamo dunque ad un livello medio [3].
La superficie è stata riasfaltata, e dunque non si potranno utilizzare i valori di aderenza acquisiti negli anni scorsi. L’abrasività è comunque data a [3] così come la stessa aderenza. Trazione a [4] visti i tanti punti lenti dai quali bisogna cercare di uscire forte senza andare troppo di traverso. Infine, questo è un circuito che tende ad evolversi molto nel corso delle sessioni [4].
Le scelte di Pirelli

Pirelli conferma il trio visto anche l’anno scorso, con C3-C4-C5 a fare rispettivamente da Hard-Medium-Soft. Il layout potrebbe suggerire anche l’utilizzo di una morbidissima C6, ma bisogna considerare che seppur le forze esercitate non sono alte, la brevità di una tornata su questo circuito fa sì che si distribuiscano in modo omogeneo, tenendo sempre “occupato” lo pneumatico. Oltretutto, si possono raggiungere in questa stagione anche temperature dell’asfalto che sfiorano i 60°C, non ottimali quindi alla mescola supersoft che Pirelli ha messo a punto quest’anno.
Queste temperature, poi, comportano un degrado termico importante, da gestire anche nel singolo giro di qualifica. Non è raro infatti vedere piloti scegliere approcci diversi nel giro secco, sacrificando o la prima parte del giro o le ultime curve, arrivando alla fine con una temperatura molto alta. Occhio anche alla formazione del graining.
Ci si aspetta che, come l’anno scorso, la strategia migliore sia quella di un’alternanza tra C3 e C4, lasciando la Soft per le qualifiche ed effettuando due soste. Qualcuno potrebbe azzardare una gara addirittura a tre soste utilizzando anche la C5, magari sul finale oppure in partenza per approfittare del maggior grip e guadagnare posizioni, visto che si fa fatica a superare.
Bisognerà però vedere se la gara della domenica verrà corsa sull’asciutto o meno, visto che le previsioni non sembrano essere molto disanti da quelle di Spa di settimana scorsa.

Infine, Pirelli indica una pressione minima al via di 22,0 psi all’anteriore e 20,0 psi al posteriore, mentre il limite di angolo campanatura è -3,25° all’anteriore e -2,00° al posteriore.
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