Lewis Hamilton ha intrapreso un cambiamento tecnico significativo per cercare di adattarsi meglio alla sua nuova avventura in Ferrari, e ora arriva anche la conferma ufficiale dal team: il sette volte campione del mondo continuerà a seguire il set-up di Charles Leclerc.

Hamilton, l’Ungheria è un incubo: “È colpa mia”

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Lewis Hamilton si lascia andare a un duro sfogo dopo l’ennesima qualifica deludente, mettendosi in discussione. “Sono inutile, forse è ora di cambiare pilota“.
 

Nemmeno l’Ungheria, circuito storicamente favorevole a Lewis Hamilton, concede tregua al sette volte campione del mondo. Alla sua prima apparizione a Budapest al volante della Ferrari, il pilota britannico chiude la sessione di Qualifiche in dodicesima posizione, escluso dal Q3 per appena [millesimi da inserire]. Un risultato deludente, specie se paragonato a quello del compagno di squada, poleman di giornata, raggiunto in una pista da sempre considerata una sua roccaforte, in cui l’inglese ha conquistato ben 9 Pole Position.

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Ma più dei riscontri cronometrici e dei risultati in pista, a colpire l’attenzione dei più è stata la voce del pilota, carica di frustrazione e delusione, che ha lasciato trasparire tutta la difficoltà del momento. Intervistato nel paddock al termine della sessione, Hamilton non ha nascosto la sua insoddisfazione per l’ennesimo risultato sottotono di questa sua avventura in Ferrari, al momento più un incubo che un sogno idilliaco.

Lewis Hamilton ha chiuso il Gran Premio di Gran Bretagna con l’amaro in bocca.

Oh, sono io, ogni volta” le prime parole in risposta all’intervistatrice, che gli aveva appena chiesto il motivo delle sue ricorrenti lamentele nei team radio al termine delle Qualifiche. “Mi riferisco alle mie qualifiche, ai miei sabati… Sì, sono inutile. Assolutamente inutile. Il team non ha problemi. Avete visto dov’è l’altra macchina, in Pole. Quindi, probabilmente, dobbiamo cambiare pilota“.

Non è la prima volta che Hamilton esprime insoddisfazione verso le sue performance del sabato, ma questa volta il tono è diverso. Non traspare rabbia, quasi solo rassegnazione. Parole dure, autocritiche, lontane dallo spirito combattivo che ha caratterizzato il pilota inglese per lunghi tratti della sua carriera.

A colpire è anche la brevità dell’intervento: poche parole, pronunciate con tono secco, quasi lapidario, senza spazio per ulteriori spiegazioni o giustificazioni. Una comunicazione essenziale che riflette fedelmente il periodo che sta attraversando, avaro di risultati, e in cui la fiducia nel pacchetto tecnico – e soprattutto nelle proprie capacità – sembrerebbe essere al minimo storico.

Un’intervista che non suona come una messa in discussione del suo futuro all’interno della scuderia, quanto piuttosto come una mera consapevolezza di non poter dare altro in questo momento.

Lewis Hamilton ha intrapreso un cambiamento tecnico significativo per cercare di adattarsi meglio alla sua nuova avventura in Ferrari, e ora arriva anche la conferma ufficiale dal team: il sette volte campione del mondo continuerà a seguire il set-up di Charles Leclerc.

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