Mentre la stagione 2025 di Formula 1 si avvicina al giro di boa, il rendimento di Lewis Hamilton in Ferrari continua a essere uno dei temi più caldi del paddock.
Lontano dai risultati a cui aveva abituato il pubblico durante la sua lunga militanza in McLaren e Mercedes, il sette volte campione del mondo si trova a fare i conti con una realtà ben più complessa e, finora, avara di soddisfazioni. A offrirne una lettura lucida e diretta è Jacques Villeneuve, campione del mondo 1997, intervistato da La Gazzetta dello Sport.

Secondo il canadese, Hamilton sta sperimentando sulla propria pelle quanto possa essere impegnativo l’adattamento al mondo Ferrari, un contesto profondamente diverso rispetto a quello delle scuderie anglosassoni a cui era abituato. “Lewis ha sempre lavorato con strutture inglesi e tedesche. Solo adesso si sta rendendo conto di quanto in Ferrari tutto sia differente”, ha spiegato Villeneuve. Una constatazione che sembra trovare conferma anche nel linguaggio del corpo del pilota britannico, spesso apparso spento e scoraggiato, e in alcune dinamiche di squadra che hanno lasciato spazio a interpretazioni.
L’impressione dell’ex pilota Williams è che il percorso di inserimento di Hamilton sia stato reso ancora più difficile da una certa mancanza di chiarezza interna al team di Maranello: “Sembra sempre che in Ferrari ci sia un po’ di confusione nelle scelte e nelle comunicazioni, anche via radio. E questo non facilita certo il suo adattamento”. Una situazione inaspettata per un fuoriclasse che, con oltre cento vittorie all’attivo, era arrivato in rosso con l’ambizione di chiudere la carriera con un capitolo glorioso, accendendo i sogni dei tifosi del Cavallino.

Eppure, Villeneuve invita a non affrettare i giudizi. Il 2025, infatti, è solo il prologo di un progetto più ampio, che guarda con decisione al 2026, anno dell’introduzione del nuovo regolamento tecnico. “Questa macchina non è stata costruita su misura per lui. Il vero confronto con Leclerc ci sarà l’anno prossimo, quando tutto sarà azzerato con le nuove regole”, ha sottolineato il figlio dell’indimenticato Gilles, simbolo eterno del legame tra la famiglia Villeneuve e la Ferrari.
Le aspettative intorno all’arrivo di Hamilton a Maranello erano enormi – e inevitabilmente alimentate dal suo status di leggenda vivente della Formula 1. Tuttavia, come sottolinea Villeneuve, la realtà dei primi mesi in rosso si è rivelata ben diversa: “Non si può negare che questo primo periodo sia stato deludente”. Una valutazione sincera, che non suona come una condanna, ma piuttosto come un richiamo alla pazienza e alla comprensione di una transizione complessa, non solo tecnica ma anche culturale.
Con il 2026 all’orizzonte, la sfida per Hamilton è appena cominciata. E se c’è un pilota capace di ribaltare le aspettative, è proprio colui che ha riscritto la storia della Formula 1.
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