La regola più discussa della stagione 2025 di Formula 1 è pronta a tornare anche nel 2026: i due pit-stop obbligatori nel Gran Premio di Monaco restano, almeno per ora, nel regolamento sportivo della prossima stagione.

Monaco e la regola dei due pit-stop nel 2026: la FIA chiarisce, ma il dibattito resta aperto

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La regola più discussa della stagione 2025 di Formula 1 è pronta a tornare anche nel 2026: i due pit-stop obbligatori nel Gran Premio di Monaco restano, almeno per ora, nel regolamento sportivo della prossima stagione.

Nonostante le polemiche sollevate da team e piloti, l’idea nata per ravvivare una delle gare storicamente meno movimentate del calendario è stata confermata. Ma cosa sta realmente accadendo? E perché la FIA insiste su questa direzione?

La regola più discussa della stagione 2025 di Formula 1 è pronta a tornare anche nel 2026: i due pit-stop obbligatori nel Gran Premio di Monaco restano, almeno per ora, nel regolamento sportivo della prossima stagione.

L’origine della regola: strategia contro l’impossibilità di sorpasso

Nel tentativo di aggiungere un pizzico di imprevedibilità a un circuito dove i sorpassi sono quasi impossibili, la Federazione ha introdotto nel 2025 l’obbligo per ogni pilota di effettuare due soste ai box. La logica dietro questa decisione era chiara: forzare strategie più articolate per evitare che il GP di Monte Carlo si trasformasse, come spesso accade, in una lunga processione.

A livello regolamentare, la norma è stata formalizzata con l’articolo 6.3.6, che stabilisce: “Per la gara di Monaco, ogni pilota deve utilizzare almeno tre set di pneumatici di qualsiasi specifica”. In pratica, ciò impone due soste obbligatorie, pur senza vincolare l’uso di mescole diverse.

La realtà dei fatti: tattiche discutibili e accuse di manipolazione

Se l’obiettivo era nobile, l’attuazione ha prodotto effetti collaterali inattesi. Squadre come Racing Bulls e Williams hanno trovato un modo per aggirare lo spirito della norma, pur rispettandone la lettera. In particolare, alcune monoposto sono state utilizzate come “bloccanti”, rallentando deliberatamente il gruppo per favorire il compagno di squadra, che così poteva effettuare uno o addirittura due pit-stop “gratuiti” senza perdere tempo prezioso.

La regola più discussa della stagione 2025 di Formula 1 è pronta a tornare anche nel 2026: i due pit-stop obbligatori nel Gran Premio di Monaco restano, almeno per ora, nel regolamento sportivo della prossima stagione.

Carlos Sainz, protagonista della gara monegasca con la Williams, è stato tra i più critici: “Stai guidando due o tre secondi più lento rispetto al potenziale della macchina. In questo modo si manipola la gara e il suo esito”, ha dichiarato. “Se non interveniamo, temo che questa tattica diventerà la norma. Ogni anno vedremo sempre più squadre adottare questo approccio”.

La posizione della FIA: apertura al dialogo, ma nessuna alternativa concreta

Interpellato da Autosport, il direttore delle monoposto della FIA Nikolas Tombazis ha cercato di gettare acqua sul fuoco: “Non riteniamo che ciò che abbiamo visto quest’anno rappresenti un modello da replicare. C’è un problema da affrontare, questo è certo”.

Tombazis ha ribadito che la causa di fondo risiede nella natura stessa del tracciato: “Il vero nodo è che a Monaco sorpassare è praticamente impossibile. Il numero di pit-stop è un aspetto secondario”.

Nonostante la regola sia ancora presente nei regolamenti 2026, Tombazis ha ricordato che c’è tempo fino a giugno per discuterne: “Siamo ad agosto e Monaco si correrà tra quasi un anno. Ne parleremo nel Comitato Consultivo Sportivo. Se ci saranno proposte valide, siamo aperti a valutarle e sostenerle”.

La regola più discussa della stagione 2025 di Formula 1 è pronta a tornare anche nel 2026: i due pit-stop obbligatori nel Gran Premio di Monaco restano, almeno per ora, nel regolamento sportivo della prossima stagione.
Copyright: Price / XPB Images

Prospettive future: creatività e responsabilità ai team

La palla, in parte, passa ora ai team. La FIA non ha una soluzione definitiva e ha invitato le scuderie a proporre idee concrete per migliorare la situazione. “Non siamo legati a nessuna soluzione specifica. Se arriveranno proposte migliori, le prenderemo seriamente in considerazione”, ha spiegato Tombazis.

La questione verrà approfondita nei prossimi mesi all’interno della F1 Commission e del Comitato Sportivo, con l’intenzione di trovare un equilibrio tra spettacolo e integrità sportiva. Intanto, però, la regola resta. E il GP di Monaco 2026 si avvicina con lo spettro di una nuova ondata di polemiche.


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