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WRC | Rally Arabia Saudita 2025: Un nuovo scenario mozzafiato destinato a diventare iconico

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Dal 26 al 29 novembre 2025, il Mondiale Rally (WRC) si prepara a scrivere una nuova pagina della sua storia con l’attesissimo debutto del Rally dell’Arabia Saudita. La gara non sarà solo una semplice tappa, ma anche un evento potenzialmente destinato a diventare uno dei riferimenti iconici della serie grazie alle sue prove speciali, sulla scia di nomi leggendari come El Condor in Argentina o Giulio Cesare.

A dirlo ai microfoni di DirtFish, è Jérôme Roussel, figura chiave della FIA, che conosce nel dettaglio il nuovo percorso.

Dalla Luna a Jeddah: benvenuti nella Moon Stage

La Moon Stage è senza dubbio il cuore pulsante del nuovo rally saudita. Si correrà due volte nella giornata di giovedì, la prima giornata completa dopo la superspeciale del mercoledì sera a Jeddah, e promette di stupire non solo per le sue caratteristiche tecniche, ma anche per il paesaggio surreale che l’accompagna.

“La Moon Stage ha il potenziale per diventare un’icona del WRC,” spiega Roussel. “È una strada unica, capace di evocare la stessa potenza simbolica delle prove più celebri del calendario mondiale.”

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Il nome richiama scenari lunari, con paesaggi aridi, montagne spoglie e un’atmosfera completamente nuova per i fan del rally. La combinazione tra il contesto naturale estremo e la sfida tecnica la rende una delle prove più attese dell’intera stagione.

Terreni nuovi, emozioni forti

Secondo Roussel, il Rally dell’Arabia Saudita offrirà un tipo di esperienza completamente diverso per il Mondiale. “La bellezza del WRC sta nella varietà dei terreni. Questo evento sarà un’alternativa concreta rispetto ai classici rally su ghiaia nelle foreste. Qui avremo montagne, deserti, paesaggi completamente aridi, ma allo stesso tempo un tracciato tecnico e variegato.”

Le prove speciali si snoderanno attraverso zone montuose e desertiche, con alcune caratteristiche inedite per il WRC. In particolare, in alcune sezioni saranno utilizzate bandierine segnaletiche, simili a quelle dello sci alpino, che formeranno dei “cancelli” attraverso cui i piloti dovranno passare.

Questo sistema, già vagamente visto in passato in alcune edizioni del Rally di Giordania, torna ora in grande stile e pone nuove sfide in termini di precisione, orientamento e sicurezza. “La posizione delle bandierine non potrà cambiare dalla ricognizione fino alla gara” spiega Roussel “e stiamo lavorando con grande attenzione affinché ogni dettaglio sia perfettamente regolamentato.”

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Infrastrutture su misura per il WRC

Oltre al fascino del tracciato, l’Arabia Saudita sta puntando molto sull’organizzazione e sulla creazione di infrastrutture dedicate. Inizialmente si era valutata l’idea di utilizzare il circuito di Jeddah Corniche, già teatro della Formula 1, ma è stato deciso di optare per una soluzione più flessibile: un grande piazzale asfaltato, adattabile alle esigenze del rally.

“Abbiamo preferito un’area più ampia e facilmente modulabile, dove potremo costruire il parco assistenza, una fan zone moderna e la superspeciale cittadina. L’obiettivo è offrire un’esperienza immersiva sia per i team che per il pubblico,” aggiunge Roussel.

Costruzione del tracciato: tra storia e innovazione

Una parte significativa del percorso saudita è stata realizzata da zero o adattata a partire da antichi sentieri. Circa il 50% delle strade del rally ha richiesto interventi strutturali, a dimostrazione dell’impegno della SAMF (Federazione Saudita di Automobili e Motocicli) e della SMC (Saudi Motorsport Company).

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“Alcune strade sono nuove, altre esistevano ma erano impraticabili. Stiamo anche installando barriere di sicurezza Armco in tratti particolarmente esposti. Il lavoro svolto è enorme, sia in termini logistici che tecnici, e rappresenta uno standard senza precedenti per un nuovo ingresso nel WRC.”

Verso novembre: la prova generale

Il team organizzativo è già al lavoro su un evento preparatorio previsto per ottobre, che fungerà da test generale per valutare il funzionamento dell’intero sistema. “Non possiamo permetterci errori” afferma Roussel. “Tutti sono motivati al massimo, la posta in gioco è alta e ogni dettaglio deve essere curato.”

L’ambizione è chiara: portare nel calendario WRC un evento non solo perfettamente organizzato, ma anche capace di lasciare un’impronta duratura. “Questo è solo l’inizio. Vogliamo che il Rally dell’Arabia Saudita diventi un appuntamento fisso, riconoscibile, atteso e amato. Fallire non è un’opzione.”

Con un percorso che unisce paesaggi lunari, sfide tecniche innovative e una struttura organizzativa imponente, il Rally dell’Arabia Saudita ha tutte le carte in regola per conquistare pubblico e addetti ai lavori.

Novembre si avvicina, e con esso una nuova frontiera per il mondo del rally.

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