Il debutto di Prema Racing in IndyCar era stato accolto con grande entusiasmo, ma a pochi mesi dall’ingresso nella serie statunitense, il team italiano si trova già a un bivio cruciale.
Secondo quanto riportato da RACER, la squadra con base in Indiana è alla ricerca di nuove fonti di finanziamento per garantire la prosecuzione del programma nel 2026.
Interpellata nel weekend di Milwaukee, una voce ufficiale della squadra ha preferito non commentare i rumors, ma le indiscrezioni circolano ormai da maggio, quando sono emersi i primi dubbi sulla stabilità economica del progetto. Le preoccupazioni si erano fatte particolarmente forti nei giorni che precedevano le qualifiche della 500 Miglia di Indianapolis, salvo poi essere momentaneamente spazzate via dall’impresa di Robert Shwartzman, capace di conquistare la pole position al debutto assoluto con la monoposto numero 83 motorizzata Chevrolet.

Accanto al talento russo, Prema ha schierato anche Callum Ilott, al volante della vettura numero 90. L’inglese ha contribuito a rafforzare la reputazione del team con tre piazzamenti consecutivi nella top 10 nelle ultime gare, confermando la bontà di un progetto tecnico e sportivo che, almeno sul piano delle prestazioni, si è rivelato uno dei più sorprendenti della stagione.
La storia di Prema, fondata da Angelo Rosin e portata avanti dal figlio René insieme a Deborah Mayer, è da sempre legata al successo nelle categorie propedeutiche europee. Con l’obiettivo di espandersi nel panorama statunitense, la squadra ha costruito da zero il proprio programma IndyCar, investendo in strutture e materiali per competere ai massimi livelli. Proprio Mayer, già proprietaria e sostenitrice del programma endurance “Iron Dames”, avrebbe garantito un investimento iniziale di oltre 40 milioni di dollari per dare vita al progetto. Oggi, però, la sua disponibilità a sostenere ulteriormente l’iniziativa appare incerta.

Il caso Prema non è isolato: anche altre realtà consolidate della IndyCar, come Ed Carpenter Racing, Dale Coyne Racing e Juncos Hollinger Racing, stanno esplorando nuove partnership o l’ingresso di investitori esterni per assicurarsi un futuro stabile. La crescente competitività del campionato e i costi legati alla gestione di squadre di alto livello rendono imprescindibile il supporto di solidi partner economici.
Con il finale di stagione previsto il 31 agosto a Nashville, la domanda rimane aperta: riuscirà Prema a consolidare il proprio futuro in IndyCar o il sogno americano rischia di interrompersi dopo un solo anno? Sul piano sportivo, la squadra ha già dimostrato di poter competere con i migliori. Ora, però, la partita decisiva si gioca lontano dalla pista.
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