Stefano Domenicali, presidente e CEO della Formula 1, torna a rilanciare una delle idee più controverse degli ultimi tempi: la griglia invertita, almeno per le Sprint Race del sabato.

Domenicali insiste: “Nei prossimi mesi riparleremo di Sprint Race con griglia invertita”

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Stefano Domenicali, presidente e CEO della Formula 1, torna a rilanciare una delle idee più controverse degli ultimi tempi: la griglia invertita, almeno per le Sprint Race del sabato.

Domenicali non molla. Dopo l’introduzione dei weekend Sprint, che continuano a dividere tifosi e piloti, il dibattito comincia a spostarsi sulla possibilità di modificare le gare brevi inserendo l’inversione di griglia.

“Abbiamo già affrontato il tema, ma nei prossimi mesi dovremo avere il coraggio di riaprire la discussione, anche perché sono stati diversi piloti a proporlo”, ha dichiarato Domenicali. Una posizione sorprendente se si pensa che solo pochi anni fa, il team principal Mercedes Toto Wolff aveva bocciato categoricamente l’ipotesi: “La Formula 1 non è Hollywood. Se scivoliamo nello show perdiamo credibilità come sport”, disse allora l’austriaco.

Stefano Domenicali, presidente e CEO della Formula 1, torna a rilanciare una delle idee più controverse degli ultimi tempi: la griglia invertita, almeno per le Sprint Race del sabato.

Dal no al sì: il cambio di rotta dei piloti

Il cambio di mentalità non riguarda solo i vertici, ma anche la griglia. Se inizialmente la quasi totalità dei piloti si era schierata contro l’ipotesi, oggi la situazione sembra ribaltata. “All’inizio erano 18 contrari e solo 2 favorevoli, ora è l’opposto. Ne abbiamo parlato anche in un incontro in Austria e tutti si sono detti aperti”, ha spiegato Domenicali, sottolineando come persino Max Verstappen, storicamente molto critico nei confronti dei format alternativi, stia iniziando a riconoscerne il potenziale.

Il riferimento diretto è al sistema già utilizzato da tempo in Formula 2 e Formula 3, dove i migliori dieci o dodici classificati in qualifica partono in ordine inverso nella Sprint. L’obiettivo è chiaro: aumentare lo spettacolo e dare più opportunità di sorpasso.

Stefano Domenicali, presidente e CEO della Formula 1, torna a rilanciare una delle idee più controverse degli ultimi tempi: la griglia invertita, almeno per le Sprint Race del sabato.

I fan chiedono più azione, meno prove libere

Dietro a queste scelte non c’è soltanto la volontà di innovare, ma anche una precisa lettura delle preferenze del pubblico. Secondo Domenicali, i dati raccolti mostrano che la maggioranza degli spettatori desidera vedere i piloti competere, piuttosto che assistere a sessioni di prove prive di significato per la classifica. “Le nostre ricerche dimostrano che il pubblico ha ormai abbastanza delle libere. Vogliono battaglia in pista, e questo è un fatto che non possiamo ignorare”, ha sottolineato.

Il successo crescente – secondo Domenicali – delle Sprint, un tempo considerati un esperimento rischioso, ne è la prova. Da “male necessario” a elemento integrante della Formula 1 moderna, tanto che oggi molti piloti e organizzatori spingono per un’estensione del format.

Gare più corte per conquistare i giovani?

Ma le “sacre tradizioni” messe in discussione non finiscono qui. Oltre alla griglia invertita, Domenicali apre anche al tema della durata dei Gran Premi. I classici 305 chilometri (con l’eccezione di Monaco a 260) potrebbero non essere più un dogma. “Per chi è cresciuto con questa Formula 1 va benissimo così, ma il pubblico giovane spesso preferisce highlights e momenti salienti. Non possiamo ignorarlo”, ha spiegato l’ex team principal Ferrari.

Stefano Domenicali, presidente e CEO della Formula 1, torna a rilanciare una delle idee più controverse degli ultimi tempi: la griglia invertita, almeno per le Sprint Race del sabato.

Si tratterebbe di una rivoluzione non inedita, visto che nella storia della categoria non sono mancati eventi più brevi o molto più lunghi degli standard odierni. Eppure, toccare la lunghezza di un Gran Premio significherebbe alterare una delle caratteristiche più distintive della Formula 1.

Tradizione contro innovazione: il futuro è aperto

Il dibattito, quindi, è appena iniziato. Da un lato c’è chi teme che la Formula 1 possa snaturarsi inseguendo la logica dello spettacolo, dall’altro chi vede nelle innovazioni l’unico modo per rimanere competitivi nell’era dello streaming, dei social e dei contenuti veloci.

Domenicali, dal canto suo, sembra convinto: “In pochi anni ci sarà la richiesta di un formato unico per tutti i weekend. Non dico che arriveremo al modello MotoGP con una Sprint in ogni evento, ma credo che i cambiamenti diventeranno parte integrante della nostra cultura”.

La Formula 1 si trova quindi davanti a un bivio: mantenere intatte le proprie tradizioni o “sacrificare altre vacche sacre” per avvicinarsi alle nuove generazioni. La prossima mossa, probabilmente, sarà proprio la più discussa: la griglia invertita nelle Sprint. E se davvero arriverà, sarà l’ennesima dimostrazione che la Formula 1 non ha paura di reinventarsi.


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