Toto Wolff racconta come il passaggio di Hamilton in Ferrari gli abbia evitato la decisione più difficile della sua carriera.
Il trasferimento di Lewis Hamilton in Ferrari per la stagione 2025 ha scosso il paddock di Formula 1 e continua a far discutere. Non solo per i risultati del sette volte campione del mondo, che non hanno finora rispettato le aspettative, ma anche per le implicazioni interne a Mercedes. A rivelarlo è Toto Wolff, che ha ammesso come la decisione del britannico abbia evitato a lui e al team di Brackley una scelta che avrebbe definito “la più difficile della mia carriera”.

Una nuova sfida, tra difficoltà e delusioni
Il matrimonio tra Hamilton e la Ferrari non ha finora portato la svolta tanto attesa. Il campione inglese ha faticato ad adattarsi a una monoposto diversa da quella a cui era abituato e si è trovato a dover inseguire il compagno di squadra Charles Leclerc, nettamente più competitivo sia in qualifica che in gara. Le difficoltà hanno alimentato critiche e persino voci su un possibile ritiro, ma Wolff non ha dubbi sul valore del suo ex pilota: “Non perdi la tua capacità da un giorno all’altro. L’esperienza può compensare alcune mancanze velocistiche. Alonso ne è l’esempio, e credo che anche Lewis, con una macchina che gli dia fiducia, possa ancora essere molto forte”.
L’adattamento al nuovo contesto
Secondo Wolff, una parte dei problemi di Hamilton deriva dal dover affrontare i momenti di crisi in un ambiente nuovo, meno familiare rispetto alla Mercedes: “Quando sei in famiglia puoi urlare e tutti sanno il perché. In un ambiente nuovo, invece, non conosci ancora bene gli altri e questo rende tutto più complicato. Non è meglio o peggio, è solo diverso.”

Il manager austriaco ha anche ricordato come, in passato, Hamilton abbia vissuto momenti di frustrazione anche a Brackley, legati a strategie discutibili o a cali di fiducia: “Conoscevo bene i suoi meccanismi. A volte bastava mettergli un braccio sulla spalla subito, altre volte lasciargli mezz’ora per sfogarsi e poi tutto tornava normale.”
Una scelta inevitabile
Nonostante i risultati deludenti, Wolff comprende le ragioni che hanno spinto Hamilton a lasciare Mercedes: “Tutte le motivazioni che lo hanno portato in Ferrari restano valide. Aveva bisogno di un cambiamento, e anche noi ne avevamo bisogno. Non eravamo competitivi come avremmo voluto e la Ferrari sembrava in crescita. Ogni pilota sogna di correre con il Cavallino. Inoltre, l’offerta era molto buona.”
Hamilton, però, ha trovato ad attenderlo un compagno ostico come Leclerc, più giovane e con grande esperienza in Ferrari. Una sfida che ha messo ancora più in luce le difficoltà del britannico in questa nuova fase della sua carriera.

La decisione mai presa
Sul fronte Mercedes, l’uscita di Hamilton ha aperto le porte al giovane Andrea Kimi Antonelli, considerato il futuro del team. Wolff non nasconde che la situazione avrebbe potuto generare uno scontro diretto con Hamilton stesso: “Eravamo pronti a prenderci un rischio. Ma non puoi dire a Lewis Hamilton: ‘finisce qui’. Alla fine è stato lui a fare la scelta, ed è così che doveva andare.”
Infine, il team principal ha ammesso quanto sarebbe stato doloroso arrivare al punto di dover comunicare a Hamilton la fine del rapporto: “Sarebbe stato molto difficile. Dal punto di vista personale e come Mercedes, sarebbe stato qualcosa che avremmo temuto moltissimo“.
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