George Russell è tornato sul sorpasso subito da Leclerc a Zandvoort, spiegando come siano emerse “chiare” novità dopo la bandiera a scacchi.
Il sorpasso che Charles Leclerc ha portato a termine ai danni di Russell durante il GP d’Olanda è destinato a rimanere nel cuore degli appassionati. In un tracciato dove le battaglie corpo a corpo sono tutt’altro che scontate, il monegasco è riuscito ad inventarsi una grande staccata in curva 11 che ha colto impreparato il pilota della Mercedes.

L’effetto sorpresa è stato sicuramente un fattore importante nella riuscita del sorpasso, ma secondo l’inglese anche il fatto di essere andato oltre i limiti della pista (anche se in maniera minima) ha avuto il suo impatto. Nelle dichiarazioni rilasciate in occasione della conferenza stampa del GP d’Italia, Russell ha ammesso di aver cambiato opinione sulla manovra solamente dopo aver riguardato le immagini dopo la gara.
“Ero abbastanza sicuro che fosse uscito di pista, ma in quel momento non c’erano prove evidenti, quindi ho capito il punto di vista dei commissari, anche se si poteva dedurre che fosse fuori. Con le foto che sono uscite dopo era chiaro che fosse uscito di pista, spesso le prove emergono in seguito“.
“Personalmente ho pensato che fosse un grande sorpasso in termini di spettacolo: da neutrale lo pensi, ma era forse mezzo metro fuori pista. Se avessi saputo che era possibile sarei uscito di pista io stesso per costringerlo ad allargarsi, perché era un mio diritto farlo“ ha spiegato l’alfiere Mercedes.

In seguito, Russell si è soffermato sulla dibattuta questione dell’investigazione dopo la gara, che in diversi casi ha portato a sconvolgimenti di classifica successivi alla bandiera a scacchi, e sull’alternanza dei commissari gara dopo gara. Secondo il pilota britannico, la soluzione migliore per tutti sarebbe avere sempre le stesse persone in direzione gara.
“Si pensa che con la tecnologia a disposizione il giudizio possa essere più facile, ma non è semplice per gli steward. Con così tanti episodi diversi c’è pressione per ottenere giudizi rapidi. Penso che non avremo mai tutto assolutamente perfetto e sembra sempre che dopo la gara ci sia una nuova inquadratura che mostra qualcosa di diverso. C’è bisogno di risposte rapide non solo per i piloti ma anche per i tifosi: ricordo che dopo il Canada io ero a New York e non ero sicuro di aver vinto o meno. E non dovrebbe essere così”.
“Credo ci siano 25 steward diversi nel corso di un’intera stagione. Su 20 piloti che valutano un episodio dubbio, avremo tutti opinioni leggermente diverse al riguardo: è per questo che credo che avere i commissari fissi per tutta la stagione aiuti a capire il loro punto di vista sugli incidenti e la loro interpretazione di certe cose. La penalità di Sainz [a Zandvoort] probabilmente non è meritata e forse con altri commissari la decisione sarebbe stata diversa“ ha concluso Russell facendo riferimento al contatto tra lo spagnolo e Lawson.

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