George Russell non ha nascosto il proprio malumore per come è stata gestita la partenza del Gran Premio del Messico, in particolare per l’assenza di penalità nei confronti dei piloti che hanno tagliato la prima variante. Secondo il britannico, la situazione avrebbe penalizzato in modo evidente il suo ex compagno di squadra, Lewis Hamilton.
Fin dai primi metri della gara, diversi piloti hanno tagliato la zona tra curva 1 e curva 3, evitando il traffico del gruppo e rientrando in pista con un vantaggio di posizione. Tra questi anche Charles Leclerc, allora al fianco di Hamilton, e Max Verstappen. Sia Hamilton sia Russell hanno chiesto ripetutamente ai rispettivi muretti se la direzione gara avesse intenzione di intervenire, ma nessuna investigazione ha portato a sanzioni.
“Dopo il primo giro ero veramente furioso, perché quello che è successo non mi è sembrato affatto corretto,” ha dichiarato Russell al canale ufficiale della Formula 1. “Molti piloti ne hanno beneficiato e per me il caso più ingiusto è stato quello di Lewis. La sua gara è stata pesantemente compromessa”.

Leclerc, che aveva tagliato il complesso di curve, ha poi concluso secondo. Hamilton invece è scivolato fino all’ottava posizione dopo un contatto con Verstappen, in un episodio nel quale è rimasto coinvolto anche Russell. L’inglese della Mercedes, a causa del caos iniziale, si è trovato addirittura alle spalle del compagno Andrea Kimi Antonelli.
Da qui è nato un momento di forte tensione interna al box Mercedes: Russell ha chiesto per diversi giri di poter superare Antonelli, ritenendo di avere più passo. La squadra ha esitato, cercando di mantenere equilibrio tra i due piloti, prima di consentire infine il cambio di posizione. A fine gara, il team ha riconosciuto di aver impiegato troppo tempo per decidere.
“Mi sono ritrovato in una situazione in cui non sarei dovuto capitare,” ha spiegato Russell, riflettendo sugli eventi. “Analizziamo ogni gara in dettaglio e ci rendiamo conto che ci sono sempre scelte che, col senno di poi, avremmo potuto fare meglio. Ma in quel momento sei pieno di adrenalina e anche il team lo è: prendere una decisione equa non è mai semplice”.

Il pilota britannico ha concluso sottolineando come episodi del genere debbano spingerlo a evitare, in futuro, circostanze che possano metterlo in una posizione di incertezza strategica: “La verità è che devo fare in modo di non trovarmi più in situazioni in cui questo tipo di decisioni diventa un problema”.
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