Le qualifiche bagnate di Las Vegas riportano a galla i vecchi limiti della Ferrari e la frustrazione di Charles Leclerc, protagonista di un’altra notte complicata.
Il volto tirato di Charles Leclerc dopo le qualifiche del GP di Las Vegas (QUI il resoconto) racconta più di qualsiasi parola. Nella notte resa insidiosa da una pioggia intermittente, il monegasco ha chiuso solo in nona posizione, al termine di una sessione caotica e segnata da continui scivolamenti. Un risultato che pesa, soprattutto perché arrivato in condizioni in cui la Ferrari, ancora una volta, fatica enormemente a trovare grip e fiducia.
Un’altra qualifica amara per Leclerc
La Q3 sarebbe potuta anche finire peggio. Leclerc ha commesso un errore nel suo ultimo giro lanciato, andando lungo nella frenata di curva 12, ma il problema – come ha subito sottolineato – è ben più profondo del singolo sbaglio. Già nel corso della sessione il pilota della Ferrari aveva più volte perso il controllo in frenata tra curva 12 e curva 14, con lunghi e correzioni forzate che lo hanno costretto a rincorrere.

La situazione è stata ancora più complessa per il compagno di squadra Lewis Hamilton, che non è nemmeno riuscito a superare la Q1 ed è stato eliminato con l’ultimo tempo assoluto.
Ferrari in crisi sul bagnato: il malessere di Charles
Al termine delle qualifiche, Leclerc non ha nascosto la sua crescente esasperazione riguardo a un problema che considera ormai cronico. Per il pilota monegasco, la Ferrari continua a mostrare gli stessi limiti ogni volta che la pista si bagna: “Sul bagnato non abbiamo mai ritmo, e non so perché. Era uno dei miei punti di forza ai tempi delle categorie giovanili, ma da quando sono in Ferrari il feeling è sparito. Sono sette anni che provo di tutto per risolvere la situazione”.
Leclerc ha raccontato come, nonostante continui tentativi di modifiche e soluzioni diverse, la vettura continui a comportarsi allo stesso modo ogni volta che le condizioni diventano umide: “Da quando sono arrivato non sono più riuscito a ritrovare quella sicurezza. Ogni volta proviamo qualcosa di nuovo, ma il risultato non cambia. Sta diventando frustrante, perché appena vediamo due gocce sappiamo già quello che ci aspetta. Io provo sempre a resettare e a dare il massimo, ma oggi non c’era nulla da fare”.

L’errore in Q3? “Non sarebbe cambiato nulla”
Leclerc ha poi minimizzato il peso del proprio errore nell’ultimo tentativo utile. Secondo il pilota, anche senza quel bloccaggio del posteriore che lo ha costretto a saltare la corda in curva 12, il risultato sarebbe stato simile: “In quel giro stavo provando a migliorarmi, ma non credo ci fosse molto altro da spremere. Anche senza l’errore avrei fatto al massimo un decimo meglio. Quando guardo il distacco dai primi faccio fatica a capire come sia possibile”.
Verso la gara con più dubbi che certezze
Con la partenza dal nono posto e una Ferrari che continua a soffrire nelle condizioni miste, la gara di Las Vegas rischia di trasformarsi in un’altra salita ripida per il monegasco. Leclerc, però, ha già dimostrato di saper tirare fuori prestazioni solide nelle difficoltà: servirà una domenica impeccabile per limitare i danni e provare a invertire un trend che, dopo sette anni, sembra più radicato che mai.
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