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F2 | Feature Race – GP Abu Dhabi: vince Durksen, Stanek e Minì a podio

F2 – Durksen vince davanti a Stanek, che permette a Invicta di vincere il campionato team, e Minì. Fornaroli, sfavorito da una Safety Car, chiude 11°.

Ad Abu Dhabi giunge al termine la stagione 2025 di F2, col titolo piloti che era già stato assegnato a Fornaroli nello scorso round in Qatar. Chi chiude nel migliore dei modi l’annata è Durksen, che vince davanti a Stanek e Minì, mentre Invicta fa l’en plein e conquista anche il campionato riservato alle squadre.

Il resoconto della gara

Come stabilito dalle qualifiche di venerdì, Stanek parte dalla pole e precede Crawford, in lotta per il titolo di vicecampione, e Fornaroli. Dietro di loro ci sono Beganovic, Montoya, Goethe e Martins, mentre Lindblad, che ha vinto la Sprint Race di ieri ed è l’unico della griglia che l’anno prossimo farà il grande salto, debuttando in F1 con la Racing Bulls, scatta dalla 10° casella. I colpi di scena iniziano prima della gara quando arrivano 10 secondi di penalità stop and go per Crawford, i cui meccanici hanno cambiato le gomme sulla sua vettura in griglia dopo il termine consentito. Per problemi tecnici sulla sua monoposto Van Hoepen non prenderà invece parte alla gara.

Alla partenza Stanek tiene la leadership su Crawford e Beganovic, che ha superato subito Fornaroli.

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Beganovic, supera subito anche Crawford mentre Fornaroli viene scavalcato anche da Durksen. Stanek, Beganovic e Durksen hanno però le gomme più morbide e perciò sono più veloci in questa fase, ma dovranno fermarsi presto. Crawford rientra subito alla fine del 1° giro per scontare la penalità.

Durante il 2° giro c’è un contatto nella chicane del 2° settore tra i due rettilinei tra Dunne e Martins, che stavano lottando in top10. Entrambi finiscono in testacoda in mezzo alla pista e vengono schivati da tutto il gruppo tranne che da Shields, che centra Dunne. Tutti e 3 i piloti sono costretti al ritiro e questo incidente rende necessario l’intervento della Safety Car.

Errore anche per Montoya, che arriva lungo e rischia di finire in testacoda mentre attaccava Lindblad, ma riesce a gestire la vettura.

Durante la neutralizzazione Stanek precede dunque Beganovic, Durksen, Fornaroli, Goethe, Minì, Lindblad, Montoya, Browning e Villagomez. Crawford, 18° e ultimo, approfitta dell’ingresso della vettura di sicurezza per riattaccarsi al gruppo. Intanto, la direzione gara commina 10 secondi di penalità a Dunne – che però non è più in gara – per aver causato l’incidente. La Safety Car rientra alla fine del 5° giro.

Alla ripartenza Stanek dà bene lo strappo e le prime posizioni restano intatte. Villagomez attacca subito alla 1° curva Browning e sale in P9, mentre più tardi bello stesso giro Minì supera Goethe per la 5° posizione. Alla fine del 7° giro iniziano i primi cambi gomme per i piloti con le gomme morbide, ossia Stanek, Beganovic, Minì e Browning. Beganovic è subito molto aggressivo su Stanek e lo supera nel settore centrale.

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Al giro successivo entrano ai box anche Durksen, Goethe, Villagomez e Maini. Fornaroli eredità così la leadership, mentre Durksen all’uscita dai box si ritrova davanti a Beganovic. Nel corso del 10° giro Minì supera di nuovo Goethe, mentre ci sono problemi per Montoya che, dopo essere finito in testacoda da solo, si ferma in pista senza riuscire a tornare in pitlane e provocando una Virtual Safety Car.

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Durante il 12° giro la VSC diventa però Safety Car, compromettendo la strategia di quei piloti come Fornaroli e Lindblad che non si sono ancora fermati e vedono così annullato il loro vantaggio sui piloti che invece hanno già fatto la sosta perché partiti con le gomme più morbide. Questa quindi la top10 mentre è in pista la vettura di sicurezza: Fornaroli, Lindblad, Bennett, Verschoor, Crawford, Tsolov, Stenshorne, Inthraphuvasak, Durksen e Beganovic, con Durksen che è il primo dei piloti che hanno già fatto la sosta.

La SC rientra al termine del 14° giro e Fornaroli dà bene lo strappo, ma arriva lungo all’ultima curva e perde un po’ di vantaggio su Lindblad. Più indietro Inthraphuvasak viene superato da Durksen, Beganovic, Minì e Goethe e scivola in 13° posizione. Intanto, arrivano 5 secondi per entrambe le Hitech di Beganovic e Browning per eccesso di velocità in pitlane. Durante il 17° giro Verschoor supera Bennett, mentre Lindblad tenta l’attacco su Fornaroli, ma resta dietro.

Nei due giri successivi anche Crawford e Tsolov scavalcano Bennett mentre Durksen supera Stenshorne e sale in P7.

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Al 20° giro Fornaroli ha un bloccaggio e arriva lungo, venendo costretto a tagliare la chicane, ma rallenta in modo da evitare penalità, mentre Crawford supera Lindblad ed è 3°. Durante il 21° giro Lindblad supera Fornaroli, che però gli restituisce subito il favore e torna in testa, mentre Durksen supera Bennett.

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Al giro successivo Lindblad riesce a superare Fornaroli, favorendo così anche il rientro di Crawford, mentre Beganovic supera Bennett.

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Nel corso del 24° giro Crawford supera Fornaroli, che aveva perso il DRS di Lindblad e si riprende subito dopo la posizione. Intanto Durksen supera Tsolov e sale in P5. Nel corso del 26° giro Crawford supera Fornaroli.

Alla fine del 28° giro (su 33) rientrano Tsolov, Bennett e Stenshorne e il successivo rientra Inthraphuvasak, mentre Lindblad, Crawford, Fornaroli e Verschoor restano fuori. Lindblad – che però ha sbagliato piazzola in pitlane – e Fornaroli si fermano alla fine del 30° giro e tornano in pista 12° e 13°, mentre Crawford e Verschoor si fermano il giro successivo. All’uscita dai box Crawford è immediatamente davanti a Lindblad, che però lo supera grazie alle gomme già in temperatura. Nella fasi finali Minì mette pressione a Stanek per la 3° posizione in pista.

La classifica finale

Alla fine Durksen vince la Feature Race di Abu Dhabi, chiudendo l’anno con una vittoria proprio come l’aveva iniziato in Australia. Grazie alla penalità di Beganovic, sul podio ci vanno Stanek, i cui punti sono sufficienti per permettere a Incita di confermarsi campione anche tra i team, e Minì. Beganovic è 4° davanti a Goethe, Villagomez, Maini e Miyata. Seguono Lindblad, Crawford e Fornaroli, tutti e 3 sfavoriti dalla Safety Car che ha rovinato la loro strategia. Di seguito la classifica finale.

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