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Lando Norris e il coraggio di non essere perfetto

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L’emblema del famoso “never give up” e la forza di dimostrare di valere l’affetto del pubblico: Lando Norris, il brutto anatroccolo Campione del Mondo di Formula 1

5 maggio 2024: dopo 110 gare in Formula 1, il britannico Lando Norris trionfa per la prima volta in carriera al volante della McLaren, squadra da sempre al suo fianco nel suo viaggio all’interno della massima espressione del Motorsport; cade così, dopo vari anni, l’infelice soprannome attribuitogli, Lando “Nowins“. Questo è, dunque, il primo tassello della lotta a tre per il Mondiale 2025 di Formula 1; no, non la sua prima vittoria, bensì l’etichetta a lui attribuita.

Se da un lato infatti Max Verstappen è oramai universalmente riconosciuto dalla fanbase (giustamente) come leggenda vivente indiscussa e Oscar Piastri viene elogiato per il suo carattere glaciale che ai più tanto ricorda l’amato Kimi Raikkonen, dall’altro lato Lando Norris “gode” (suo malgrado) di una reputazione decisamente più negativa (tanto che un’ampia fetta del pubblico si è detta profondamente amareggiata dopo il suo trionfo del Titolo Piloti, conquistato al termine del Gran Premio conclusivo di Abu Dhabi).

L'emblema del famoso "never give up" e la forza di dimostrare di valere l'affetto del pubblico: Lando Norris, il brutto anatroccolo Campione del Mondo di Formula 1

Il mondo delle apparenze

Una volta delineato il quadro di natura triangolare che rappresentava la sfida per il Titolo, ben chiaro risultava l’effettivo svantaggio che Norris riscontrava in termini di supporto: pochi sono, infatti, gli individui felici per la sua vittoria e ancora meno risultano essere i tifosi a lui legati nei mesi e nelle settimane antecedenti al weekend di Yas Marina.

Questo, senza troppi dubbi, è da attribuire al poco appeal che il 26enne ha rispetto al compagno di squadra e all’inarrivabile olandese 4 volte Campione del Mondo. Nulla conta la velocità ampiamente mostrata nel corso dei suoi 7 anni in Formula 1; nulla conta l’esser riuscito a piazzarsi per 5 anni consecutivi davanti al proprio compagno di squadra in Classifica Piloti; nulla contano le varie dimostrazioni di costanza da lui fornite nelle stagioni “anonime” della scuderia McLaren (spesso e volentieri negli anni passati dominatrice dichiarata del centro gruppo).

Tutto ciò che conta, ad oggi, è l’apparenza. Quella sì, recita un Lando Norris meno attore davanti alle telecamere, più solitario, riservato e scontroso. Un Lando Norris umano in una società che gli umani difetti non li tollera, preferendo la banalità della finta perfezione che, ahimè, manca anche ai migliori. Ed è così che l’antipatico britannico si è velocemente trasformato nel bersaglio del pubblico, il quale vedeva (e vede) in lui il grande nemico, l’antagonista della Formula 1.

L'emblema del famoso "never give up" e la forza di dimostrare di valere l'affetto del pubblico: Lando Norris, il brutto anatroccolo Campione del Mondo di Formula 1

Le fragilità come difetto inammissibile

Aldilà dei numerosi errori commessi in pista da Lando Norris (i quali non intendo trattare ora poiché già ampiamente discussi e rimarcati dalle principali testate giornalistiche italiane e non), ciò che più ha “condannato” l’ancora fresco Campione è l’aver mostrato delle fragilità caratteriali. Mostrare le proprie debolezze è, difatti, l’errore più grande e più grave che un essere umano possa compiere nell’età contemporanea.

Spesso vittima di stress, ansia e nervosismo circa le sue prestazioni in F1, Norris è “colpevole” di avere un lato umano che oggi non è concesso nella quotidianità (figuratevi pertanto all’interno di un ambiente spietato come quello dell’olimpo del Motorsport). Specchio palese della società, i fan della Formula 1 non hanno mai digerito questo lato del suo carattere così come non sono in grado di digerire l’imperfezione del brusìo a loro circostante, costantemente diverso dalle insaziabili aspettative riposte nella vita.

Si arriva perciò così al disprezzo nei confronti del pilota #4, sminuito poiché incapace di nascondere quanto di più naturale esista nel tanto complesso carattere umano. Carattere che, purtroppo, non si può mostrare se non attraverso futili maschere illusorie. Al primo (minimo) errore ecco che ognuno di noi diventa a detta degli altri incapace di esistere tanto quanto Lando Norris è incapace, paradossalmente, di guidare una monoposto di F1.

L'emblema del famoso "never give up" e la forza di dimostrare di valere l'affetto del pubblico: Lando Norris, il brutto anatroccolo Campione del Mondo di Formula 1

Il sorriso meritato del brutto anatroccolo

Così come nella fiaba di H.C. Andersen il brutto anatroccolo (deriso perché considerato brutto) scopre di essere un bellissimo cigno, Lando Norris merita di scoprire a sua volta l’importanza di come ciò che appare imperfetto possa nascondere qualità nascoste, simbolo di crescita personale e di accettazione della propria identità.

Rialzatosi dopo ogni rovinosa caduta (sia in pista che non), a Norris dev’essere ora permesso il più spensierato dei festeggiamenti: una volta dimostrato come non mollare mai possa ripagare anche gli sforzi più dolorosi, quest’ultimo può dunque smettere di fingere di essere perfetto per dedicarsi alla gioia morale tanto ricercata.

Sorridi, Lando. Goditi questo traguardo nel modo migliore possibile. E vivi con la consapevolezza che, nonostante non vada bene all’utente medio, essere se stessi è la più grande delle soddisfazioni personali; e lo è ancor di più grazie ai difetti che tu hai (come ognuno di noi) e che non dovresti vergognarti di avere. Perché l’essere è ben più gratificante che l’apparire, a differenza di quanto si possa pensare. Anche nel 2025. Anche (e soprattutto, oserei dire) se questo comporta un bagaglio di fragilità personali difficili da accettare.

Goditi ogni istante e vantatene, Lando.

Norris

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