Fortuna? No, Nico Hulkenberg ha conquistato il suo primo podio in carriera con una grande strategia.

Abbiamo assistito alla migliore stagione in Formula 1 di Nico Hulkenberg?

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Un podio, 51 punti e la dodicesima posizione nel Mondiale Piloti: quella del 2025 è stata la migliore stagione di Nico Hulkenberg in Formula 1?
 

Il 6 luglio 2025 è, per certi versi, una data storica. Nel GP di Gran Bretagna Nico Hülkenberg, per anni etichettato come l’eterno incompiuto della Formula 1, ha finalmente scacciato via il fantasma che lo ha accompagnato per l’intera carriera, tagliando il traguardo sul podio per la prima volta in carriera.

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Fortuna? No, Nico Hulkenberg ha conquistato il suo primo podio in carriera con una grande strategia.

La terza posizione conquistata nella casa dell’automobilismo inglese non solo gli ha portato 15 punti, ma ha soprattutto coronato un desiderio personale inseguito per oltre un decennio: un podio spesso accarezzato, talvolta sfiorato, ma mai raggiunto. Il risultato di Silverstone, unito ai restanti 36 punti collezionati nel resto della stagione, ha permesso a Hulkenberg di raggiungere la dodicesima posizione nel Mondiale Piloti e, soprattutto, ha fornito alla scuderia elvetica la spinta decisiva per chiudere al nono posto nel Mondiale Costruttori, nella sua stagione di congedo dalla massima serie automobilistica.

Ma è davvero il 2025 la migliore stagione in Formula 1 di Nico Hulkenberg? Percorriamo a ritroso la carriera del pilota e proviamo a dare un giudizio.

 

Il biennio in Haas

Due stagioni segnate da pochi alti e molti bassi, soprattutto nel 2023, quando la VF-23 sviluppata dal team statunitense si rivela poco competitiva, relegando il team di Gene Haas all’ultimo posto nel Mondiale Costruttori. Dei soli 12 punti raccolti in quell’annata, appena 3 arrivano da Magnussen, mentre Hulkenberg riesce a firmarne il 75% grazie al settimo posto in Australia e alla sesta posizione nella Sprint Race in Austria.

Decisamente migliore è il 2024, anno in cui Hulkenberg porta a casa 41 dei 58 punti complessivi della scuderia, contribuendo al settimo posto finale ottenuto dalla Haas nel Mondiale Costruttori. Si tratta della sua miglior stagione con il team statunitense, impreziosita da un finale in crescendo nel quale va a punti in quasi tutte le gare. Interessante notare come, nel confronto diretto con il compagno di squadra, Hulkenberg risulti superiore in entrambi gli anni, sia in qualifica che in gara.

Nico Hulkenberg Haas

 

Le apparizioni in Racing Point (poi Aston Martin)

Racing Point prima, Aston Martin poi: due nomi diversi legati da un unico filo conduttore, il progetto di Lawrence Stroll, alla guida del team di Silverstone dal 2019. È il periodo di assenza dalle corse di Hulkenberg, in uscita da Renault proprio nel 2019, anni in cui il tedesco diventa pedina preziosa per le scuderie alle prese con le improvvise assenze dei propri piloti, spesso fermati dal Covid.

Nel 2020 viene chiamato d’urgenza a sostituire Pérez a Silverstone, prima nel GP di Gran Bretagna, poi nel Gran Premio celebrativo dei 70 anni della Formula 1, una settimana più tardi. Nella prima occasione Hulkenberg non prende parte alla gara a causa di un problema al motore, ma si prende la sua rivincita nel secondo weekend, sorprendendo tutti in qualifica con uno straordinario terzo posto in qualifica alle spalle delle sole Mercedes. In gara, il sogno podio sfuma, ma il settimo posto finale resta comunque un risultato di rilievo.

Hulkenberg Racing Point  GP Silverstone P32020

Sempre nello stesso anno, in occasione del GP dell’Eifel al Nurburgring, viene richiamato in extremis in seguito all’indisponibilità di Stroll: parte ultimo, ma in gara rimonta fino all’ottava piazza, portando a casa altri punti per un totale di 10 in appena due gare disputate.

Il 2021 vede Hulkenberg ancora una volta in versione “wild card”, chiamato a rimpiazzare Vettel nelle prime due gare stagionali. Ma la nuova Aston Martin è ben lontana dalla competitività mostrata dalla precedente Racing Point, capace di chiudere quarta nel Mondiale Costruttori: il tedesco lotta in Bahrain e in Arabia Saudita, ma non riesce a conquistare punti.

 

La parentesi in Renault

Presso gli stabilimenti di Enstone, Hulkenberg trascorre tre stagioni intense, dal 2017 al 2019. Diversi i compagni di scuderia: si parte con Palmer, sostituito nel finale di stagione da Carlos Sainz, per poi arrivare all’ultima annata al fianco di Daniel Ricciardo, reduce dal suo addio alla Red Bull.

La prima monoposto francese di Hulkenberg, la Renault R.S.17, non è certo un’auto disastrosa e permette al tedesco di mettere insieme punti significativi, soprattutto se confrontati con il contributo piuttosto modesto di Palmer. Nonostante una lunga serie di ritiri, Hulkenberg chiude il 2017 con 43 punti – parte sostanziale dei 57 totali raccolti dalla scuderia – e conquista la decima posizione nel Mondiale Piloti.

Ancora migliore è il 2018: la nuova R.S.18 nasce sotto una buona stella e porta il team al quarto posto nel Campionato Costruttori. Hulkenberg capitalizza appieno il potenziale, migliorando nettamente il bottino dell’anno precedente: 69 punti e settimo posto nel Mondiale Piloti, in un confronto molto equilibrato con Sainz, che termina la stagione con 53 punti.

Hulkenberg Renault 2018

Il 2019 si apre con maggiori difficoltà, complice una Renault R.S.19 che fatica a trovare costanza nei primi appuntamenti stagionali. Le occasioni per andare a punti sono sporadiche nella fase iniziale, ma al rientro dalla pausa estiva la monoposto mostra chiari segnali di ripresa e i piloti riescono a esaltarsi nelle ultime gare del Mondiale. I migliori risultati arrivano in Italia, dove gli alfieri della scuderia francese tagliano il traguardo in quarta e quinta posizione; a sfiorare il podio, alle spalle di Leclerc e delle due Mercedes, è Ricciardo. Hulkenberg porta in dote soltanto 37 dei 91 punti complessivi del team, un rendimento giudicato insufficiente dai vertici Renault, che per la stagione successiva scelgono di puntare su Esteban Ocon.

 

Gli anni in Force India

Il quartier generale di Silverstone sembra essere una costante nella carriera di Hulkenberg, che il pilota tedesco ha avuto modo di servire più volte alla guida di svariate monoposto. Ai tempi della Force India, la vecchia scuderia britannica dalle cui ceneri nascerà poi la Racing Point, Hulkenberg vive gli anni più centrali della sua carriera: terzo pilota nel 2011, pilota titolare nel 2012 e, dopo una avventura in Sauber nel 2013, nuovamente in Force India dal 2014 al 2016.

In questa parentesi, la squadra guidata da Vijay Mallya e basata a Silverstone si dimostra una realtà in continua crescita, chiudendo il campionato costruttori in settima posizione nel 2012, sesta nel 2014, quinta nel 2015 e quarta nel 2016. La regina del centro gruppo, una delle mete più ambite dai piloti in cerca di risalto.

Hulkenberg Force India

Paradossalmente, la stagione più significativa di Hulkenberg in Force India è proprio quella del 2014, quando il tedesco accumula 96 dei 155 punti complessivi del team, chiudendo nono nel Mondiale Piloti e contribuendo in modo decisivo al sesto posto della scuderia nel campionato costruttori. Il confronto con il compagno di squadra si rivela complessivamente equilibrato, ma è Pérez a mettere a segno il risultato di maggior spicco: in Bahrain termina infatti al terzo posto, conquistando il secondo podio nella storia del team, il primo dopo la celebre seconda posizione di Fisichella al termine del GP del Belgio 2009.

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Con il passare delle stagioni, il confronto con Sergio Pérez diventa sempre più sbilanciato: il messicano riesce a salire con regolarità sul podio – almeno una volta a campionato, e persino due nel 2016 – affermandosi come il vero trascinatore della squadra. Hulkenberg, pur mantenendo la sua caratteristica costanza e precisione, soffre di numerosi ritiri che ne condizionano il bilancio complessivo; ciò che emerge con chiarezza è che Pérez diventa progressivamente l’uomo centrale del progetto Force India, la vera punta di diamante della scuderia, con il tedesco ormai adombrato da prestazioni meno appariscenti.

 

L’esordio in Williams e la stagione in Sauber

L’esordio in Williams, nel 2010, lascia subito intravedere il carattere del giovane Hulkenberg. Nonostante una monoposto poco competitiva, soprattutto nella prima metà di stagione, il tedesco riesce a ottenere qualche risultato di rilievo, anche se il confronto con il veterano Barrichello rimane inevitabilmente impari. L’acuto più significativo arriva nel penultimo appuntamento dell’anno, a Interlagos, dove Hulkenberg conquista la Pole Position precedendo le due Red Bull di Vettel e Webber, proprio nel fine settimana in cui la scuderia austriaca si laureerà campione del mondo costruttori. In gara, però, la prestazione si traduce soltanto in un’ottava posizione finale, che contribuisce ai 22 punti complessivi messi in carniere dal pilota tedesco.

Hulkenberg Pole GP Brasile

Ricca di alti e bassi anche la stagione in Sauber del 2013, con Hulkenberg che condivide il garage con Esteban Gutiérrez. L’avvio di campionato è tutt’altro che semplice: nelle prime undici gare il tedesco termina in zona punti in appena quattro occasioni, con l’ottavo posto in Cina come miglior risultato. La stagione sorride davvero solo in Italia, dove Hulkenberg centra un quinto posto che apre una striscia di risultati costanti, inclusi un quarto posto in Corea e altre prestazioni solide. A fine stagione il bilancio recita 51 punti, su un totale di 57 conquistati dal team elvetico, che gli permette di chiudere il campionato piloti in decima posizione, con una chiara vittoria nel confronto interno con il compagno di squadra.

 

Un giudizio finale

A nostro avviso, quella del 2025 è la stagione più significativa della carriera di Nico Hulkenberg in Formula 1. Non tanto per una mera questione matematica – abbiamo avuto modo di vedere nel corso degli anni stagioni ben più prolifiche in termini di punteggi, e più lusinghiere in termini di posizionamento finale – e nemmeno esclusivamente per il podio conquistato, arrivato forse con qualche anno di ritardo rispetto a quanto mostrato in carriera. La vera misura del suo successo sta nell’equilibrio raggiunto tra le prestazioni della vettura e i risultati ottenuti.

Sauber, in tutto il Mondiale, si è confermata una realtà modesta, capace di esprimere reale competitività solo in sporadiche occasioni. Sprazzi di competitività che Hulkenberg ha saputo sfruttare al meglio, capitalizzando il potenziale della vettura e mantenendosi costante, se non superiore, nel confronto con Bortoleto, giovane promessa della categoria.

Senza contare che il primo podio in carriera, conquistato a 37 anni, assume un valore particolare. Un tocco di romanticismo in una Formula 1 sempre più asettica non può che emozionare chi, in Nico Hulkenberg il 6 luglio 2025, ha rivisto una parte di sé, di quel “noi” bambino e di quel sogno mai sbocciato di arrivare al vertice.

Nico Hulkenberg podio GP Silverstone 2025

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