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Piastri pronto a rimettersi in gioco: “Più potenza, meno grip. Sarà una bella sfida”

Dopo la delusione della scorsa stagione, Oscar Piastri guarda avanti: nuova monoposto, nuove regole e nuove sfide tecniche

Con la pausa invernale giunta al termine e la nuova stagione ormai alle porte, Oscar Piastri fa un bilancio complessivo del 2025, per non perdere di vista gli obiettivi e le sfide del 2026. È tornato a dire la sua sulle celebri “papaya rules”, appoggiando la scelta della McLaren di permettere a lui e al compagno di squadra Lando Norris di competere ad armi pari, con la speranza che il team riesca a evitare altri drammi nella nuova stagione.

Piastri ha sottolineato di aver avuto “pari opportunità” nella scorsa stagione e si aspetta che la situazione rimanga invariata, aggiungendo che trascorrere del tempo a casa, in Australia, lo ha aiutato a ripartire da zero dopo aver perso il titolo mondiale 2025.

Sì, penso di aver avuto una possibilità equa l’anno scorso e mi aspetto che resti esattamente così” ha affermato. “Questo non significa che alcune cose non potessero essere gestite meglio. Credo fosse chiaro a tutti. Ma personalmente non ho mai percepito cattive intenzioni né ho mai messo in dubbio le motivazioni del team.

È stato bello tornare in Australia e passare del tempo con la mia famiglia, stando per un po’ lontano dalla Formula 1. Il supporto che ho sempre ricevuto e i commenti sul mio modo di affrontare le cose sono stati sinceramente piacevoli da sentire.

Ci sono molte lezioni da trarre dallo scorso anno. Il finale è stato un po’ doloroso, ma lo si può vivere in due modi: lasciarsi abbattere oppure trasformarlo in maggiore fiducia e motivazione per il futuro. Un regolamento così diverso, è stato un ottimo modo per incanalare la motivazione accumulata durante la pausa.

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Le prime sensazioni al volante della MCL40

Ampio spazio è stato dedicato alle prime sensazioni al volante della MCL40, la monoposto nata sotto i nuovi regolamenti.

Il rumore del motore è diverso rispetto a quello che ricordavo, ma a questo ci si fa l’abitudine in fretta. L’ala anteriore è più piccola, il che è positivo perché ti dà una sensazione di maggiore agilità. Ma i cambiamenti più rilevanti riguardano il modo di guidare e soprattutto la gestione della power unit.

In uscita di curva ne hai di più rispetto allo scorso anno, e dobbiamo considerare che il carico aerodinamico e gli pneumatici sono più stretti. Quindi hai molta potenza e meno grip, e questa sarà una delle prime sfide da affrontare.”

A questo si aggiungono aspetti già noti ma da reinterpretare: “Ci sono poi altri aspetti come il clipping o il lift and coast, non sono concetti completamente nuovi, ma con questa power unit vanno gestiti in modo diverso. Più che imparare cose nuove, dobbiamo adattare il nostro modo di pensare e di lavorare. In ogni caso, dal punto di vista della performance, queste vetture restano estremamente veloci.”

Le vetture degli ultimi anni richiedevano uno stile di guida molto preciso, soprattutto in ingresso di curva. Con queste macchine sembra esserci un po’ più di libertà nella gestione, ed è un aspetto che trovo interessante.
C’erano molte aspettative e tante teorie su come sarebbero state queste monoposto, un po’ per tutti, anche per noi piloti. Scendere in pista e scoprire che la macchina si comporta come una vera Formula 1 è stato molto positivo.

oscar piastri mcl40

L’aumento della potenza, combinato con un carico aerodinamico ridotto, comporta anche un margine di errore più elevato.
Con più potenza è più facile essere colti alla sprovvista. Anche in passato avevamo tanti cavalli, ma con meno grip tutto succede più in fretta e hai meno tempo per reagire”.

Sul bagnato, secondo Piastri, la sfida sarà ancora più complessa.
In condizioni di pioggia sarà fondamentale capire come utilizzare la batteria nei vari momenti della gara. Non credo che vedremo situazioni completamente nuove, ma cambierà il modo in cui dovremo gestire molte dinamiche”.

Sull’efficacia della modalità override, Piastri resta cauto.
Durante i test mi sono avvicinato a un paio di macchine e sono riuscito a superarle, notando una differenza di velocità piuttosto evidente, anche se probabilmente sono stati collaborativi nel lasciarmi spazio”.
Mi aspetto comunque differenze di velocità in fase di sorpasso un po’ più evidenti rispetto al passato, ma non penso che vedremo situazioni pericolose con auto che viaggiano a velocità troppo diverse. Sarà interessante capire se questo sistema riuscirà a offrire più spettacolo: per avere risposte reali, però, dovremo aspettare Melbourne”.

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