Fernando Alonso analizza con lucidità il momento di Aston Martin e riflette sul proprio futuro, con l’obiettivo di decidere a settembre.
Fernando Alonso si trova davanti a uno dei passaggi più delicati della sua lunga carriera in Formula 1. A 44 anni, il due volte campione del mondo affronta una stagione che mescola entusiasmo e realismo, aspettative e cautela. Da una parte, la motivazione di lavorare finalmente fianco a fianco con Adrian Newey; dall’altra, la consapevolezza che il 2026 potrebbe rivelarsi più complesso del previsto, soprattutto nella sua fase iniziale.
L’arrivo di una nuova rivoluzione regolamentare e la possibilità di viverla all’interno di un progetto guidato da Newey rappresentano il motivo principale per cui Alonso ha scelto di restare nel Circus. L’obiettivo resta ambizioso: tornare sul gradino più alto del podio dopo tredici anni e, magari, rientrare nella lotta per il titolo mondiale. Tuttavia, la realtà dei fatti impone prudenza.

Un progetto affascinante ma in ritardo
A margine della presentazione ufficiale della nuova AMR26, Alonso ha smorzato qualsiasi eccesso di ottimismo. Le prime uscite in pista dell’Aston Martin, limitate a un giorno e mezzo di attività durante gli shakedown-test di Barcellona, hanno evidenziato una preparazione ancora incompleta rispetto ai principali rivali.
Un quadro già delineato dallo stesso Adrian Newey, che aveva parlato apertamente di un ritardo di circa quattro mesi nello sviluppo del progetto. Un dato che trova conferma nelle parole del pilota spagnolo, che non ha cercato alibi né scorciatoie interpretative.
“Siamo indietro, questo è certo. Siamo al punto zero – ha ammesso Alonso – non credo che abbiamo nemmeno iniziato. A Barcellona abbiamo potuto girare, ma l’ho considerato più come un ‘filming day’, uno ‘shakedown’ che altri team hanno fatto in privato a Silverstone, facendo 200 chilometri che noi non abbiamo potuto fare. Quindi Barcellona ha rappresentato quei 200 chilometri per noi. Alcune parti della vettura non erano omologate per andare alla velocità massima e abbiamo dovuto limitarci a 280 chilometri all’ora sui rettilinei. È solo un esempio di come la preparazione fosse al limite. È difficile trarre conclusioni. Il Bahrain sarà per noi il primissimo test, il primissimo contatto [con la macchina]. Barcellona è servita solo per avviare la vettura e vedere che tutto funzionava”.
Parole che lasciano poco spazio a interpretazioni: al momento è impossibile definire il reale potenziale della monoposto, e solo i test in Bahrain offriranno un primo riferimento concreto.

Il nodo del futuro personale
Accanto alle valutazioni tecniche, Alonso deve fare i conti anche con una scelta personale di grande peso. Il suo contratto con Aston Martin scade infatti al termine della stagione 2026, rendendo inevitabile una riflessione sul proseguimento della carriera in Formula 1.
L’asturiano vorrebbe prendersi tutto il tempo possibile prima di decidere, accumulando dati, sensazioni e certezze. Una strategia comprensibile, ma non priva di tensioni con le esigenze del team, che necessita di chiarezza per pianificare il proprio futuro.
“Prendere una decisione ad aprile o maggio potrebbe rivelarsi giusto o sbagliato a settembre, a seconda di come procedono gli sviluppi. Più si può aspettare, meglio è – ha commentato il veterano del Circus – questa sarebbe la mia intenzione: aspettare fino a settembre per prendere una decisione”.
Motivazioni, carichi e prospettive
La scelta, però, non dipenderà esclusivamente dai risultati in pista. Alonso ha spiegato come il bilancio finale dovrà includere anche fattori personali e fisici, legati alla gestione di un calendario sempre più impegnativo.
“Non si tratta solo di prestazioni. Devo vedere come mi sento, quanto sono motivato, quanto i viaggi, gli eventi, il marketing e tutto il resto fuori dalla pista stanno facendo sentire il loro peso”, ha chiarito.
Allo stesso tempo, il pilota spagnolo resta convinto che Aston Martin possa crescere nel corso della stagione, trovando progressivamente una direzione più solida.
“Penso che la squadra migliorerà molto durante la stagione; andremo di bene in meglio. Questo sarà motivante in termini di possibilità di continuare, vedere che la macchina sta migliorando e che continueremo a migliorare i nostri risultati”.
Resta però un’incognita fondamentale: la pazienza del team.
“Prima di poter prendere una decisione completamente certa, devo aspettare il più a lungo possibile, se la squadra potrà resistere. Perché quello che voglio io è una cosa, ma se la squadra vuole sapere in primavera se continuerò o meno, per non perdere altri piloti disponibili, sarò sotto pressione per prendere una decisione il prima possibile”, ha concluso Alonso.
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