Con il nuovo regolamento, secondo Oscar Piastri, la vera sfida sarà gestire la potenza in uscita di curva
Oscar Piastri ha evidenziato un aspetto difficile da gestire con le nuove monoposto di Formula 1 del 2026: la “quantità folle di potenza” in uscita di curva.
Con il nuovo regolamento, le nuove vetture sono più leggere di circa 32 kg e producono meno carico aerodinamico. Allo stesso tempo, la componente elettrica del motore assume un ruolo molto più centrale, con una distribuzione dell’energia quasi paritaria tra parte termica ed elettrica.

Questo maggiore utilizzo dell’energia elettrica ha già acceso il dibattito, soprattutto perché la gestione della batteria diventerà cruciale in gara: in alcune situazioni i piloti saranno costretti perfino a scalare marcia in rettilineo per recuperare energia.
Un aspetto meno discusso, però, è che l’aumento dell’energia elettrica comporta un’accelerazione più rapida, aumentando sensibilmente la velocità in uscita di curva.
“Le cose sono semplicemente diverse rispetto all’anno scorso”, ha dichiarato Piastri durante i test pre-stagionali in Bahrain. “In certe condizioni le macchine non sembrano così diverse, in altre sì, e penso che cambierà molto da pista a pista. In termini di aderenza, sembra ancora una vera F1.”
“Abbiamo una quantità folle di potenza in uscita dalle curve e non è che prima ne avessimo poca. Quindi a volte è piuttosto difficile da gestire, ma dobbiamo anche ricordare che le auto dell’anno scorso erano, su alcune piste, le F1 più veloci di sempre.”

I cambiamenti riguardano quindi ogni aspetto, dal tenere il motore su di giri più a lungo nelle partenze all’utilizzo dell’aerodinamica attiva.
“È semplicemente complesso”, ha aggiunto Piastri. “Ci sono molte cose che non abbiamo mai dovuto fare prima e che sono difficili per natura, perché alcune non sono affatto intuitive.”
“E quando hai guidato in un certo modo per 15 anni, è davvero complicato cambiare certe abitudini, soprattutto quando si tratta di sollevare il piede in rettilineo o cose del genere, cose che ovviamente un pilota non vorrebbe mai fare.”
“Alla fine sono auto più lente, con meno carico aerodinamico e probabilmente più potenza in uscita di curva, quindi saranno sempre difficili e impegnative da guidare.”
“Questo è un aspetto, poi ci sono tutte le novità a cui bisognerà abituarsi.”

