Oscar Piastri guarda allo sviluppo della vettura: la sfida con Ferrari e Mercedes resta complessa, ma gli aggiornamenti potrebbero cambiare lo scenario.
Dodici mesi possono cambiare molto in Formula 1. Sul circuito di Shanghai, un anno fa, Oscar Piastri conquistava la prima pole position della sua carriera. Nel 2026, invece, il pilota australiano ha chiuso le qualifiche con il quinto tempo, un risultato comunque accolto con soddisfazione nel box McLaren.
La sensazione condivisa all’interno del team è che, almeno per ora, il risultato rappresenti il massimo ottenibile con l’attuale pacchetto tecnico. Il confronto con Ferrari resta aperto, soprattutto sul giro secco, ma la distanza dai vertici della griglia rimane significativa.
Piastri ha analizzato con lucidità la situazione: “Credo che ciò che abbiamo visto questo fine settimana sia piuttosto rappresentativo del nostro valore – ha spiegato l’australiano senza farsi troppe illusioni – siamo stati un po’ più vicini [alla Mercedes], ma siamo ancora a mezzo secondo di distanza, quindi non è che al momento siamo davvero in lizza con loro. Abbiamo un bel po’ di gente con cui battagliare, credo”.
Progressi nella gestione della power unit
Nel paddock McLaren, tuttavia, non mancano segnali incoraggianti. Uno degli aspetti su cui la squadra ritiene di aver compiuto passi avanti riguarda l’utilizzo della power unit Mercedes.
Secondo Piastri, il team ha migliorato la comprensione del funzionamento del propulsore e delle modalità con cui sfruttarlo al meglio durante le sessioni di qualifica. Un progresso che non si traduce ancora in un salto netto di prestazione, ma che rappresenta comunque un passo nella direzione giusta.

“Per essere ottimisti, penso che abbiamo capito meglio cosa vogliamo dal propulsore, come implementarlo, e stiamo facendo un lavoro migliore da quel punto di vista. Mi sembra di uscire da ogni sessione di qualifiche al momento pensando che abbiamo fatto un ottimo lavoro nel massimizzare la power unit, poi torniamo e scopriamo che c’era ancora un bel po’ di margine che non avevamo notato. Penso che oggi probabilmente abbiamo fatto un lavoro migliore in questo senso – ha sottolineato Piastri – ma sfortunatamente, al momento non possiamo fare molti progressi”.
Il limite attuale, infatti, non riguarda soltanto l’ottimizzazione della power unit, ma il pacchetto complessivo della monoposto.
L’attesa per gli aggiornamenti
Per ridurre il divario dai team di vertice, McLaren punta ora sugli sviluppi tecnici. Il team principal Andrea Stella ha già annunciato l’arrivo di aggiornamenti significativi nelle prossime gare, considerati fondamentali per provare a cambiare l’equilibrio delle prestazioni.
Piastri, parlando proprio di questo tema, ha lasciato trasparire una speranza che affonda le radici nella recente storia della squadra. L’australiano ha ricordato con un sorriso il grande salto prestazionale compiuto dal team nel 2023, quando un importante pacchetto di aggiornamenti introdotto dal Gran Premio d’Austria trasformò radicalmente la competitività della vettura.

“Aspettiamo e vediamo. Speriamo di avere degli aggiornamenti tipo quelli del 2023 – ha ironizzato l’australiano, ricordando quando il team di Woking balzò – a partire dal GP d’Austria – tra i miglior team in griglia dopo aver iniziato il campionato all’ultimo posto – ma al momento è difficile dirlo”.
In attesa dei nuovi sviluppi, la McLaren continua quindi a lavorare per massimizzare il potenziale della vettura attuale, consapevole che il vero salto di qualità potrebbe arrivare soltanto con gli aggiornamenti attesi nelle prossime settimane.
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