Secondo il Corriere della Sera Ferrari punta sul weekend di Barcellona, cerchiato in rosso.
Ferrari pronta a recuperare lo svantaggio da Mercedes
Nei primi tre GP del Mondiale F1, la superiorità della power unit Mercedes rispetto a quella Ferrari è emersa chiaramente, come ammesso dai piloti della Rossa e dal team principal Fred Vasseur. Il manager francese ha precisato che non ci saranno interventi sul motore fino all’arrivo dell’ADUO: “Abbiamo un deficit in rettilineo che resterà congelato fino a quel momento“. L’ADUO (sistema FIA per sviluppi legati al divario prestazionale) ha creato confusione in squadra: Hamilton spera in un “nuovo motore a Miami”, mentre Leclerc esclude update motoristici lì, puntando su altre aree.

Si punta tutto sull’ADUO
Charles Leclerc ha visto giusto sull’ADUO, sbloccabile solo dopo il sesto gran premio della stagione per il regolamento FIA, con incertezza tra Miami (sesto nel calendario originale) e Monaco (sesto gran premio dopo le cancellazioni di Bahrein e Arabia Saudita). Autosprint avanza l’ipotesi Canada (24 maggio) come compromesso. I piloti Ferrari lo hanno ribadito: Hamilton dopo Suzuka ben spera per un nuovo motore entro Miami per il deficit in rettilineo contro Mercedes, Leclerc ha escluso questa ipotesi, puntando su telaio e gomme, mentre Vasseur conferma che la power unit sarà congelata fino all’ADUO, con fasce di divario oltre 2-4% (10-20 CV). A Miami, però, sarà Ferrari senza motore nuovo.
Una data per il nuovo motore Ferrari
L’attesa per l’upgrade del motore Ferrari sarà lunga: il Corriere della Sera indica metà giugno per il GP di Spagna a Barcellona (14-16 giugno), circa un terzo della stagione e dopo il sesto appuntamento, in attesa della decisione FIA del 9 aprile a Londra. Intanto nel quartier generale a Maranello si ottimizzano software, algoritmi e batterie più capienti per gestire l’energia elettrica arrivata ora al 50% della potenza totale con MGU-K potenziato a 350 kW e doppio recupero in frenata (8,5 MJ/giro). Vasseur punta sui test positivi del “Progetto 678”, con speranze di migliorie già a Miami, ma nessuna possibilità di un hardware nuovo.

I dettagli tecnici del nuovo motore
Il motore del “Progetto 678” adotta testate cilindriche in acciaio ad alta resistenza per sopportare pressioni di camera di combustione maggiori di 120 bar e temperature superiori a 1050°C, massimizzando l’efficienza termica ICE oltre il 52% sul V6 1.6L turbo da circa 400 kW. La turbina wastegate-free integra wastegate pneumatica elettronica con barriera termica (per le turbine a 1000°C, per il compressore a 200°C), riducendo perdite volumetriche del 15% e l’eventuale ingombro dei radiatori (-20% superficie); l’algoritmo di mappe MGU-K bilancia il deploy fino 350 kW (476 CV) con picchi di 4 MJ a giro, integrando lo sfiato turbo diretto in intake per transizioni minori di 50 ms, con e-fan assiale da 120 kW per 12-18 CV netti in più.
Ferrari è chiamata a rincorrere Mercedes in questo inizio di stagione, ma con le nuove direttive FIA, l’attivazione dell’ADUO e gli aggiornamenti power unit attesi entro giugno, la Scuderia di Maranello potrà recuperare molto terreno sulla rivale tedesca contendente al titolo. Questo le permetterà di inserirsi stabilmente nella lotta per il Mondiale Costruttori e per il titolo Piloti, rilanciando le chance dei propri piloti: Lewis Hamilton e Charles Leclerc.
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