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È morto Alex Zanardi: addio al campione dell’impossibile

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È morto oggi, all’età di 59 anni, Alessandro “Alex” Zanardi, uno dei volti principali del mondo sportivo italiano.
Pilota automobilistico, paraciclista, icona del paralimpismo, campione capace di trasformare la disperazione in un motore di rinascita, Zanardi lascia un vuoto immenso nello sport, ma anche un’ eredità umana che andrà oltre i risultati agonistici

Il pilota che correva col sorriso

Nato a Bologna il 23 ottobre 1966, Alex Zanardi inizia sui kart, passa per la Formula 3 e poi assapora la gloria in Formula 1, correndo con Williams nel 1991 e Lotus nel 1992.
Il suo talento puro, tuttavia, esplode in America, dove diventa leggenda del campionato CART, conquistando due titoli mondiali nel 1997 e nel 1998 e collezionando vittorie che lo rendono idolo di un intero paese.

Alex Zanardi in macchina

15 settembre 2001: il giorno in cui tutto cambia

Il 15 settembre 2001, al Lausitzring in Germania, mentre esce dai box durante una gara CART, la sua vettura perde il controllo e finisce sulla traiettoria di Alex Tagliani, che lo colpisce in pieno al posteriore.
L’impatto è devastante: Zanardi rischia di morire dissanguato, mentre il medico di pista gli blocca le arterie femorali. Viene portato in elicottero a Berlino, in condizioni critiche, con l’amputazione delle gambe e più arresti cardiaci alle spalle. Ma la sua voglia di vivere è più forte del destino: dopo un lungo coma farmacologico e una decina di interventi, Zanardi si risveglia e pronuncia una frase che diventerà il suo manifesto: “Guardo la metà che è rimasta, non quella che è andata persa”.

Dalle protesi alle HandBike

Con la sua straordinaria tenacia, Zanardi non si adatta al nuovo corpo, ma lo reinventa.
Riprende a guidare, partecipa a gare di endurance e diventa simbolo di inclusione, raccontando come la disabilità non sia un confine, ma un punto di partenza. È però nell’handbike, la bicicletta a mano per atleti con disabilità agli arti inferiori, che trova una nuova dimensione di sport e di vita.
Dalla maratona di New York 2007 in poi, la sua carriera nel paraciclismo diventa un’escalation di successi: 4 ori paralimpici (2 a Londra 2012, 2 a Rio 2016) e ben 12 titoli mondiali su strada lo consacrano tra i più grandi del paralimpismo.

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Il 19 giugno 2020: il secondo dramma

Il 19 giugno 2020, mentre pedalava in handbike in provincia di Siena, durante una tappa della staffetta “Obiettivo tricolore”, un camion invade la sua corsia e lo investe in pieno.
L’impatto è tremendo: Zanardi riporta un “fracasso facciale”, lesioni cerebrali e resta in condizioni gravissime, in coma farmacologico per settimane. Dopo l’ospedale di Siena, viene trasferito prima a Milano e poi a Padova, dove passa un lungo periodo di degenza e terapia intensiva.
La sua salute neurologica resta profondamente compromessa: la parola, la libertà di movimento, la comunicazione diretta con il mondo si riducono, ma la sua presenza resta simbolica, come un faro di speranza per chi affronta limiti fisici o incidenti devastanti

La scomparsa: un addio, ma un ricordo indelebile

Nel comunicato familiare, la notizia è arrivata in silenzio, con la stessa discrezione che ha sempre contraddistinto la sua vita fuori dalle piste.
Alex Zanardi se n’è andato dopo circa sei anni di lotta estrema, custodito da un’entourage di medici, fisioterapisti e affetti, mentre l’Italia ha seguito il suo cammino dall’ombra, sapendo che aveva già vinto la gara più difficile: quella contro la rassegnazione. La sua eredità, oggi, è quella di un uomo che ha insegnato a ogni atleta e a ogni persona comune che la vera vittoria non è sempre sul podio, ma nel rialzarsi quando tutti sembrano pronti a seppellirti.

Alex Zanardi non corre più su nessuna pista, ma la sua vita resta il più bel record di tutti: quello di chi, pur ferito nel corpo, non ha mai smesso di correre con il cuore.

Ciao Alex, che la terra ti sia lieve.

Per chi vuole approfondire il suo percorso nelle Indycar, Fuori Pista dedica un lungo racconto a “Zanardi: un bolognese sul tetto del mondo”, che ripercorre la sua ascesa nel campionato americano.

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