L’Aston Martin #7 supera nel finale la Mercedes #48, che aveva dominato la gara, e porta a casa la vittoria. A podio anche la McLaren #58, faticano Ferrari e Lamborghini.
La 6 Ore del Paul Ricard, prima tappa del campionato 2026 del GTWC Europe, si conclude con la vittoria inaspettata dell’Aston Martin Comtoyou #7, che sfrutta una neutralizzazione nell’ultima ora per scavalcare la Mercedes Winward #48 e per riportare la Vantage al successo per la prima volta dalla 24 Ore di Spa del 2024.
La gara è partita letteralmente col botto, con un incidente sul rettilineo di partenza che ha coinvolto diverse vetture e in cui hanno avuto la peggio la McLaren CSA Racing #555 e la Porsche Boutsen VDS #10, subito costrette al ritiro a causa dei danni riportati. La McLaren Garage 59 #59 è stata inoltre mandata in testacoda proprio dalla Aston Martin #7, che ha patito una foratura lenta ed è stata costretta a una sosta anticipata, finendo così su una strategia alternativa.

La Vantage #7, condotta dal trio Drudi-Thiim-Sorensen, è poi risalita fino al 2° posto, alle spalle proprio della Mercedes #48 di Auer-Engel-Stolz che era partita dalla pole e stava dominando la gara con parecchi secondi di vantaggio. A circa 45 minuti dalla fine è però arrivato il colpo di scena che ha cambiato le sorti della corsa: la Porsche Ziggo Tempesta #93 si è fermata a bordo pista e ha provocato una Full Course Yellow, poi diventata, come da regolamento, una Safety Car, ricompattando il gruppo.
Alla ripartenza, a 25 minuti dalla fine, Thiim, ritrovatosi a pochi secondi da Auer, ha raggiunto velocemente la Mercedes #48, grazie anche alle gomme più fresche, e l’ha poi superata sfruttando un errore del pilota austriaco a meno di 10 minuti dalla bandiera a scacchi, tagliando il traguardo con 8 decimi di vantaggio. Per la #48 si tratta di una sconfitta sfortunata, ma il buon bottino di punti e l’ottimo ritmo restano degli ottimi segnali in ottica titolo.

Chiude il podio la McLaren Garage 59 #58 di Fleming-Prette-Goethe, che trionfano anche nella Gold Cup e precedono la BMW WRT #32 di van der Linde-Weerts-Pepper, che è stata molto competitiva soprattutto nella seconda parte di gara quando sul Paul Ricard è calato il buio, e la 720S gemella #59 di Kirchhofer-Loake-Macdonald, che ha recuperata bene dopo il testacoda in partenza. La BMW Rowe #98 di Marciello-Farfus-Dennis termina sesta, autrice anch’essa di una rimonta degna di nota. Si devono accontentare rispettivamente del 7° e 9° posto le Mercedes GetSpeed #7 di Martin-Schiller-Goetz e Verstappen.com #3 di Juncadella-Gounon-Lulham, che sono state a lungo nella lotta al vertice.
La McLaren fa doppietta nella Gold Cup grazie alla P8 assoluta della #111 di CSA Racing, mentre chiude la top10 la BMW Rowe #998, appartenente anch’essa alla Gold Cup. A causa di una penalità scivola in 11° posizione, subito davanti alla BMW WRT #46 di Rossi-Harper-Hesse, la Porsche Boutsen VDS #2 di Picariello-Boccolacci-Schuring, che era transitata sotto alla bandiera a scacchi in P6 ed è la miglior 992 in classifica. Porsche può comunque festeggiare le vittorie in Silver Cup, con la #9 del team Pure Rxcing, 17° nell’assoluta, e in Bronze Cup, grazie alla Rutronik #97 condotta da Pera-Hartog-Au che ha chiuso 13° nell’assoluta.
È stata invece una gara più complicata per le vetture italiane, con le Ferrari 296, al debutto nella versione Evo, che non vanno oltre il 14° posto della #51 di AF Corse del trio Rovera-Nielsen-Mosca, pur rallentata da un tamponamento da parte della Ford Mustang HRT #64, che è stata penalizzata per il contatto. La 296 gemella AF Corse #50 di Leclerc-Wadoux-Gelael è solo 19°, alle spalle anche della #71 che ha chiuso 4° in Gold Cup e 16° nell’assoluta. Non fa meglio la Rossa #74 di Kessel, che partiva tra le favorite nella Bronze Cup e ha terminato in P5.

Faticano anche le nuovissime Lamborghini Temerario: la #63 di GRT, nonostante una buona partenza, che le aveva permesso di entrare in top20 con Bortolotti, ha poi dovuto affrontare diversi imprevisti e ha chiuso in P39, mentre la #96 di Rutronik si è dovuta ritirare a causa di alcune noie tecniche.
Meritano una menzione anche l’Aston Martin Comtoyou #18 di Stroll-Merhi-Boya, che non ha terminato la gara e ha subito parecchie penalità che l’hanno relegata nelle retrovie, e la Porsche Lionspeed #80, che nelle prime ore ha dato spettacolo nelle posizioni di testa – memorabile il momento in cui c’erano 5 auto appaiate sul rettilineo del Mistral, con anche la Mercedes #3 di Gounon che ha spiccato il volo su un cordolo senza perdere velocità – ma ha poi dovuto alzare bandiera bianca per un problema allo sterzo.
Di seguito la top20 finale della gara. La classifica completa è invece reperibile a questo link.
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