Secondo Antonelli la Mercedes è stata penalizzata nella gestione delle gomme dal freddo e dai nuovi aggiornamenti e ha perciò ancora del potenziale inespresso.
Dopo aver iniziato la stagione con la vettura nettamente più competitiva del lotto, tanto da fare bottino quasi pieno nelle prime 3 tappe del campionato, la Mercedes sembra aver mantenuto il ruolo di macchina da battere anche dopo il primo “round” di aggiornamenti. Ciò non era scontato, considerando che all’alba di una nuova era regolamentare i margini di sviluppo sono altissimi e che quindi l’introduzione di novità tecniche può fare davvero la differenza.
Resta qualche punto interrogativo sul passo della McLaren, che sembrava in Canada la principale avversaria delle Frecce nero-argento e in gara ha buttato via un piazzamento nelle posizioni di vertice con la folle scommessa di tentare le intermedie in partenza con entrambe le vetture, ma l’impressione è che il ritmo delle MCL40 sarebbe stato grossomodo sullo stesso livello della Ferrari, che con Hamilton ha chiuso 2° al traguardo e a 10 secondi dal vincitore Antonelli.

Il distacco non è poco – è stato stimato in 2 decimi a giro, che vanno comunque inquadrati nel contesto di una pista che si percorre in appena 1’15” -, e bisogna ricordare anche che per i primi 30 giri – quasi metà gara – le due W17 sono state protagoniste di una lotta che di certo non ha aiutato a creare un gap sugli inseguitori. Eppure, stando a quanto dichiarato dallo stesso Antonelli, la Mercedes avrebbe avuto il potenziale per essere ancora più dominante.
Il freddo complica l’accensione delle gomme
Il 19enne bolognese ha infatti ammesso che le basse temperature si sono rivelate un fattore limitante per le prestazioni della monoposto di Brackley: “Credo che questo weekend non abbiamo visto il potenziale del pacchetto. Erano condizioni molto particolari, faceva freddo e già solo avere le gomme nella giusta finestra faceva la differenza. La nostra auto, poi, è molto buona nel raffreddamento delle gomme, soprattutto questo weekend, dove faceva così freddo che era difficile metterle in temperatura. Credo che questo ci abbia un po’ penalizzato”.

Le parole di Antonelli evidenziano quindi una vettura molto gentile sugli pneumatici, capace di trasferire ad essi poca energia al punto che col freddo registrato lo scorso weekend le gomme rischiavano addirittura di raffreddarsi. Da questo punto di vista la W17 segna quindi una svolta netta rispetto alle passate vetture della Stella, con la W15 del 2024 e la W16 del 2025 che si esaltavano proprio col calare delle temperature – un esempio lampante è Las Vegas 2024 – e soffrivano invece cronici problemi di surriscaldamento delle gomme.
Questo cambio di carattere delle Frecce nero-argento sembrerebbe essere stato ottenuto non tanto tramite l’impostazione sospensiva della vettura, quanto più con uno studio approfondito sui cerchi – che da quest’anno sono tornati a essere prodotti singolarmente da ogni team – e sui freni. Queste soluzioni specifiche per una migliore gestione del calore all’interno dei gruppi corner ruota fanno ben sperare gli uomini di Wolff, visto l’imminente arrivo della calda stagione europea, che inizierà proprio con la prossima gara a Monaco.
Aggiornamenti promossi nonostante le difficoltà
Proseguendo nell’intervista, Antonelli ha parlato del primo grande pacchetto di aggiornamenti portato da Mercedes proprio in Canada, indicando che c’è stato un aumento di deportanza – non particolarmente apprezzabile sul tracciato intitolato a Gilles Villeneuve dato che non è una pista da carico – e un miglioramento del raffreddamento delle gomme, che, come già detto, è stato chiaramente penalizzante a causa delle basse temperature. Per questi fattori, le Frecce nero-argento non hanno potuto esprimere il loro pieno potenziale a Montreal.

Il leader del campionato ha detto: “Non abbiamo visto il potenziale del pacchetto, si vedrà molto meglio a Barcellona quanto ci ha fatto effettivamente guadagnare. Credo che saremmo stati lì anche con la vecchia configurazione. Questo pacchetto ti dà più carico e l’abbiamo sentito, ma ha anche migliorato il livello di raffreddamento. Credo che quello ci abbia reso la vita un po’ più difficile questo weekend. Comunque si sente che il pacchetto dà più carico e che la macchina in generale ha più grip”.
Questione partenze
“[Con le partenze] va molto meglio, sicuramente è un grande passo avanti e ci voleva. La squadra ha fatto un bello step e anche Marcelo, il mio ingegnere che segue questo tipo di cose. È un passo avanti nella giusta direzione e ne sono contento, perché fare delle buone partenze è importantissimo per il resto della gara” ha aggiunto infine Antonelli, parlando dei grossi passi in avanti fatti anche per quanto riguarda lo scatto da fermo allo spegnimento dei semafori.
Il #12, durante le scorse settimane di pausa, si è infatti concentrato molto sulle partenze, che sono state uno dei suoi punti deboli in questo inizio di stagione e in generale non sono l’arma migliore della W17, che deve fare i conti con gli effetti collaterali della scelta di una turbina più grande. I miglioramenti in Canada, ottenuti tramite un lavoro sul software e sulla leva della frizione, sono stati tangibili, con Antonelli che nella Sprint Race, per la prima volta nel 2026, ha chiuso il primo giro nella stessa posizione in cui è partito e nella gara vera è riuscito a scavalcare Russell – pur subendo il sorpasso di Norris, che era momentaneamente avvantaggiato dalle gomme intermedie -.

