La Ferrari porta a casa un podio dolceamaro a Spa, frutto di un’esecuzione perfetta nonostante il BoP avverso, e spera di rifarsi a Le Mans.
Non è stata una 6 Ore di Spa facile per le Ferrari 499P, che nelle edizioni passate, grazie all’ottima efficienza aerodinamica, si sono sempre trovate particolarmente a proprio agio nello splendido tracciato belga, tanto da cogliere una doppietta nel 2025, e che invece quest’anno hanno dovuto stringere i denti per conquistare il podio.
Le Hypercar del Cavallino, partite dalla P8, P13 e P15 a causa di una qualifica difficile, sono riuscite a rimontare in gara, con la #50 che chiude 3° alle spalle delle BMW – tutte e tre le vetture, su una strategia sfalsata rispetto agli altri, sono state favorite dalla Safety Car uscita alla fine della quarta ora per l’incidente tra la Peugeot #94 e la Mercedes #79 – e la #83 privata di AF Corse che ottiene il 6° posto. La #51 è stata invece costretta al ritiro a un’ora dal termine, mentre era 7°, dopo essere stata centrata incolpevolmente alla Source dalla BMW GT3 #32, che con una manovra aggressiva stava difendendo la posizione sulla Porsche #91.

Nelle interviste dopo la corsa, Antonello Coletta, responsabile del reparto Endurance Ferrari, ha elogiato il lavoro della squadra, che ha fatto tutto il possibile senza errori e ha massimizzato il risultato: “Siamo contenti per aver raggiunto il podio dopo una qualifica non soddisfacente, ma allo stesso tempo c’è delusione per aver perso la vettura numero 51 coinvolta in un incidente nel quale non ha avuto alcuna colpa. La strategia della squadra è stata impeccabile, come dimostrato anche dalla risalita della numero 83 di AF Corse, non abbiamo nulla da recriminare verso noi stessi e speriamo ora di tornare a combattere per il vertice fin dalle qualifiche e dal primo giro della prossima gara”.
È dello stesso avviso il direttore tecnico Ferdinando Cannizzo, che ha confermato le sensazioni contrastanti dovute al buon podio della #50 e allo sfortunato ritiro della #51: “C’è un po’ di amaro in bocca perché avevamo interpretato bene la strategia sapendo di non essere i favoriti. Grazie alla consistenza siamo riusciti a risalire con tutte le vetture, abbiamo avuto un po’ di sfortuna con il pit stop della numero 50 ed è un peccato per l’incidente che ha estromesso la numero 51. Raccogliamo punti importanti per il campionato, anche se solo con una vettura. Grazie e complimenti a tutta la squadra che è rimasta concentrata nonostante le avversità, ora possiamo guardare con ottimismo a Le Mans“.
La Ferrari lascia Spa senza rimpianti, consapevole che si è spremuto tutto il potenziale della vettura e che l’esecuzione è stata ottimale. Anche se non si hanno prove certe, dal momento che da quest’anno i vari parametri vengono tenuti segreti, è estremamente probabile che la 499P sia stata pesantemente rallentata – forse anche più di Toyota – da un Balance of Performance sfavorevole, che l’ha penalizzata su una pista, sulla carta, amica. Anche la classifica non sorride alla Rossa, che è scivolata in 3° posizione tra i costruttori, a -17 da BMW, e in 5° posizione tra i piloti, con l’equipaggio della #50 12 punti dietro alla coppia Rast-Frijns della #20.

A ogni modo, il Cavallino punta a tornare al vertice nella prossima tappa – la più importante dell’anno – a Le Mans, un altro circuito che, in teoria, esalta le caratteristiche della 499P, e spera in un BoP che non tarpi nuovamente le ali alle sue LMH. La 24 Ore più prestigiosa al mondo è fissata per il 13-14 giugno, riusciranno gli uomini di Coletta a calare il poker dopo i trionfi nelle ultime 3 edizioni?
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