Stefano Domenicali ritiene che la Formula 1 debba definire già quest’anno il futuro delle power unit: bisogna andare verso motori più leggeri e meno complessi
Il CEO e presidente della Formula 1, Stefano Domenicali, ritiene che l’intera categoria debba cercare di trovare un accordo entro quest’anno le future power unit, sostenendo la necessità di un motore più leggero e semplice.
La discussione è nata dal desiderio espresso pubblicamente dal presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, di riportare in futuro la F1 verso power unit più semplici ed economiche. Dodici mesi fa, i principali esponenti della categoria si erano già riuniti per discutere quale potesse essere il prossimo regolamento motori e se il ciclo regolamentare del 2026 potesse essere abbreviato.
Lo scorso anno si era deciso di rimandare ogni confronto su un possibile ritorno ai V8 o a una formula simile, così da consentire a costruttori e team di concentrarsi completamente sulla complessa introduzione delle regole 2026. Inoltre, era necessario dare pieno supporto all’attuale regolamento, che aveva convinto marchi come Audi e Honda a investire in Formula 1.

Ora però il regolamento 2026 è stato definito e, considerando i lunghi tempi di sviluppo richiesti, Domenicali ritiene che la F1 debba decidere già quest’anno quale sarà la prossima generazione di power unit. Le discussioni sull’attuale ciclo normativo erano iniziate addirittura nel 2021.
“Non possiamo perdere troppo tempo, perché il tempo passa molto velocemente. Dobbiamo essere abbastanza solidi da non ritrovarci in un angolo, dobbiamo decidere il prima possibile” ha dichiarato Domenicali.
“Ovviamente lavoreremo insieme alla FIA su questo tema. Ma è qualcosa che dobbiamo definire già quest’anno: capire quale potrà essere il prossimo passo.”
Quanto all’idea di anticipare il nuovo regolamento di un anno, portandolo al 2030, ipotesi che, in base agli attuali accordi, dovrebbe ottenere il via libera della maggioranza dei costruttori delle power unit, Domenicali ha sottolineato che bisogna prima rispettare gli enormi investimenti effettuati dagli attuali costruttori.
“In questo momento avere un costruttore che investe in Formula 1 è qualcosa di straordinario e merita il nostro totale rispetto. In questo contesto non bisogna dare nulla per scontato.”
Nel paddock cresce intanto l’interesse verso un ritorno a una filosofia simile a quella pre-2014: motori con più cilindri e una componente ibrida semplificata, soluzione che appare oggi la più probabile per il 2031 e oltre.
Un fattore chiave è il cambio di rotta di molti costruttori e governi, inclusa l’UE, verso l’elettrico degli ultimi anni. Questa deviazione di percorso è favorita anche dall’arrivo dei carburanti sostenibili avanzati, introdotti in F1 proprio quest’anno.

Domenicali sostiene la visione della FIA di rendere le monoposto molto più leggere e meno complesse, con effetti positivi sullo spettacolo in pista, sul piacere di guida dei piloti e sui costi per i costruttori.
“Personalmente vedo sicuramente il carburante sostenibile al centro del futuro, con un equilibrio diverso tra elettrico e un forte motore a combustione interna” ha dichiarato il CEO.
“Perché questo è il motorsport. Permetterebbe di risparmiare molto peso, di avere vere gare sotto questo aspetto, con auto più leggere, più piccole e che si possano spingere al massimo. Credo che questa sia la direzione che renderà più felici i puristi.”
“Dal punto di vista delle corse, con alcuni aggiustamenti, oggi lo spettacolo in pista è già ottimo. Ma la vettura è ancora molto pesante. La batteria ha introdotto molti elementi da considerare nella progettazione. Sono questi gli aspetti che dobbiamo analizzare e sui quali dobbiamo reagire.”

