Stella spinge per evolvere le power unit F1: più potenza, batterie più grandi e una gestione sempre più complessa da ottimizzare.
Andrea Stella rilancia il dibattito sul futuro delle power unit in Formula 1, chiedendo un intervento sull’hardware dei motori per sfruttare al meglio l’attuale regolamento. Il team principal della McLaren propone un aumento del flusso di carburante e batterie più capienti, invitando la F1 a definire una direzione chiara entro il 2028.
Nuove modifiche alla gestione dell’energia
La Formula 1, visto le innumerevoli lamentele, ha recentemente introdotto una serie di aggiornamenti al regolamento sulla gestione dell’energia, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dal recupero elettrico tramite batteria e limitare l’impatto del cosiddetto “super clipping”.
Per quanto riguarda le qualifiche, la quantità massima di energia ricaricabile è stata ridotta da 8 MJ a 7 MJ, con conseguente minore necessità di recupero dalla batteria. Parallelamente, la potenza del super clipping è stata aumentata da 250 kW a 350 kW, così da accorciarne la durata complessiva.

In gara, invece, la potenza massima disponibile in modalità boost è stata limitata a 150 kW, mentre l’utilizzo dell’MGU-K è stato regolato su 250 kW solo in specifiche sezioni del giro.
Stella spinge per una svolta sulle power unit
I piloti, hanno accolto le recenti modifiche regolamentari come un piccolo passo nella direzione giusta, pur sottolineando la necessità di interventi più incisivi per migliorare davvero la Formula 1.
Sulla stessa linea si pone Andrea Stella, che però alza l’asticella e individua la necessità di agire direttamente sull’hardware delle power unit. Il team principal della McLaren, intervenuto a Miami ai media tra cui PlanetF1.com, ha evidenziato come l’attuale equilibrio tra produzione e utilizzo dell’energia non sia ancora ottimale.
“Personalmente ritengo necessari degli aggiustamenti hardware alla power unit per migliorare la Formula 1 in generale”, ha spiegato Stella. “Il problema potrebbe essere che si produce più energia di quanta se ne riesca effettivamente a utilizzare, perché la distribuzione dell’energia elettrica richiede più tempo rispetto alla sua generazione.”
Secondo il manager italiano, una possibile soluzione sarebbe aumentare la potenza disponibile, portandola dagli attuali 350 kW fino a 400 o persino 450 kW, accompagnata da batterie di capacità superiore per riequilibrare l’intero sistema.

Le modifiche proposte da Andrea Stella però non sarebbero immediate da realizzare, poiché richiederebbero prima un accordo condiviso tra tutte le parti coinvolte nella governance della Formula 1: FIA, FOM, team principal e costruttori di power unit. Solo dopo un’intesa comune, i produttori avrebbero il tempo necessario per progettare, sviluppare e testare componenti aggiornati.
Il team principal della McLaren ha sottolineato come, osservando la questione dal punto di vista dei motoristi, un’implementazione entro il 2027 sembra complessa. Le implicazioni tecniche legate all’aumento del flusso di carburante e alle dimensioni delle batterie richiederebbero infatti cicli di sviluppo molto più lunghi rispetto alle tempistiche attualmente disponibili.
“Se considero questi tre requisiti dal punto di vista hardware e dalla prospettiva dei produttori di power unit, mi rendo conto che sarà difficile realizzarli nel 2027”, ha spiegato Stella. “Le modifiche necessarie per batterie più grandi e una diversa gestione dell’energia richiedono tempi di sviluppo più estesi.”
Per questo motivo, Stella auspica una chiusura rapida del confronto tra le parti, idealmente prima della pausa estiva, così da poter pianificare un eventuale cambiamento in vista del 2028.
“Mi piacerebbe che questa discussione venisse conclusa prima della pausa estiva, così da poterla portare a termine entro il 2028”, ha aggiunto. “Come F1 abbiamo già fatto progressi nel migliorare l’utilizzo delle power unit con le risorse disponibili, ma credo che ci sia ancora margine per fare meglio, anche se questo richiederà interventi sull’hardware.”
Nel frattempo, secondo Stella, il paddock dovrà adattarsi all’attuale comportamento delle power unit e alle relative osservazioni dei piloti, almeno fino all’eventuale introduzione di nuove soluzioni.
“Se davvero le modifiche hardware arriveranno nel 2028, dovremo abituarci a questo tipo di feedback”, ha concluso. “Probabilmente non siamo mai stati così sensibili nella storia della Formula 1 al comportamento delle power unit.”
Stella parla delle complessità della power unit
Andrea Stella ha evidenziato quanto l’attuale gestione delle power unit in Formula 1 sia estremamente sensibile e influenzata da molteplici variabili, rendendo l’ottimizzazione del sistema particolarmente complessa.
Il team principal della McLaren ha spiegato come anche piccoli cambiamenti delle condizioni esterne, come una variazione del vento, possano alterare le impostazioni del gruppo propulsore. Questo genera un effetto a catena: i sistemi cercano continuamente di adattarsi, ma finiscono per rincorrere a loro volta le condizioni, rendendo il processo di gestione sempre più intricato.
“Quello che succede è che, per esempio, con un cambio di vento alcune delle nostre impostazioni iniziano a risentirne”, ha affermato Stella. “Il tempo che passi in rettilineo, insieme agli strumenti che cercano di ottimizzare il gruppo motopropulsore, tutto inizia a rincorrersi. Alla fine ti ritrovi a inseguire le condizioni, e questo rende l’ottimizzazione piuttosto complicata.”
Secondo lui, il punto centrale è proprio l’estrema sensibilità del sistema, in cui ogni elemento è strettamente collegato agli altri. Questo significa che qualsiasi variazione esterna può influenzare contemporaneamente diversi aspetti del funzionamento della power unit.
“Tutto è così sensibile e così interconnesso che, se cambia una sola condizione, ne risente l’intero comportamento del sistema di ottimizzazione”, ha aggiunto. “Non si tratta solo di dove utilizzi l’energia, ma anche di come il suo utilizzo venga influenzato da ciò che accade attorno.”
Stella ha poi chiarito come la questione non possa essere ridotta a una semplice gestione dei consumi energetici, ma riguardi invece l’interazione tra parte elettrica e motore a combustione interna, profondamente intrecciate tra loro.
“In realtà non è solo una questione di dove spendi l’energia”, ha concluso. “È tutto molto più intrecciato tra il comportamento elettrico e quello del motore a combustione interna. È questo il livello di complessità con cui dobbiamo fare i conti.”
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Studentessa di lingue ed amante dei motori!

