La doppietta di BMW a Spa rilancia il progetto Hypercar dopo stagioni complicate e risultati lontani dalle aspettative.
Dopo mesi difficili e risultati ben al di sotto delle ambizioni iniziali, BMW ha finalmente trovato il riscatto nel FIA World Endurance Championship (QUI il racconto). Sul circuito di Spa-Francorchamps, la squadra guidata da Vincent Vosse ha conquistato una straordinaria doppietta che potrebbe rappresentare un punto di svolta nel percorso del costruttore tedesco nella classe Hypercar.
Il successo ottenuto in Belgio interrompe una lunga serie di delusioni che avevano accompagnato il progetto BMW M Hybrid V8 sin dal debutto nel campionato nel 2024.

Un progetto nato con grandi aspettative
L’ingresso del Team WRT nella categoria Hypercar insieme a BMW aveva inevitabilmente generato aspettative elevate. La struttura belga, protagonista assoluta nel GT3 prima con Audi e poi con BMW, aveva deciso di affrontare la nuova sfida nel WEC e alla 24 Ore di Le Mans contando anche su equipaggi di altissimo livello.
Il 2024 era stato considerato un anno di apprendistato, sia per lo sviluppo della M Hybrid V8 sia per consolidare la collaborazione tra il team e il marchio tedesco. Il podio conquistato a Fuji aveva rappresentato il primo vero segnale positivo, ulteriormente confermato dall’inizio incoraggiante del 2025 con un altro piazzamento sul podio a Imola.
Da quel momento, però, la situazione si era complicata. Diversi problemi meccanici avevano rallentato la crescita del progetto, in particolare i guasti al sistema di raffreddamento dell’ibrido e i problemi al motore che avevano compromesso anche le ambizioni alla 24 Ore di Le Mans.
La seconda parte della stagione era stata altrettanto difficile: la BMW numero 15 aveva chiuso cinque gare consecutive senza punti, mentre la numero 20 aveva raccolto soltanto due ottavi posti nelle ultime prove, dopo ulteriori problemi elettronici legati al sistema ibrido emersi ad Austin. Numeri che avevano inevitabilmente alimentato la delusione all’interno dell’ambiente BMW-WRT.

Il 2026 e i primi segnali di crescita
L’inizio del 2026 aveva però lasciato intravedere segnali incoraggianti. Nonostante i dubbi legati alla gestione parallela del programma GTP IMSA, passato sotto la responsabilità di Team WRT dopo l’esperienza di Team RLL, il team aveva subito mostrato progressi concreti.
Il primo podio ottenuto a Daytona con la versione EVO della M Hybrid V8 aveva premiato il lavoro svolto durante l’inverno. Un risultato seguito da un altro podio conquistato a Laguna Seca pochi giorni prima della gara di Spa. In Belgio, però, è arrivato finalmente il risultato atteso da tempo.
La strategia che ha cambiato la corsa
Le qualifiche non avevano lasciato immaginare una gara dominata dalle BMW, partite solamente dalla decima e undicesima posizione. All’interno del team, però, c’era la consapevolezza che il passo gara avrebbe potuto fare la differenza.
La svolta è arrivata grazie a una strategia aggressiva studiata sin dalle prime fasi della corsa. Durante il primo giro di soste, BMW e WRT hanno deciso di effettuare un rifornimento più breve sulla vettura numero 20, così da differenziare la strategia rispetto agli avversari.
La scelta ha permesso a Sheldon van der Linde, René Rast e Robin Frijns di sfruttare la pista libera, riuscendo così a esprimere tutto il potenziale della LMDh tedesca. Anche le neutralizzazioni successive hanno contribuito a favorire la strategia della BMW numero 20.
“Era sicuramente una scelta rischiosa all’inizio nel caso fosse entrata una safety car, ma siamo riusciti a costruire un vantaggio enorme con una vettura leggera e pista libera davanti a noi”, ha spiegato Vincent Vosse. “Questo ci ha aiutato molto e ci ha permesso di passare in testa e creare un margine importante. La scelta era quella di mettere meno carburante, come Toyota”.
Anche la BMW numero 15 in lotta per la vittoria
Se la numero 20 ha costruito il successo attraverso una strategia differente, anche la BMW numero 15 di Dries Vanthoor, Kevin Magnussen e Raffaele Marciello ha mostrato un ritmo competitivo per tutta la gara.
Un contatto con la Ferrari 499P numero 51 di Ferrari AF Corse ha rallentato momentaneamente la corsa della vettura tedesca, ma la decisione di non sostituire gli pneumatici nell’ultima sosta si è rivelata decisiva.
Alla ripartenza finale, Kevin Magnussen è riuscito a mantenere la seconda posizione resistendo fino alla bandiera a scacchi agli attacchi della Ferrari numero 50.
Le parole dei protagonisti
Al termine della gara, René Rast ha sottolineato quanto questo risultato fosse atteso all’interno del progetto BMW.
“Aspettavamo questo momento da tre anni”, ha dichiarato il pilota tedesco. “Tutti in BMW hanno lavorato duramente, ma siamo sempre stati leggermente indietro. Se qualcuno mi avesse detto questa mattina che avremmo lottato per una doppietta BMW, non ci avrei creduto, perché ieri ci mancava ancora un po’ di ritmo. Dopo la partenza ero, credo, undicesimo e stavo davvero faticando nel traffico, ma il team ha compiuto un miracolo dal punto di vista strategico“.
Anche Andreas Roos, responsabile di BMW M Motorsport, ha evidenziato il lavoro svolto sulla versione EVO della vettura.
“Abbiamo lavorato molto negli ultimi anni, soprattutto sull’aggiornamento EVO della vettura, in particolare sul passo gara, per rendere la macchina più prevedibile e costante per i piloti e permettere loro di mettere insieme giri veloci con continuità”, ha spiegato Roos. “Penso che questa sia stata una delle chiavi della vittoria. Siamo riusciti a portare le vetture nel clean air e i piloti hanno potuto completare stint molto veloci, permettendoci così di creare il gap e portare la macchina al comando“.
Ora l’obiettivo si sposta su Le Mans
In casa WRT resta ancora del lavoro da fare sul rendimento in qualifica, ma la doppietta ottenuta davanti al pubblico di casa rappresenta un’iniezione di fiducia fondamentale per l’intero progetto BMW Hypercar.
E ora, inevitabilmente, lo sguardo si sposta verso la 24 Ore di Le Mans, dove tra un mese BMW M Team WRT proverà a trasformare questo successo in qualcosa di ancora più grande.

