Il GP del Canada 1999 resta uno degli episodi simbolo della rivalità tra Schumacher e Hakkinen, con il tedesco costretto al ritiro dopo un errore fatale, contribuendo a dare vita al leggendario Wall of Champions

Canada 1999, il GP che rese immortale il Wall of Champions

Il GP del Canada 1999 resta uno degli episodi simbolo della rivalità tra Schumacher e Hakkinen, con il tedesco costretto al ritiro dopo un errore fatale, contribuendo a dare vita al leggendario Wall of Champions

Il Gran Premio del Canada del 1999 occupa un posto speciale nella storia della Formula 1, per la nascita del celebre “Wall of Champions”, il muro posto all’uscita dell’ultima chicane del circuito Gilles Villeneuve di Montreal. In quella domenica di giugno fu Michael Schumacher, leader della Ferrari e in corsa per il titolo mondiale, tra gli altri, a finire vittima della barriera che negli anni avrebbe punito alcuni dei più grandi campioni.

Schumacher arrivava a Montreal dopo il terzo posto ottenuto al Gran Premio di Spagna, risultato che aveva permesso a Hakkinen di allungare in classifica. Il weekend canadese, però, sembrava poter riportare il tedesco al comando del Mondiale. Fin dalle qualifiche la Ferrari F399 si dimostrò estremamente competitiva: Schumacher conquistò la pole position, precedendo la McLaren del rivale finlandese di appena 29 millesimi. Alle loro spalle si piazzò Eddie Irvine con l’altra Ferrari, mentre David Coulthard chiuse in seconda fila.

Alla partenza Schumacher difese con decisione la prima posizione, chiudendo immediatamente la porta a Hakkinen alla prima curva. Le fasi iniziali furono però condizionate da diversi incidenti. Jarno Trulli, autore di un’escursione fuori pista con la Prost, innescò un contatto che coinvolse Jean Alesi e Rubens Barrichello, costringendo la direzione gara a mandare in pista la Safety Car. Pochi giri più tardi la Safety Car tornò nuovamente in pista dopo l’incidente di Ricardo Zonta, finito contro le barriere all’uscita dell’ultima chicane, proprio nel punto destinato a diventare successivamente il Wall Of Champions.

Nonostante le interruzioni, Schumacher rimase leader della gara: il ferrarista riuscì progressivamente a costruire un margine di alcuni secondi su Hakkinen. Tuttavia, al 29° giro arrivò il momento decisivo del Gran Premio.

Il GP del Canada 1999 resta uno degli episodi simbolo della rivalità tra Schumacher e Hakkinen, con il tedesco costretto al ritiro dopo un errore fatale, contribuendo a dare vita al leggendario Wall of Champions

Nel tentativo di affrontare con aggressività l’ultima variante del tracciato, Schumacher salì in maniera troppo brusca sui cordoli. La Ferrari perse stabilità in uscita e terminò violentemente contro il muro esterno della curva finale. Sulla barriera campeggiava la scritta “Bienvenue au Québec”, immagine che divenne immediatamente ironica dopo il ritiro del tedesco.

Fu uno degli episodi che contribuì a rendere leggendario il “Wall of Champions”, chiamato così perché negli anni colpì piloti del calibro di Damon Hill, Jacques Villeneuve e proprio Michael Schumacher. Un errore minimo, ma sufficiente a compromettere una gara.

Con Schumacher fuori gioco, Hakkinen prese il comando e andò a vincere davanti a Giancarlo Fisichella e Eddie Irvine. Il risultato consentì al finlandese di tornare leader del campionato con quattro punti di vantaggio sul rivale della Ferrari.

Il GP del Canada 1999 resta uno degli episodi simbolo della rivalità tra Schumacher e Hakkinen, con il tedesco costretto al ritiro dopo un errore fatale, contribuendo a dare vita al leggendario Wall of Champions

Negli anni successivi, il “Wall of Champions” ha continuato ad alimentare la propria fama: anche altri piloti illustri finirono vittime dell’ultima chicane di Montreal. Tra questi Rubens Barrichello e Nick Heidfeld nel 2001, Juan Pablo Montoya nel 2006 e Kamui Kobayashi nel 2010.

Nemmeno Sebastian Vettel riuscì a evitare il muro canadese: il tedesco andò infatti a sbattere durante una sessione di prove libere del 2011. Tra gli incidenti più violenti resta inoltre impresso quello di Jenson Button nel 2005, quando il pilota britannico perse il controllo della sua BAR Honda finendo pesantemente contro le barriere. La lista dei nomi celebri coinvolti si è ulteriormente allungata negli anni successivi con Bruno Senna e Pastor Maldonado nel 2012, Carlos Sainz nel 2016 e Kevin Magnussen nel 2019. Episodi che hanno decisamente contribuito a rendere immortale il “Wall of Champions”, ancora oggi considerato uno dei punti più tecnici e imprevedibili del calendario di Formula 1.

Seguici sui nostri social

Rispondi