Il finale della stagione 2025 torna al centro del dibattito dopo le dichiarazioni dell'ex team principal della Red Bull, convinto che la rimonta fosse già stata impostata prima del suo addio.

Horner rivendica il finale del 2025: “Sarebbe andata così anche senza di me”

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Il finale della stagione 2025 torna al centro del dibattito dopo le dichiarazioni dell’ex team principal della Red Bull, Christian Horner convinto che la rimonta fosse già stata impostata prima del suo addio.

A quasi un anno dalla conclusione della sua lunga esperienza alla guida della Red Bull, Christian Horner è tornato a farsi vedere nel paddock della Formula 1 in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna. La sua presenza a Silverstone ha inevitabilmente riacceso le speculazioni sul suo futuro, che nelle ultime settimane lo hanno visto accostato a diverse squadre.

Il manager britannico era stato indicato come possibile candidato per ruoli in Aston Martin, Williams, Alpine e perfino Ferrari, durante le settimane di maggiore pressione attorno a Frédéric Vasseur. Oggi, invece, gli scenari più concreti sembrano essere un possibile approdo proprio in Aston Martin oppure il coinvolgimento in un nuovo progetto legato al costruttore cinese BYD.

Il finale della stagione 2025 torna al centro del dibattito dopo le dichiarazioni dell'ex team principal della Red Bull, Christian Horner convinto che la rimonta fosse già stata impostata prima del suo addio.

La stoccata alla Red Bull

Se il futuro resta ancora tutto da definire, Horner ha colto l’occasione del ritorno a Silverstone per tornare anche sul suo passato in Red Bull. L’ex team principal ha infatti rivendicato il lavoro svolto nella seconda parte del 2025, sostenendo che la crescita della squadra fosse già stata impostata prima della sua uscita di scena.

Le sue parole arrivano in un momento complicato per il team di Milton Keynes, reduce da settimane caratterizzate dai problemi legati all’ala posteriore “Macarena”, che hanno provocato due uscite di pista ad alta velocità per Max Verstappen nell’arco di otto giorni, oltre ai dubbi sullo sviluppo della monoposto e alle tensioni con l’entourage del quattro volte campione del mondo, che potrebbe anche esercitare la clausola di uscita anticipata prevista dal proprio contratto.

Intervistato dal quotidiano The Times, Horner ha spiegato: “Di solito ci vogliono dai 9 ai 12 mesi per vedere un cambiamento in una squadra di Formula 1, quindi tutto quello che è successo l’anno scorso si sarebbe evoluto nello stesso modo pure se fossi stato investito da un autobus e non mi avessero sostituito”.

Il finale della stagione 2025 torna al centro del dibattito dopo le dichiarazioni dell'ex team principal della Red Bull, Christian Horner convinto che la rimonta fosse già stata impostata prima del suo addio.

Un’affermazione che attribuisce il merito della rimonta del finale di stagione al lavoro svolto sotto la sua gestione. Pochi giorni dopo l’insediamento del nuovo team principal e amministratore delegato Laurent Mekies, infatti, la Red Bull aveva conquistato la Sprint Race di Spa dando il via a una significativa rimonta nei confronti di Lando Norris.

L’eredità e il desiderio di tornare

Horner ha poi riflettuto sul proprio percorso in Formula 1, sottolineando come il giudizio definitivo sul suo operato spetterà al tempo.

“Posso essere giudicato solo in base a ciò che ho fatto quindi, immagino, sarà la storia a decidere quale sarà la mia eredità. Ma non cerco complimenti, sono soddisfatto di me stesso per ciò che sono riuscito a fare”.

Infine, il britannico ha lasciato intendere che la sua esperienza nel Circus potrebbe non essere ancora conclusa.

“Non sento di avere il dovere di tornare, potrei tranquillamente diventare una nuova versione di Jeremy Clarkson. Ma c’è una parte di me che sente di non aver ancora finito con la F1”.


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