Martin Brundle analizza il GP d’Ungheria e spiega perché Lewis Hamilton ha perso il podio. Decisivo un episodio in pit lane, e non la penalità rimediata in qualifica.
Martin Brundle ne he convinto: non è stata la penalità di tre posizioni a compromettere il podio di Lewis Hamilton nel GP di Ungheria. Secondo la voce della Formula 1 inglese, il momento che ha realmente indirizzato il finale della gara del pilota Ferrari è arrivato durante l’ultima sosta ai box, quando un’azione apparentemente insignificante si è trasformata nel fattore decisivo della corsa.

Può interessarti anche: GP Ungheria, Hamilton penalizzato: 3 posizioni per impeding, scatterà 5°
Nell’appuntamento di Budapest, infatti, il sette volte Campione del Mondo è riuscito a concludere la gara alle spalle di Kimi Antonelli con un ritardo inferiore al secondo, quindi con buone possibilità di lottare per il gradino più basso del podio. Una successiva penalità rimediata durante il terzo e ultimo pit stop lo ha però fatto scivolare dalla quarta alla quinta posizione, alle spalle anche del compagno di squadra Leclerc.
L’episodio chiave, secondo Brundle, è da ricercarsi proprio durante la terza sosta ai box, quando il muretto Ferrari ha chiamato il #44 per montare gomma rossa approfittando della VSC. Hamilton ha cercato di rientrare in pista davanti ad Antonelli sfruttando ogni minimo margine disponibile all’uscita della corsia box. Il tentativo, però, non ha prodotto il risultato sperato: dopo opportune verifiche, la direzione gara ha infatti stabilito che il pilota Mercedes aveva raggiunto per primo la linea della Safety Car, il riferimento regolamentare che determina chi abbia il diritto di mantenere la posizione tra una vettura in uscita dai box e una già in pista.
Analizzando la gara nella sua rubrica per Sky Sports F1, Martin Brundle ritiene che proprio questo episodio abbia avuto un peso determinante nella lotta per il podio. “Si è scoperto che Lewis ha disattivato il limitatore di velocità una frazione di secondo prima nel tentativo di precedere Kimi Antonelli, che era già in pista, fino alla fondamentale linea della Safety Car che attraversa l’intero tracciato e stabilisce chi abbia il diritto di trovarsi davanti – il pilota che esce dalla pit lane oppure quello che sta correndo pista“.
“È stato stabilito che Antonelli aveva raggiunto quella linea con un leggerissimo anticipo e quindi Hamilton ha comunque dovuto cedergli la posizione. È stato un momento determinante nella lotta per il terzo posto e, proprio per questo, la decisione di considerare l’eccesso di velocità in pit lane come un potenziale vantaggio competitivo è stata corretta, per quanto il margine fosse minimo“.


