Honda ha riconosciuto di aver compreso la reale portata dei suoi problemi con la power unit 2026 solo a gennaio, poco prima dell’inizio della stagione. Shintaro Orihara, trackside manager e chief engineer del progetto, ha spiegato che fino alla fine del 2025 la situazione sembrava sotto controllo.
Il peso della nuova regolamentazione
Secondo Honda, una delle cause principali delle difficoltà risiede nella complessità del nuovo regolamento, che ha cambiato moltissimi aspetti in una sola volta. Orihara ha sottolineato che non esiste un singolo componente più critico, ma la combinazione di tutte le modifiche. La potenza dell’MGU-K è passata da circa 120 a 350 kW, il flusso di carburante del motore termico è stato modificato e l’MGU-H è stato eliminato. Questi cambiamenti hanno reso il progetto molto più complesso rispetto agli anni con Red Bull .

Affidabilità e prestazioni sotto tiro
Il deficit di potenza del motore termico è uno dei punti più evidenti. Il primo grosso aggiornamento è atteso per Zandvoort, dopo la pausa estiva, ed è mirato a migliorare il motore a combustione interna. Sul lato elettrico, Honda ha lavorato molto sull’efficienza, ma i cambiamenti hanno avuto un impatto forte sulla guidabilità. Le vibrazioni anomale, emerse già nei test invernali, hanno ulteriormente complicato lo sviluppo .
Il ruolo di Adrian Newey e la strategia tecnica
In questo contesto, diventa cruciale anche il lavoro di Adrian Newey, arrivato ad Aston Martin proprio per guidare la svolta tecnica del team. Il designer britannico si trova a dover coordinare lo sviluppo del telaio con le limitazioni imposte dalla power unit Honda, cercando soluzioni aerodinamiche che possano compensare almeno in parte il deficit di potenza. Newey ha già anticipato che la priorità è massimizzare l’efficienza del pacchetto globale, riducendo la resistenza all’avanzamento e migliorando il carico aerodinamico nelle zone dove il motore soffre di più. Una strategia che potrebbe permettere ad Aston Martin di avvicinarsi ai team di metà classifica, anche se il salto di qualità vero dipenderà dai progressi di Honda nei prossimi mesi.

Un progetto che richiede tempo
Honda sa che il ritorno ai livelli desiderati richiederà tempo. Orihara ha ammesso che, pur avendo capito già a fine 2025 di non essere competitivi, il team non si aspettava una situazione così grave. Per Aston Martin, la crisi Honda ha pesato moltissimo sulla prima parte di stagione. Il pacchetto portato in Ungheria ha migliorato il telaio, ma il cuore del problema resta la power unit, che dovrà dimostrare di poter reggere il passo nella seconda metà del mondiale.

