La rivoluzione delle vetture 2026 ha portato tantissime critiche sin da inizio anno. Tra queste, tanti dicono che è cambiato troppo il modo di guidare. E Pierra Gasly è d’accordo.
Ormai lo sappiamo, le critiche sul nuovo regolamento 2026 non si sprecano. Ormai tutti gli addetti ai lavori hanno avuto modo di dire la loro, e il quadro che è stato dipinto fino ad ora è che probabilmente si è persa l’arte di guidare una vettura di F1, intesta come la ricerca del limite in ogni singola curva di un circuito. Non si spinge più al massimo, ed è d’accordo anche Pierre Gasly.
“Ogni volta che esci da una curva e hai piena potenza, è un feeling veramente unico” dice Gasly. “È una qualcosa di cui non ti stufi mai. Ora con tutti i discorsi sulla batteria, non mi voglio soffermarci perché non ne sono per nulla un grande fan, e non voglio entrare nel dettaglio” ha tagliato corto il francese, che ha lasciato trasparire una certa insofferenza verso un sistema di propulsione che pare essere diventato troppo difficile da comprendere anche per i piloti, figurarsi per chi guarda dalle tribune in pista o da casa.
Gasly non è stato l’unico pilota a sollevare questa questione, ma è l’ultimo di una lunga fila di addetti ai lavori che da inizio anno ha dato voce ad una frustrazione non di poco conto. I piloti ora sono tenuti a fare in modo che durante un giro, la batteria non si scarichi a tal punto da lasciarli senza potenza nei rettlinei o nei curvoni veloci, andando quindi a snaturare un po’ l’essenza di questo sport.

“Penso che ci siamo spinti troppo oltre. Ora abbiamo tante cose da gestire e dobbiamo guidare in maniera efficiente. E ciò non significa per forza andare il più veloce possibile nelle curve.” E non si tratta solo di cercare di preservare il meglio possibile la batteria, ma come ha spiegato Gasly, e come si è potuto vedere fin qui, lo studio sul management da fare in un singolo giro non è indifferente.
“Nel fare management, bisogna capire in quali curve si può spingere al massimo e in quali invece è meglio tenersi un po di margine per poi ritornare sull’acceleratore e avere un miglior tempo sul giro”.
Un modo di guidare che secondo Pierre, è abbastanza innaturale. “Se chiedete a me, dal giorno in cui ho iniziato ad andare coi kart a 6 anni c’è sempre stata una sola regola: quando sei al volante, nelle curve devi andare il più veloce possibile. E penso che debba rimanere così”.

Le vetture, però sono così avanzate che nonostante richiedano lo sforzo mentale da parte dei piloti di non spingere sempre al massimo, riescono comunque ad affrontare le curve ad una velocità spaventosa, rimanendo comunque le auto più veloci ed eccitanti del Motorsport, ed è con questa nota che Gasly ha chiosato sulla questione. “Abbiamo comunque tanto downforce sulla vettura. Quindi per esempio a Maggotts e Becketts affrontiamo comunque le curve a circa 270-280 Km/h e raggiungiamo comunque i 5G di forza laterale. È un feeling che non puoi trovare da nessun’altra parte se non su una F1”.

