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F1 | Norris a Baku: “Non devo più dimostrare nulla a me stesso”. E la stoccata alla F1: “Troppa gestione batteria, non è guida vera”

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Lando Norris arriva al Gran Premio d’Azerbaigian con una consapevolezza nuova: quella del campione del mondo che non deve più dimostrare nulla a se stesso. Alla vigilia del weekend di Baku, il pilota McLaren ha parlato della trasformazione interiore dopo il mondiale conquistato, ma non ha risparmiato critiche alla gestione energetica delle monoposto 2026.

“Ho vinto, ora ho certezza interiore”

“Non sono più il pilota che deve dimostrare tutto a sé stesso”, ha esordito Norris con la disarmante trasparenza di sempre. “Ho sempre fatto fatica a credere di poter vincere una gara in F1, finché non l’ho vinta. E ho fatto fatica a credere di avere ciò che serve per vincere un Mondiale, finché non l’ho vinto”. Secondo il britannico, la vittoria del titolo gli ha tolto dalle spalle un peso invisibile: “Non so se sia una questione di pressione o semplicemente il fatto che riesco a mettermi meno in discussione. Ora ho quella certezza interiore e quella fiducia che avrei voluto avere prima, ma non sono fatto così. Non è una questione di pressione: è maturità, è capacità”.

Lando Norris vincente in Olanda

La stoccata alla gestione energetica

Tra i temi caldi del weekend, Norris non ha fatto sconti sulle recenti decisioni riguardanti i tagli alla durata delle gare per la gestione dell’energia e delle batterie: “Ridurre le gare non serve per spingere di più, ma per evitare di doversi preoccupare costantemente della batteria come quest’anno, che è ciò che noi piloti desideriamo”. La critica è diretta al regolamento 2026: “È un buon compromesso per rendere il nostro sport migliore, per far sì che si basi più sulla guida vera piuttosto che su chi gestisce meglio l’energia. La F1 non è questo: deve mostrare quali piloti riescono a estrarre il massimo dalla vettura”.

Il peso della voce nel paddock

Sul piano politico e del proprio peso nel paddock dopo la vittoria iridata, Norris mantiene i piedi per terra: “La GPDA rappresenta tutti i piloti, ma è chiaro che ora forse la mia voce viene ascoltata di più. È qualcosa che ti guadagni con il rispetto di un Mondiale vinto, ed è bello”. “Tuttavia, il mio contributo non è mai di parte: non parlo per me stesso, ma sono sbilanciato a favore dei piloti e dei tifosi, più che delle regole commerciali”.

Lando Norris sul podio

Monaco, Malesia e i calendari

Non sono mancate le battute sui calendari e sui cambi di tracciato, come la decisione di far correre la Sprint a Monaco o l’imminente ritorno in Malesia: “Onestamente non spetta a me decidere dove si corre, è inutile sprecare tempo a pensarci. Però ci sono posti migliori dove gareggiare, tracciati dove si può effettivamente sorpassare”. Sulla Malesia, Norris ha mostrato entusiasmo: “Per la Malesia sono entusiasta: la guardavo da piccolo e ricordo quando facevo il lavoro al simulatore per Fernando e Stoffel, entrando in fabbrica a mezzanotte per girare fino alle sette del mattino”

Il test sulla Hypercar McLaren? “F1 old school”

Infine, Norris ha parlato del recente test effettuato sull’Hypercar della McLaren per la stagione WEC 2027: “Non avevo grandi aspettative, volevo solo divertirmi. Ma il livello di dettaglio è pazzesco: sotto certi aspetti c’è molta più libertà d’azione e di regolazione elettronica sulla Hypercar rispetto a una F1 moderna, dove siamo molto più limitati”. “Assomiglia un po’ alla F1 ‘old school’. È una vettura pesante, con meno carico, ma resta veloce ed emozionante”.

Lando Norris alle prese con l'hypercar

“Il mio futuro? Sempre la F1”

Sulle proprie priorità, Norris è stato chiarissimo: “Il mio futuro? Salire su altre auto per imparare stili diversi e capire cosa puoi portare indietro per guidare meglio qui. Tutto quello che faccio serve a farmi essere più concentrato sul mio vero lavoro, che è e sarà sempre la Formula 1”. E ha chiuso con una dichiarazione netta: “Non sacrificherò mai nulla della F1 per altro”

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