Max Verstappen torna all’attacco sulle power unit 2026 e guarda già al futuro sperando in un ritorno al V8
Max Verstappen non ha mai nascosto le proprie perplessità nei confronti della nuova generazione di monoposto di Formula 1. Con il cambio regolamentare del 2026, il quattro volte campione del mondo ritiene che sia cambiato radicalmente anche il modo di guidare, a suo giudizio a discapito della componente più pura e naturale della guida.
Il problema, secondo Verstappen, è soprattutto il modo in cui la gestione dell’energia condiziona le traiettorie e gli input del pilota.
“Storicamente, il pilota più aggressivo, quello che frena più tardi, torna prima sul gas e si prende maggiori rischi nelle curve veloci, viene premiato. È così che si guadagna tempo. Ora, invece, devi continuamente pensare a quanto devi rallentare in una determinata curva, quando accelerare, se frenare prima o alzare il piede per avere più velocità in rettilineo. È qualcosa di innaturale. Non è così che dovrebbe essere.”

“Guardate Yuki. Sale su una macchina che non aveva mai guidato prima ed è subito competitivo. Liam passa dalla Racing Bulls alla Red Bull e anche lui riesce immediatamente a essere competitivo. Senza nulla togliere a loro, credo che sia anche perché queste macchine sono diventate poco sensibili agli input del pilota.”
Secondo l’olandese, naturalmente, la differenza tra i piloti continua a esistere, ma è molto più difficile esprimerla attraverso la guida.
“Devi comunque fare un buon giro e devi avere coraggio. I piloti più veloci emergeranno sempre. Ma il margine è davvero limitato. È come se ci fosse una sorta di morsa che ti tiene fermo: sei costantemente frenato.”
Il pilota olandese spera comunque che la situazione possa migliorare nei prossimi anni. La quota di energia elettrica delle power unit scenderà progressivamente dal 47% attuale al 42% nel 2027 e al 40% nel 2028, una modifica che potrebbe rendere le vetture più vicine alla filosofia di guida auspicata da Verstappen.

“Ho deciso di continuare sperando che in futuro possa andare meglio. Bisogna accettare la situazione attuale, perché amo ancora profondamente questo sport. In questo momento non amo particolarmente guidare queste macchine, ma amo la competizione. Spero che da qui al 2030 le cose possano migliorare.”
E quando gli viene chiesto quale motore vorrebbe vedere in Formula 1 nei primi anni del prossimo decennio, la risposta è netta: “Dovremmo tornare a un V8, anche solo per la guidabilità. Quando provi le vecchie macchine non riesci a immaginare quanto sia diversa la risposta del motore e quanto sia migliore la sensazione alla guida. Rispetto a quelle vetture, è difficile non rendersi conto di quanto sia terribile la situazione attuale.”

