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F1 | Incidente Bottas: La scelta della FIA fa discutere

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A Baku la FIA ha scelto la doppia bandiera gialla mentre Russell e Verstappen erano in lotta per la vittoria

Il GP dell’Azerbaigian 2026 si è concluso con una situazione che merita un’analisi al di là del risultato sportivo. Mentre George Russell e Max Verstappen si giocavano la vittoria fino agli ultimi metri, Valtteri Bottas è finito contro le barriere nell’ultimo giro.

La Direzione Gara ha scelto di non neutralizzare completamente la corsa, esponendo la doppia bandiera gialla nella zona dell’incidente. Russell e Verstappen hanno quindi attraversato quel tratto per poi proseguire verso il terzo settore e completare il giro.

Ed è proprio questa decisione a sollevare una questione: la doppia bandiera gialla era sufficiente per garantire la sicurezza in quel momento?

Una situazione di pericolo da non sottovalutare

La doppia bandiera gialla impone ai piloti di ridurre significativamente la velocità, essere pronti a cambiare direzione e, se necessario, fermarsi. Non si tratta quindi di una segnalazione puramente simbolica.

Tuttavia, la situazione diventa più delicata quando una vettura è ferma contro le barriere e le altre monoposto devono transitare nella stessa zona.

A Baku il problema assume un peso ancora maggiore perché Russell e Verstappen non stavano semplicemente completando il giro a distanza di sicurezza: erano ancora coinvolti nella lotta per la vittoria. Al traguardo il pilota Mercedes ha preceduto Verstappen di appena 0,196 secondi.

FIA Russell Verstappen Bottas muro gialla

Questo non significa che i due piloti abbiano necessariamente ignorato le prescrizioni della doppia gialla. La questione è piuttosto capire quanto sia efficace una neutralizzazione locale quando le vetture stanno ancora disputando una gara ad altissima intensità.

Perché non VSC o Safety Car?

Una VSC avrebbe imposto una neutralizzazione più ampia, riducendo il margine di rischio per tutti i piloti e impedendo una lotta diretta fino alla bandiera a scacchi. Una Safety Car, invece, avrebbe congelato ulteriormente la situazione.

La FIA non è però obbligata a utilizzare automaticamente una di queste procedure ogni volta che una vettura finisce contro le barriere. La decisione dipende dalla posizione della macchina, dalla presenza di detriti, dall’eventuale necessità di intervento dei commissari e dal livello di pericolo valutato dalla Direzione Gara.

Ed è proprio qui che si concentra il dubbio relativo a Baku: se Bottas si trovava in una posizione sufficientemente esposta da rappresentare un pericolo per le vetture in arrivo, era davvero sufficiente chiedere ai piloti di rallentare localmente?

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Una decisione da valutare dal punto di vista della sicurezza

I precedenti dimostrano che la FIA ha adottato soluzioni differenti in situazioni simili. In alcuni casi un incidente all’ultimo giro ha portato alla VSC, in altri la gara è proseguita con una gestione locale del pericolo.

Ma il confronto con il passato non è il punto principale.

A Baku la questione riguarda il rapporto tra spettacolo e sicurezza. Russell e Verstappen hanno potuto giocarsi la vittoria fino all’ultimo metro, ma per permettere alla gara di proseguire la Direzione Gara ha scelto di affidarsi alla doppia gialla nella zona dell’incidente.

Senza una spiegazione ufficiale più dettagliata della Direzione Gara, non è possibile stabilire che la scelta sia stata irregolare o contraria alle procedure. È però legittimo chiedersi se una vettura a muro nell’ultimo giro, attraversata da due piloti ancora in lotta per la vittoria, rappresentasse una situazione nella quale una neutralizzazione più ampia avrebbe offerto un margine di sicurezza maggiore.

Ed è questa, più del risultato finale, la domanda che il finale del GP di Baku lascia alla Formula 1.

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