Sepang 2012 Alonso vittoria

Sepang 2012: Alonso padrone della tempesta

Sepang 2012 è una gara sospesa dalla pioggia, riscritta dalle strategie e decisa negli ultimi giri: al centro di tutto c’è Fernando Alonso, che porta una Ferrari sfavorita sul gradino più alto del podio

Il 25 marzo 2012, sul circuito di Sepang, Fernando Alonso conquistò una delle vittorie più sorprendenti della sua esperienza in Ferrari. La F2012 non era la macchina da battere e il weekend malese aveva confermato le difficoltà già emerse nelle prime gare della stagione. In qualifica, Lewis Hamilton aveva conquistato la pole position con la McLaren, mentre Alonso era riuscito a ottenere soltanto l’ottavo posto. La Ferrari non sembrava destinata a lottare per la vittoria.

Poi, come spesso accade a Sepang, arrivò la pioggia.

Il cielo sopra il circuito si aprì proprio poco prima della partenza, i piloti scelsero quasi tutti le gomme intermedie, ma l’intensità dell’acquazzone aumentò in pochi minuti. Tra i primi a reagire ci fu Sergio Pérez, partito dalla nona posizione con la Sauber, che rientrò ai box già al termine del primo giro per montare le gomme da bagnato.

Sepang 2012 Alonso vittoria
Foto di Ausmotive

Hamilton riuscì inizialmente a mantenere il comando, mentre alle sue spalle la classifica cominciava a cambiare rapidamente. La visibilità diventava sempre più scarsa e l’acqua si accumulava sull’asfalto. Al settimo giro entrò in pista la Safety Car e due giri più tardi arrivò la decisione della direzione gara: bandiera rossa.

Le monoposto tornarono sulla griglia e rimasero ferme per circa cinquanta minuti. Per i team fu una pausa insolita, quasi surreale. I meccanici proteggevano le vetture dalla pioggia mentre i piloti aspettavano la decisione sulla ripartenza. Alonso aveva davanti a sé una nuova gara da costruire.

Sepang 2012 Alonso vittoria
Foto di Ausmotive

La ripartenza

Quando la gara riprese, ancora dietro la Safety Car, la pista era ancora bagnata ma le condizioni cominciavano lentamente a migliorare. Le gomme full wet lasciarono progressivamente spazio alle intermedie e, soprattutto, le strategie dei pit stop iniziarono a fare la differenza.

Alonso riuscì a sfruttare perfettamente quel momento e dopo le varie soste, lo spagnolo si ritrovò al comando della gara. Alle sue spalle c’era Pérez. La Sauber del messicano si era trasformata nella sorpresa del pomeriggio. Partito nono, Pérez aveva interpretato alla perfezione le prime fasi della gara sul bagnato e ora si trovava nella posizione di poter contendersi la vittoria con un campione del mondo. Hamilton era terzo, mentre dietro di lui si trovavano Mark Webber e Kimi Räikkönen.

Alonso, però, non si fece sorprendere. Cominciò a costruire un margine, arrivando ad avere diversi secondi di vantaggio. La gara sembrava finalmente sotto controllo. Tuttavia, con il passare dei giri parte della pista si asciugò. Le intermedie cominciarono a perdere efficacia e le squadre dovettero affrontare una nuova scelta: continuare con pneumatici da bagnato oppure rischiare le slick.

Daniel Ricciardo fu tra i primi a montare gomme da asciutto e i suoi tempi mostrarono che fosse la scelta giusta. Alonso rientrò al giro 40 per montare le gomme medie. Pérez rimase in pista un giro in più e poi effettuò la sosta, tornando all’inseguimento.

La differenza, però, era ormai minima. Pérez cominciò a recuperare secondi a ogni giro. La Sauber era velocissima e Alonso doveva gestire una pressione che fino a pochi minuti prima sembrava impensabile. Il distacco diminuì rapidamente: cinque secondi, poi tre, poi meno di due.

A pochi giri dalla fine Pérez era ormai a ridosso della Ferrari. Alonso era consapevole che un solo errore avrebbe potuto cancellare una vittoria costruita durante quasi due ore di gara.

Poi, al giro 50, fu Pérez a sbagliare. La Sauber perse aderenza su una parte ancora umida del circuito e il messicano finì lungo, lasciando per strada diversi secondi. Alonso ebbe così il margine necessario per respirare e affrontare gli ultimi giri senza essere più sotto attacco diretto.

Dopo 56 giri, la bandiera a scacchi decretò la vittoria di Alonso. Pérez arrivò secondo a soli 2,263 secondi, Hamilton completò il podio.

Sepang 2012 Alonso vittoria

Per Alonso era la 28ª vittoria in Formula 1 e, soprattutto, un successo che gli permise di conquistare la leadership del campionato con 35 punti. La Ferrari aveva trasformato una situazione complicata in un trionfo grazie alla gestione della gara, alla strategia e alla capacità del suo pilota di rimanere lucido nel caos.

Eppure, proprio dopo una vittoria tanto importante, Alonso scelse di ridimensionarne il significato. “The win changes nothing”, dichiarò nel dopogara. La vittoria era una notizia positiva, ma non cambiava il problema di fondo: la Ferrari non aveva ancora una macchina abbastanza competitiva.

La vittoria di Sepang, quindi, non rappresentava la soluzione ai problemi della F2012. Era piuttosto una straordinaria parentesi nel mezzo di una stagione che, dal punto di vista tecnico, aveva ancora molto da raccontare.

Quel giorno Alonso non aveva la macchina più veloce. Ha avuto, però, la capacità di trasformare una gara imprevedibile nella sua gara.

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