La F1 amplia il format della Sprint Race a dieci appuntamenti nel 2027 e sceglie anche Monte Carlo, dove sorpassare è quasi una missione impossibile
Dieci Sprint nel calendario 2027, quattro in più rispetto alle sei disputate negli ultimi anni. E tra le novità ce n’è una che fa particolarmente discutere: Monaco. Il circuito più famoso della Formula 1 per la difficoltà nei sorpassi ospiterà per la prima volta una gara Sprint. Sì, avete letto bene: Monte Carlo.
La Formula 1 ha ufficializzato mercoledì il calendario 2027: 24 Gran Premi distribuiti su 22 Paesi e 10 weekend Sprint, il numero più alto mai raggiunto. Il format, introdotto nel 2021, passa quindi da sei appuntamenti a dieci.
Le dieci Sprint saranno ospitate da Bahrain, Australia, Giappone, Canada, Monaco, Gran Bretagna, Italia, Brasile, Qatar e Abu Dhabi. Per Bahrain, Melbourne, Suzuka, Monaco e Yas Marina sarà un debutto assoluto nel format; per Montreal, Silverstone, Monza, Interlagos e Lusail invece non sarà la prima volta.
La scelta della Formula 1 non modifica soltanto il numero delle sprint, ma anche la distribuzione durante la stagione.

Se il calendario procederà secondo i piani, il Gran Premio del Bahrain del 14 marzo sarà la prima Sprint dell’anno e anche la prima gara della stagione. Un particolare non trascurabile, soprattutto considerando che i team arriveranno al primo weekend di gara dopo una sola sessione di test pre-stagionali di quattro giorni, prevista proprio in Bahrain dal 24 al 27 febbraio.
La Sprint tornerà poi immediatamente in Australia e Giappone, terza e quarta tappa del campionato. Dopo il Canada, il calendario porta la novità più curiosa di tutte: la Sprint Race a Monaco.
Il circuito cittadino di Monte Carlo è stretto e riuscire a completare un sorpasso è spesso un’impresa. La gara della domenica è fortemente condizionata dalla posizione conquistata in qualifica, tanto che il sabato è spesso considerato più importante della gara stessa.
E allora perché una sprint?
La spiegazione fornita dalla Formula 1 è legata proprio alla particolarità di Monaco: il weekend offrirà due sessioni di qualifica, aumentando la quantità dell’azione sul circuito. Si avranno quindi una qualifica per determinare la griglia della Sprint e una seconda qualifica per stabilire quella del Gran Premio.
In altre parole, se a Monaco i sorpassi sono difficili, la Formula 1 punta a rendere ancora più importante ciò che accade prima della gara.

E c’è un ulteriore elemento: la Sprint assegna punti, fino a otto al vincitore. Un pilota che dovesse vincere sia la Sprint sia il Gran Premio potrebbe quindi raccogliere fino a 33 punti nello stesso weekend, contro i 25 ottenibili in un normale fine settimana. Il rovescio della medaglia è che i piloti avranno meno tempo per prendere confidenza con un circuito particolarmente ostico: il venerdì mattina resta l’unica sessione di prove libere prima della Sprint Qualifying.
Proprio la distribuzione degli appuntamenti crea un’altra particolarità: tre delle ultime quattro gare della stagione saranno Sprint, con Brasile, Qatar e Abu Dhabi. Anche l’inizio sarà particolarmente intenso: Bahrain, Australia e Giappone saranno tre delle prime quattro gare e tutte prevederanno il format breve.
La risposta ufficiale è soprattutto nei dati sull’interesse del pubblico. Secondo la Formula 1, i weekend Sprint hanno registrato una audience complessiva superiore del 12% rispetto ai weekend senza Sprint; inoltre, la Sprint Qualifying risulterebbe fino a tre volte più popolare tra i tifosi rispetto alle prove libere. F1 afferma inoltre che l’82% degli spettatori presenti a un weekend Sprint considera il format un valore aggiunto per il biglietto e che il 75% dei fan ritiene che le Sprint aggiungano valore al calendario.
Insomma, nel 2027 la F1 proverà ad aumentare la quantità di azione in pista. E lo farà anche nel luogo forse meno intuitivo possibile.

