L’ultimo Rally di Sardegna del WRC ci regala un finale shock, con Elfyn Evans che viene incoronato Campione del Mondo 2026 a scapito di Oliver Solberg, arrivato a due curve dal titolo.
Di tutti i finali che ci si sarebbe potuti prospettare, sicuramente quello visto in Sardegna non era uno di quello. L’era delle Rally1 si chiude con un finale shock che regala il titolo piloti WRC ad Elfyn Evans, che dopo tanti tentativi entra nell’albo d’oro, 25 anni dopo il titolo di Richard Burns. Ecco il Post-Rally.
Senza parole
Non c’è miglior titolo per descrivere quanto successo nella Power Stage di domenica. Ma prima, riavvolgiamo un attimo il filo. In Sardegna, Elfyn Evans, Sami Pajari e Oliver Solberg si presentano tutti e tre a caccia del titolo mondiale. Il gallese guida la classifica con 17 punti di vantaggio sul finlandese e 21 sullo svedese.
Evans, complice la road position, non parte benissimo mentre Solberg inizia a martellare forte prendendosi al sabato la leadership del rally. Oliver è in un incredibile stato di grazia, e il terzo contendente Pajari fatica a stargli dietro, defilandosi dalla lotta speciale dopo speciale, lasciando che diventi affare degli altri due compagni di squadra.
Elfyn tiene duro e mantiene la 5a posizione, ma Solberg ha il coltello dalla parte del manico, visto che ci sono ancora in palio i punti del Super Sunday e della Power Stage. Alla vigilia della domenica, Evans è davanti a Solberg di soli 6 punti, con ancora 10 in palio da distribuire.

La domenica i due danno il tutto per tutto. Solberg però ha una marcia in più questo weekend, e vola prendendosi subito la testa del Super Sunday, mentre Evans fatica a tenergli testa. Nella penultima prova, poi, il gallese è costretto a fermarsi per sostituire una gomma causa foratura. Un’altra volta, sembra che il fato non sia dalla sua parte.
I due si presentano in Power Stage con Solberg che un’occasione d’oro. Infatti, gli basta terminare davanti ad Elfyn per laurearsi campione. Viceversa, Evans deve tenere dietro Solberg. Il gallese non porta a termine una buonissima prova, e infatti se ne accorge subito, iniziando a mettersi il cuore in pace.
Dietro, Oliver arriva come un treno ed è in procinto di chiudere davanti al compagno. Gli mancano solo due curve, 100 metri, ma il motorsport a volte sa essere crudele. Il figlio di Petter tocca una banchina a lato della strada e la Yaris si intraversa, mandandolo fuori strada sotto gli occhi increduli di tutto il Parco Assistenza e dei fan di tutto il mondo. Oltre il danno, la beffa di vincere comunque il rally, con l’obbligo di presentarsi, lacrime agli occhi, sul gradino più alto del podio.
Elfyn è campione del mondo 2026, lì dove la sua carriera nella massima serie è iniziata, 13 anni. Allora, un giovanissimo Elfyn si apprestava a cominciare la prima esperienza nel WRC, alla guida della Fiesta RS WRC di M-Sport, nell’edizione 2013 della Sardegna. Oggi, proprio qui il cerchio, fatto anche di tante sfortune, si chiude.
E questo 2026?
Finito il racconto, passiamo ad una breve analisi. Chi ha, o avrebbe meritato il titolo? Se guardiamo chi ha fatto meglio nell’arco di tutto l’anno, fatto meno errori e guidato con più costanza, allora sicuramente Elfyn Evans. Il gallese ha guidato benissimo per quasi tutto l’anno, pagando sempre la road position e rimanendo comunque quasi sempre in zona podio.
Inoltre, probabilmente sarebbe stato un piccolo furto se, dopo tutti i tentativi degli anni scorsi, il britannico non avesse coronato il sogno di una vita. Oltretutto, essendo stato uno dei migliori interpreti delle Rally1, sarebbe stato forse poco giusto che non si aggiungesse all’albo d’oro dei campioni con la Yaris.

Solberg, nell’ultima parte dell’anno ha guidato molto bene e ha dimostrato tutto il suo talento, come fatto a Monte-Carlo. Paga caro, però, i tanti errori della seconda parte di stagione, dove mentalmente ha switchato in modalità OFF troppe volte, combinando errori anche molto grossolani e lasciando per strada tanti punti. Ecco perché, forse, il mondiale sarebbe stato più una combinazione di velocità tirata fuori all’ultimo ed errori altrui, piuttosto che un vero titolo meritato.
E, forse, più di Oliver avrebbe meritato Sami Pajari. Monte-Carlo a parte, Sami ha cambiato completamente faccia rispetto all’anno scorso ed ha inanellato una serie di risultati stratosferici, oltre a tre vittorie di fila che lo hanno visto diventare uno dei big del mondiale. Sul finale ha forse un po’ mollato dando spazio a Solberg, portando comunque la lotta fino alla fine. Però, per l’anno che ha fatto avrebbe sicuramente meritato.
Addio Rally1
Non c’è molto altro da dire, se non che vanno definitivamente in pensione le vetture Rally1. Auto che, sia nella versione ibrida che non, ci hanno regalato tanti bei momenti di Motorsport e grazie alla loro potenza si sono conquistate un posto nel cuore di tutti i fan. Tornare indietro sarà dura.C
Così come è dura prevedere che fine faranno i piloti Hyundai. Thierry Neuville ha l’onore di chiudere in bellezza il capitolo coreano vincendo la Power Stage, abbassando le serrande sul progetto iniziato nel 2014. Il futuro? Ancora non è chiaro. Forse vedremo delle Hyundai in veste non ufficiale. Però, nulla è stato per ora annunciato, ed è incerto anche il futuro del campione del mondo 2024.

Un altro in dubbio è Adrien Fourmaux, che chiude l’anno senza vittorie e quindi senza la possibilità di vincere un rally su una Rally1. Obiettivo non raggiunto per il francese, che però ha dimostrato di essere uno dei più veloci del parco e un vero talento, mettendo tante volte delle grandi pezze ad un i20 che ha avuto un’involuzione non indifferente negli ultimi due anni.
Come per Neuville, di Adrien ancora non sappiamo i programmi per il 2027, anche se pare abbia parlato con tante squadre. Ovviamente meriterebbe un posto su una WRC27, e quindi vedremo se e dove si accaserà.
Stesso discorso per i due di M-Sport, che potrebbe confermarli sulla Fiesta dell’anno prossimo come no. Josh McErlean e Jon Armstrong hanno avuto belli e brutti momenti a fasi alterne, e hanno comunque svolto un discreto lavoro per la vettura che si sono ritrovati tra le mani, sicuramente al di sotto di Toyota e Hyundai. Tutto è ancora apertissimo.
WRC-2
Giusto per onor di cronaca, a vincere il rally per la categoria WRC-2 è Roope Korhonen, che con questo risultato chiude il campionato in 2a posizione dietro a Robert Virves, 2° invece in Sardegna a soli 7 decimi dal finlandese. L’estone può comunque ritenersi più che soddisfatto di questa grande stagione che lo ha visto conquistare ben quattro eventi.
3° Gus Greensmith che precede Kajetan Kajetanowicz, con Roberto Daprà in top 5 dopo un rally sicuramente più difficile di quanto potesse immaginarsi. Il trentino, però, ha comunque chiuso l’anno con un bel piazzamento, assicurandosi anche la Top 10 della classifica WRC-2 finale. In top 10 del rally anche altri due italiani, Simone Romagna e Giovanni Trentin.
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