La gara corsa sul tracciato di Austin dà spazio ad alcune considerazioni interessanti: andiamo a vederle insieme
Con il GP degli Usa corso ieri, si è concluso il secondo weekend statunitense di F1. Sul COTA a trionfare è stato Kimi Antonelli che ha bissato il successo ottenuto in Florida chiudendo la corsa con 13” di vantaggio su Leclerc, autore di un’ottima gara. Terza posizione per Verstappen che nel finale si è dovuto guardare dal ritorno di Hamilton.
Alla vittoria di Antonelli e alla grande gara di Leclerc, tuttavia, si accompagnano le prestazioni di Piastri e Russell che hanno chiuso rispettivamente in settima e ottava posizione. E ancora: la strategia della Red Bull e l’incidente di Albon e Alonso che ha fatto infuriare lo spagnolo.
Andiamo, dunque, a vedere nel dettaglio ciascuno dei temi sopra citati.
Sommario
1) Antonelli vince, titolo rimandato in Messico?
Quello di Austin era il primo “match point” mondiale per Antonelli: l’italiano si sarebbe potuto laureare campione del mondo al COTA se avesse guadagnato 23 punti su Russell e 14 su Hamilton. Il pilota Mercedes, partito dalla pole position, è andato a stravincere il GP degli USA, gestendo molto bene le gomme e chiudendo la gara con una sola sosta ai box a differenza delle altre vetture di testa (come Verstappen e Leclerc).

Vittoria sì ma per il titolo Antonelli dovrà aspettare (almeno) il GP del Messico: se Russell dovesse vincere il prossimo GP, al numero 12 della Mercedes basterà arrivare nono; senza una vittoria dell’inglese gli basterà il decimo posto.
Al netto di tutte le combinazioni, quel che è certo è che Antonelli ad Austin è stato autore di un’ottima gara. Per il titolo iridato manca ormai pochissimo: l’italiano festeggerà il mondiale a Città del Messico?
2) Ferrari: doppio podio sfumato ma buona la strategia
Ad Austin è arrivato il terzo podio consecutivo per la Ferrari: dopo i GP del Bahrain (corso in Malesia) e di Singapore, la Rossa ha chiuso nuovamente in top 3 anche al COTA. A salire sul podio è stato Leclerc che ha ottenuto la seconda posizione al termine di un’ottima gara.
Da sottolineare, in particolar modo, la partenza del monegasco che era riuscito a sopravanzare Verstappen con un gran sorpasso nel primo settore. Anche la strategia di gara è stata buona: Leclerc ha montato la gomma gialla ni primi due stint per poi montare la gomma hard nel finale e sopravanzare Verstappen.
Nota a margine: nonostante qualche difficoltà col bilanciamento, buona anche la gara di Hamilton che arriva ad un passo dal terzo posto e dalla possibilità di fare doppio podio per la Ferrari.
3) Verstappen e l’errore della gomma rossa
Se da un lato Leclerc è riuscito ad ottimizzare il risultato con un’ottima strategia, lo stesso non si può dire per Verstappen. L’olandese, che partiva al fianco di Kimi Antonelli, era stato superato dal monegasco in partenza ma era riuscito a mantenere la terza posizione su Hamilton. Dopo le prime fasi, però la gara di Verstappen è stata molto complicata.

Non ha pagato, infatti, la scelta di fare i primi due stint con la gomma rossa: le simulazioni non indicavano questo compound come quello ideale da utilizzare in gara. Un errore strategico per la Red Bull che ha compromesso la seconda posizione dell’olandese e che ha rischiato di farlo finire addirittura giù dal podio negli ultimi giri.
A fine gara Verstappen, decisamente deluso, ha dichiarato che “avrebbe chiarito la strategia con il team”: l’olandese tornerà alla vittoria nel GP del Messico?
4) Le prestazioni di Piastri e Russell
Probabilmente i due piloti più in difficoltà per quanto riguarda le scuderie di vertice: anche ad Austin, Piastri e Russell non hanno convinto chiudendo rispettivamente in settima e ottava posizione. L’australiano della McLaren quest’anno non si è mai acceso: sembrava aver ritrovato ritmo a Baku prima dell’errore che lo ha costretto alla tredicesima posizione finale. Anche in questo weekend, Piastri è stato abbastanza anonimo: partito ottavo, è riuscito a guadagnare solamente una posizione.
Discorso diverso per Russell: l’inglese, che aveva iniziato benissimo il 2026, aveva iniziato ad avere qualche difficoltà nella parte centrale del campionato. Dopo il successo in Azerbaigian, l’inglese sembrava essersi ritrovato per poi ritornare ad avere risultati al di sotto di quelli attesi. Nelle ultime tre gare, Russell non è mai andato in top 5 a differenza di Antonelli che ha sempre chiuso in top 3.
Entrambi i piloti hanno dimostrato la loro velocità in passato e devono uscire da questo momento no il prima possibile: riusciranno a farlo nel GP del Messico?
5) L’incidente Alonso – Albon e lo sfogo dello spagnolo
Tra gli episodi del GP degli Usa, bisogna evidenziare anche l’incidente occorso tra Albon ed Alonso occorso nel primo giro della gara. Alonso si trovava in dodicesima posizione quando Albon (partito diciottesimo) ha cercato di superarlo in curva 11: la manovra, però, si è rivelata azzardata e i due sono finiti a contatto. Un incidente che ha causato gravi danni sulla vettura dello spagnolo che ha chiuso la gara in sedicesima posizione.
A fine gara il pilota Aston Martin non le ha mandate a dire al thailandese affermando che “il livello dei piloti di fondo gruppo è molto basso” e che “Albon si è dimenticato di girare a sinistra”. Versione totalmente opposta di Albon che ha detto di aver fatto il possibile per evitare il contatto.
Al netto di chi abbia ragione o torto, il contatto ha compromesso la gara di entrambe le vetture che, per l’ennesima volta in questa stagione, hanno chiuso la gara nelle posizioni di fondo della griglia.

