Lewis Hamilton Austin

F1 | Hamilton e le difficoltà ad Austin

Posted by

Hamilton ha parlato delle differenze che avevano le due Ferrari durante il GP di Austin

Il sette volte campione del mondo ha offerto delle motivazioni riguardanti le difficoltà della sua SF-26 durante il weekend sul circuito di Austin, spiegando anche una minima differenza fra la sua monoposto e quella di Leclerc.

Le difficoltà durante le prove libere

Secondo Hamilton, le difficoltà emerse nel corso del weekend affondavano le radici già nel venerdì di Austin. Ferrari aveva infatti intrapreso una direzione tecnica rivelatasi poco efficace nelle FP1, allontanandosi poi ulteriormente dalla soluzione ideale durante la seconda sessione. Il sette volte campione del mondo ha spiegato: “Un setup sbagliato, in realtà, per le FP1, e poi abbiamo preso la direzione sbagliata nelle FP2. Siamo tornati indietro e siamo arrivati a una posizione migliore per le FP3.“

Screenshot 24 10

Il britannico ha poi continuato spiegando che il suo fine settimana avrebbe potuto prendere una piega diversa: “Credo che le cose sarebbero andate un po’ diversamente se avessimo iniziato con quell’assetto nella seconda sessione di prove libere, quando si facevano i long run. Charles ha acquisito esperienza con quell’assetto in quell’occasione, mentre io non ho fatto nessun long run. Ecco perché ero un po’ indietro“. Pur avendo corretto la rotta nelle FP3, avvicinandosi alle scelte del compagno di squadra, le due Ferrari hanno comunque affrontato la gara con configurazioni aerodinamiche differenti, aspetto che secondo Hamilton ha continuato a influenzarne il rendimento.

Una domenica in salita

Dopo la gara Hamilton è apparso leggermente frustrato a causa delle prestazioni durante i primi due stint: “Semplicemente mi mancava il ritmo e non riuscivo a far entrare in curva la macchina”. Ha anche parlato di una piccola differenza che emerge particolarmente durante la gara:” C’è una sottile differenza tra Charles e me e le nostre auto in gara, e riguarda soprattutto il flap, quanta ala metti. Penso che semplicemente l’abbiamo sempre sottoutilizzata. Continuiamo a sottoutilizzarla per qualche motivo.”

“Quando fai il giro di ricognizione ti sembra che la macchina vada bene, e poi appena inizia la gara, perdo completamente il controllo e perdo il sottosterzo, e non ho potuto fare nulla, così loro si sono allontanati. Ho perso quegli otto secondi, ed è per questo che alla fine non sono riuscito a raggiungere Verstappen.” Ha aggiunto Hamilton

Hamilton Austin

Non solo il problema di assetto: il pilota Ferrari avrebbe avuto delle difficoltà anche con la scelta delle gomme, dichiarandosi insoddisfatto della strategia di montare gomme morbide, medie e dure: “Col senno di poi due set di pneumatici duri sarebbero stati la scelta migliore. Perché la gomma dura era la migliore. Tuttavia, avevamo dato per scontato che la gomma dura non avrebbe funzionato particolarmente bene.”

Le correzioni durante i pit-stop

Quando gli è stato chiesto come sia riuscito a correggere il tiro e a migliorare la prestazione nella fase finale della gara, Hamilton ha risposto: “Ho aggiunto quattro scatti, questo significa che ha alzato l’ala anteriore di quattro scatti durante ogni pit stop. Il pit stop successivo ne ha aggiunti altri quattro, e anche così, ero ancora a quattro click di distanza da Leclerc. Ed è assurdo, tipo, essere a 12 click di distanza. Dobbiamo davvero analizzare come si arriva a questo punto.“

Per Hamilton, da Austin risalta soprattutto una convinzione: risolvendo i problemi di bilanciamento che hanno condizionato il weekend, la Ferrari potrà compiere un sensibile passo avanti nelle prossime gare. “Se riusciamo davvero a tenere sotto controllo questo problema di bilanciamento nelle prossime gare, penso che potremo ottenere risultati nettamente migliori. Perché con il bilanciamento dell’ultimo stint, sarei stato pienamente in lizza fino alla fine e avrei potuto finire sul podio.“

Il britannico ritiene inoltre che una vettura meglio bilanciata gli avrebbe consentito di ottenere una posizione di partenza più favorevole in qualifica, aspetto che avrebbe potuto influenzare l’intero fine settimana. “Quindi abbiamo imparato molto ad Austin e ci portiamo a casa molti aspetti positivi.”

Sul piano della prestazione personale, invece, il sette volte campione del mondo si è detto soddisfatto: “Sono davvero soddisfatto. Quando la macchina è finalmente entrata in curva durante il terzo stint, ero tornato al livello dei piloti che mi precedevano. Però poi avevo un grande distacco che ho dovuto recuperare. Quindi devo lavorare per non perdere quel tempo fin dall’inizio.” Per Hamilton, quindi, la priorità non riguarda il passo gara mostrato nelle fasi finali della corsa, bensì la capacità di trovare fin dall’inizio del weekend il giusto equilibrio della SF-26.

lewis hamilton austin gp f1 ferrari

Hamilton guarda al 2027

Lo sguardo di Hamilton è già rivolto al 2027. Il britannico è determinato a sfruttare l’esperienza maturata in questa stagione per indirizzare il lavoro dei tecnici Ferrari. “Le decisioni vengono prese ora“, ha affermato Hamilton, sottolineando come questo sia il momento chiave per influenzare il progetto della vettura del prossimo anno.

Il sette volte campione del mondo ritiene infatti che le criticità emerse nel corso del campionato possano trasformarsi in preziose indicazioni per il futuro: “Se sistemiamo queste cose per l’anno prossimo, forse parleremo di mezzo decimo di secondo in ogni curva. Sono queste le aree in cui stiamo faticando. Ed è lì che voglio trovare il giusto equilibrio aerodinamico l’anno prossimo“

Seguici sui nostri social

Leave a Reply