Carlos Sainz ritiene che la Formula 1 dovrebbe rivedere il numero di gare viste le difficoltà fisiche e mentali a cui sono sottoposti piloti e membri del team.
In questo finale di stagione ci saranno nove Gran Premi in undici settimane, ovvero tre triplette. La prima si è corsa in Asia, la seconda è iniziata ad Austin settimana scorsa mentre l’ultima resta ancora incerta data la situazione geopolitica del Medio Oriente. Carlos Sainz difficilmente storcerà il naso di fronte alla possibilità di gareggiare il più possibile, ma lo spagnolo sostiene che la F1 dovrebbe riconsiderare il numero di GP.

Secondo il pilota della Williams troppe gare nel calendario rischiano di avere un effetto di riempimento esagerato, togliendo all’attesa un ruolo fondamentale e rischiando di abbassare la soglia dell’attenzione. Per spiegare al meglio ciò che crede Sainz ha usato una metafora calcistica: la Formula 1 dovrebbe essere un po’ come la Champions League, una competizione speciale che si tiene due volte al mese, mentre con l’attuale numero di Gran Premi la F1 sembri più un campionato le cui partite si giocano ogni settimana.
“Se fossi un fan mi piacerebbe, perché più Formula 1 riesco a guardare in TV meglio è. Ricordo quando ero bambino e c’erano solo 16 o 18 gare nel calendario, e in tanti weekend mi mancavano davvero le corse. Per questo motivo penso che bisogna tenere in considerazione che magari troppe Gran Premi possono avere l’effetto opposto. A volte hai bisogno di meno per tenere le persone attratte e impegnate”.
“Quando ci sono così tante gare di fila la F1 può sembrare un campionato di calcio che si tiene ogni settimana, come se fosse la Premier League invece della Champions League. Questo può portare le persone ad avere meno attenzione per la corsa in sé, ed è una filosofia che lo sport deve tenere in considerazione nella decisione del numero di gare”, ha affermato Carlos Sainz.

Lo spagnolo è anche direttore del Grand Prix Drivers’ Association (GPDA) e gli è stato riferito che la Formula 1 manterrà le 24-25 gare stagionali per molto tempo. Sainz tuttavia ha messo in luce altre criticità riguardo questa scelta, come quella dei membri del team che sono coloro che ne soffrono di più. Tre triplette stagionali per finire il 2026 sono troppe e troppo dure fisicamente, mentalmente e per le squadre.
“Come rappresentante del GPDA ci è stato detto che i prossimi calendari rimarranno sulle 24/25 gare. Non so se ci sono altre proposte da parte di nuovi circuiti, ma questo è già il limite. Questo problema riguarda più i membri delle squadre che trascorreranno solo tre o quattro giorni a casa ogni mese”.
“Loro sono quelli che soffrono di più, non i piloti, noi in questo senso siamo in una posizione privilegiata. Ho la motivazione per fare tutte le gare che dobbiamo fare, adoro correre. Ma queste tre triplette di fila saranno dure per il corpo, dure per le persone e dure per la mente”, ha concluso Sainz.


